Filippo Turati e Claudio Treves, dopo l’Unità d’Italia, lanciarono da Milano l’idea di costituire “Biblioteche Popolari” per diffondere la cultura fra la classe operaia.

A Viareggio i lavoratori che aderivano alla “Società di Mutuo Soccorso fra gli operai e i marinai” furono pronti a raccogliere l’invito. Così, dopo un’assemblea, il 14 dicembre 1883, il Presidente della Società, Salvatore Marchi, comunicò al Comune di Viareggio che era stato deliberato di fondare una “Biblioteca Circolante”, “con l’intento di istruire ed educare le classi operaie“, e chiese che alla Società venissero donati i libri dell’ex “Biblioteca di S. Francesco”, appartenuti ai Padri Serviti e divenuti proprietà del Comune dopo la costituzione del Regno d’Italia, quando avvenne l’incameramento dei beni ecclesiastici. La richiesta non venne accolta.

Il Presidente Marchi allora inviò altre richieste finché il 1° luglio 1884 venne deciso di portare all’approvazione del Consiglio Comunale la richiesta dei lavoratori. L’approvazione venne concessa nella seduta del 16 ottobre 1884 e fu resa esecutiva dalla Deputazione Provinciale di Lucca il 12 novembre 1884. Era sindaco Paolo Del Prete.

Si può pertanto ritenere che la “Biblioteca Circolante”, voluta dalla Società operai e marinai, abbia potuto funzionare solo nel 1885 e che questa fu la prima Biblioteca Pubblica in Viareggio gestita da laici.

Sala interna

Negli anni successivi si registra l’aumento dei libri e la ricerca dello spazio per i tavoli di lettura, così la sede della Società è sopraelevata di un piano. Grande è il lavoro per rimettere insieme i libri sfasciati e per la catalogazione, che avviene soprattutto nel periodo delle vacanze ad opera di alcuni volenterosi, tra i quali Riccioni, Sadun e Lenci. Alla fine, la Biblioteca fu sistemata e Cesarino Riccioni, nominato direttore, la inaugurò e fece pubblicare il catalogo comprendente le 487 opere. All’inizio, purtroppo, erano pochi gli utenti di questo servizio culturale tanto che la Biblioteca di Viareggio era aperta al pubblico poche volte al mese e non era ancora compresa nell’Annuario delle Biblioteche italiane pubblicato dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Solamente nel 1891 vi fu un segnale di ripresa nel settore culturale, grazie all’opera di Angelo Andreini, Direttore della Scuola Tecnica di Viareggio, il quale lanciò l’idea di riunire in un unico organismo le dotazioni librarie sia della Biblioteca Circolante sia della Scuola Tecnica. Tale iniziativa fu approvata dal Consiglio Comunale nella seduta dell’11 febbraio 1892 ed il 12 marzo dello stesso anno la fusione divenne un fatto compiuto.

Sorse, così, la “Biblioteca Popolare aggregata alla Scuola Tecnica”, che trovò sede in alcune stanze del secondo piano del palazzo Comunale in via Regia. Questa Biblioteca poteva contare su 1036 pezzi tra libri ed opuscoli.

Alla fine del 1892 il patrimonio librario della Biblioteca aumentò a 1325 pezzi e con essi crebbero gli utenti, che risultarono essere 592 nel periodo giugno-dicembre.

Questa nuova Biblioteca Popolare, che continuava ad arricchirsi di nuovi libri, ebbe il riconoscimento del Ministero della Pubblica Istruzione con decreto del 9 marzo 1909. Questo decreto autorizzava anche lo scambio del prestito di libri con tutte le Biblioteche nazionali e governative. Furono, così, stabilite le norme per il funzionamento dell’istituzione e si dette avvio al servizio pubblico.

Palazzo Paolina

La crescente necessità di far posto a nuovi uffici comunali e la ricerca di nuove aule portarono però, con la delusione degli utenti, a far sballottare di qua e di là la Biblioteca. Prima fu ospitata nel Palazzo Paolina, poi nelle cantine di un altro edificio tanto che molti libri andarono perduti o furono sciupati dall’umidità.

Non fu realizzato nulla di concreto fino al 1928, quando fu chiamato alla responsabilità di direttore della Biblioteca il Preside del Ginnasio comunale, Roberto Giannarelli. Questi si mise subito all’opera per fare un bilancio sulla consistenza libraria ed acquistò diversi libri tanto che, nel 1930, il patrimonio venne portato a 9105 pezzi. I libri erano aumentati, ma non gli utenti e mancava ancora una definitiva sistemazione, così lo stesso Giannarelli il 24 gennaio 1931 propose la chiusura temporanea della Biblioteca in attesa di tempi migliori. Nel 1934 la Biblioteca fu definitivamente chiusa al pubblico.

Solo nel 1939 abbiamo una ripresa dell’attività bibliotecaria grazie al passaggio in proprietà al Comune dell’ex Ospizio Marino, cioè del “Palazzo delle Muse“.

Palazzo delle Muse in una foto storica

Questo Palazzo fu voluto dal medico Giuseppe Barellai per ospitarvi, in prossimità del mare, i bambini affetti da una forma di tubercolosi chiamata “scrofolosi“. Nel 1853, per realizzare questa iniziativa, si costituì un gruppo di intellettuali fiorentini con l’intento di realizzare l’Ospizio Marino, chiedendo aiuti al mondo degli artisti e degli intellettuali. Scrittori, poeti, pittori, scultori, musicisti, artisti di teatro fecero a gara a donare quanto ricavato dal loro genio così che il Palazzo, progettato e realizzato gratuitamente dall’architetto fiorentino Giuseppe Poggi, fu battezzato dal Barellai col nome, che poi gli è rimasto, di “Palazzo delle Muse”. Il 14 ottobre 1861 fu posta la prima pietra sul terreno donato dal Governo della Toscana alla presenza dei Principi di Savoia in rappresentanza del padre Vittorio Emanuele II al quale fu intitolato l’Ospizio Marino.

Alla Biblioteca vennero assegnati alcuni locali al piano terra del Palazzo delle Muse e poté riaprire al pubblico con un orario definitivo tutti i giorni feriali.

Il 7 marzo 1942, con provvedimento del Commissario Prefettizio, la Biblioteca fu intestata a Guglielmo Marconia testimonianza dell’affetto che legava, e lega sempre, i viareggini al grande scienziato italiano, il quale soggiornava volentieri e per lunghi periodi a Viareggio“, ma i disastri della II° Guerra Mondiale si fecero sentire. Il 17 aprile 1944, con l’ordine di evacuazione della città, la Biblioteca subì tutte le conseguenze di un forzato, ma inevitabile abbandono. I danni al patrimonio librario furono notevoli.

Immagine storica dell’Ospizio Marino

Alla fine della guerra, nel 1946, la Biblioteca riprese l’attività.

Eseguito un inventario di quanto era rimasto del patrimonio librario dopo le numerose vicissitudini, lo spazio della Biblioteca fu diviso in due settori: uno per il pubblico con alcuni tavoli di lettura e l’altro per il deposito e gli uffici. Si procedette alla catalogazione di tutto il materiale librario e alla sua collocazione, con apposita numerazione, redigendo tre cataloghi per autore, per soggetti, per materie. L’aumento continuo degli utenti e la disponibilità degli amministratori a far funzionare bene la Biblioteca fecero sì che, il 14 ottobre 1959, il Consiglio Comunale approvasse il regolamento generale, stabilisse la figura giuridica, le finalità ed il funzionamento della Biblioteca “G. Marconi” ed inoltre assumesse il personale necessario a garantire un adeguato servizio.

La Biblioteca continuava ad arricchirsi di molte opere librarie sia per acquisti, sia per contributi del Ministero della Pubblica Istruzione, sia per donazioni di Enti Pubblici e di privati cittadini. Fra le tante donazioni meritano una citazione quella del Maestro Luigi Campolieti di Milano, compositore e direttore dei Cori dell’Opera di Parigi, composta da oltre 2500 libri e l’altra dello scrittore ed artista viareggino Krimer (Cristoforo Mercati) ricca di 1500 pezzi.

Sala interna

Nel 1962, la Biblioteca, istituì un “Posto di lettura” nella Pineta di Ponente che funzionava durante i mesi estivi, ma questa iniziativa dovette essere sospesa nel 1966 per mancanza di strutture adeguate e di personale.

La sede della Biblioteca è andata sempre più allargandosi aumentando i locali ed il loro arredo ed ha cercato di rispondere sempre meglio alle richieste culturali della cittadinanza sia attraverso l’aumento del patrimonio librario, sia attraverso nuovi progetti, che spero vengano presto realizzati, come quello di una Sala Ragazzi, di una Sala Conferenze adeguata e dell’informatizzazione per permettere attraverso l’uso del computer un servizio più rapido ed efficace, anche grazie al collegamento con altre Biblioteche.

Sicuramente oggi la Biblioteca comunale “G. Marconi”, con il suo patrimonio librario che ha raggiunto quasi i 70.000 volumi, tra i quali posso dire con orgoglio che ci sono anche i miei, è veramente entrata nella stima e nell’uso quotidiano dei viareggini, dai giovani alla terza età, dallo studente al lavoratore, dal professionista al cittadino comune, come ben dimostrano i dati che si riferiscono ai frequentatori, ai libri dati in prestito e ai quotidiani, riviste e periodici messi a disposizione degli utenti.

The following two tabs change content below.
Gabriele Levantini nasce a Viareggio il 10 aprile 1985. Chimico per lavoro e scrittore per passione, dal 2017 gestisce il sito Il Giardino Sulla Spiaggia. Seguimi sul mio blog: https://ilgiardinosullaspiaggia.com/

Ultimi post di Gabriele Levantini (vedi tutti)

Ti è piaciuto questo contenuto? Condividilo con tutti!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>