Quando torno a Viareggio mi addolora vederla congestionata dal traffico e assediata dalle auto parcheggiate strette strette, come acciughe in una scatoletta.

La città sarebbe ancor più bella senza questa schiavitù su gomma. Ma quale potrebbe essere la soluzione? Probabilmente la stessa che avevano trovato i nostri bisnonni.

Non tutti sanno infatti che Viareggio aveva ben due linee di tram, o tramvie come si direbbe oggi: una verso Camaiore e una verso Forte dei Marmi. Fino a tempi relativamente recenti, piccoli tratti di binari superstiti affioravano ancora nei pressi della Stazione Vecchia.

Il tram sul viale Carducci nel 1900

Dall’inizio del XX secolo fino alla Seconda Guerra Mondiale, questo mezzo visse un periodo di grande popolarità e anche la vicina Lucca ne aveva addirittura tre linee.

Era l’8 agosto 1900 quando fu inaugurata la prima, per Camaiore, il cui progetto era stato affidato nel 1894 dagli ingegneri Pietro Pettini di Lucca ed F. C. Jacobi.

Percorso della linea per Camaiore (da Wikipedia)

La linea, a vapore, era gestita dalla società Massagli, Malfatti e Berrettini (Massagli & C.) di Viareggio, con il contributo dei due comuni. I capolinea erano la Vecchia stazione di Viareggio e il paese di Camaiore, mentre le fermate intermedie erano: via Zendrini, via Emilia (Casello daziario), Ponte di Sasso (Restaurant), San Lazzaro.

Nel 1926, a seguito di due deragliamenti, la gestione divenne comunale e si tentò un rilancio della tranvia, che necessitava di urgenti e pesanti manutenzioni. Tuttavia, nel 1938, il servizio fu sospeso a causa di diatribe legali con i precedenti gestori. Anche a causa della riduzione dei passeggeri, conseguente all’apertura della nuova stazione di Viareggio, non fu più riattivata.

Il biglietto costava 60 centesimi per la prima classe e 40 centesimi per la seconda. D’inverno e nei feriali erano garantite 6 corse al giorno, dalla durata di 34 minuti, mentre d’estate e nei festivi il servizio era rafforzato. Al capolinea viareggino venivano caricati acqua e carbone, mentre a quello camaiorese la legna.

Era necessario cospargere di sabbia i binari per non far slittare il trenino nelle salite. Nonostante questo, capitò che i passeggeri dovessero scendere e spingere il convoglio.

Naturalmente, come sa chi è stato su tram di una qualsiasi grande città europea, oggi le moderne tecnologie renderebbero superconfortevole un viaggio che in quegli anni aveva invece un ché di eroico.

La seconda linea, quella per Forte dei Marmi, chiamata Litoranea, venne inaugurate nella tratta urbana viareggina dal 1913, su progetto del 1909, e prolungata nel 1914. Nonostante fosse solo di poco più giovane dell’altra, questa venne già realizzata come una moderna tranvia elettrica a scartamento ordinario.

Percorso della linea Litoranea (da Wikipedia)

I capolinea erano Viareggio e il paese di Forte dei Marmi, da dove partiva la linea che, con diverse diramazioni, arrivava addirittura fino ad Arni, alla ragguardevole quota di 916 metri sul livello del mare. Le fermate erano: Viareggio Scalo (Stazione Vecchia), Stazione di Viareggio, Cimitero di Viareggio, Fossa dell’Abate, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta, Fiumetto. Da questa fermata, dal 1914 fu attiva la diramazione per la stazione di Pietrasanta.

Nel 1909 fu appositamente costituita la Società Anonima Elettrica Tramviaria Litoranea Viareggio-Versilia-Provincia di Massa, il cui nome indicava l’intenzione di varcare i confini provinciali, poi ribattezzata nel 1913 in Società Anonima Elettrica Tramviaria Litoranea Viareggio (SETL), a causa delle mutate intenzioni.

Importanti modifiche avvennero nel 1927, con la diramazione per il nuovo Cimitero Comunale di Viareggio (attiva solo in alcuni periodi) e nel 1936 a causa della realizzazione della nuova stazione ferroviaria cittadina. A partire da quell’anno e fino al 1939 i binari furono spostati dai Viali a Mare a via Buonarroti per permettere più agevolmente lo svolgimento dei corsi mascherati di carnevale.

Grazie al raddoppio dei binari e alla costruzione di un deposito in via Marco Polo, dal 1940 la tranvia litoranea era quindi suddivisa in due linee:

  • Linea 1, Nuova stazione – Lido di Camaiore
  • Linea 2, Mercato vecchio – Lido di Camaiore (dall’anno successivo arretrata dal mercato a piazza Vittorio Emanuele)

Inizialmente le vetture, tutte di costruzione Carminati & Toselli, erano decorate con un raffinato schema di coloritura bianco/rosso ricco di filettature, poi bianco avorio con filetti verdi e infine, dal 1926 con uno schema a due toni di verde.

Linea litoranea nei pressi della Piazza D’Azeglio, anni ’20

Pesantemente danneggiata durante la guerra, fu improvvidamente deciso di smantellarla, privando la città di un servizio fondamentale, a vantaggio dei mezzi privati che di lì a poco l’avrebbero invasa.

Oggi le città più avanzate d’Europa e del mondo realizzano metropolitane, tramvie, ferrovie suburbane e people mover. Noi invece ce l’avevamo già cento anni fa.

Speriamo di poter tornare presto al buonsenso e al senso pratico dei nostri bisnonni, che -forse senza saperlo- erano per certi versi più ecologici e moderni di noi.

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Gabriele Levantini nasce a Viareggio il 10 aprile 1985. Chimico per lavoro e scrittore per passione, dal 2017 gestisce il sito Il Giardino Sulla Spiaggia. Seguimi sul mio blog: https://ilgiardinosullaspiaggia.com/

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