Baldoria organizzata davanti al tabernacolo della Madonna Bambina

Posiziono accuratamente le pigne, poi piccoli legni e infine quelli più grandi, a formare una sorta di catasta. Accendo un piccolo gruppo di aghi di pino (“pinugliori”) e li metto sulle pigne, guardando il fuoco diffondersi e ingrandirsi. Il profumo della resina mi riporta alla mente ricordi di anni ormai persi, quando andavo, piccolino insieme ai miei genitori, a vedere le Baldorie, grandi falò spontanei realizzati ogni anno la notte tra il sette e l’otto settembre.

Si tratta di un’antica tradizione viareggina che si è quasi persa nella corsa incessante della storia, anche se recentemente sono stati fatti piccoli passi per la sua conservazione che fanno ben sperare per il futuro.

L’usanza di accendere fuochi come segno di eventi importanti si perde nella notte dei tempi ed è comune a molte aree geografiche. Si sa che a Viareggio dalla seconda metà del XVII secolo per la festa di Sant’Antonio da Padova, patrono del villaggio, già era comune fare le baldorie.

Anche la rivolta antigiacobina che nel maggio 1799 sconvolse la cittadina, così come molte altre aree della Toscana, iniziò con grandi fuochi accesi la notte.

Esiste anche un decreto datato 14 agosto 1826 ed emanato dal Governatore di Viareggio, Sebastiano Brancoli, nel quale si legge che “non potranno più aver luogo le così dette Baldorie di Pinugli, Frasche o canapugli in qualunque parte della Città”.

Baldoria in una foto d'epoca
Baldoria in una foto d’epoca

Evidentemente il divieto non fu efficace a lungo, visto che nel 1854 nacque la festa delle Baldorie nella forma e nei modi in cui è arrivata fino a oggi.

Nel luglio di quell’anno si diffuse in quasi tutta la Toscana una tremenda epidemia di colera, forse portata da un bastimento napoletano approdato a Livorno. L’ospedaletto di San Giuseppe, dove furono ricoverati i malati viareggini, aveva una capienza di appena dodici posti letto, ma si stima che furono circa cinquecento i morti nella cittadina. Questo dà idea dell’incredibile virulenza del morbo e del suo impatto devastante sulla piccola comunità.

Padre Angelico Bargellini, Sant’Antonio Maria Pucci (detto il “Curatino”) e suor Giuliana Lenci agirono eroicamente per aiutare la popolazione così duramente provata, ma era chiaro che le forze fossero sproporzionate. Così, il sette settembre, giorno precedente alla festa della Natività di Maria, padre Pucci invitò la popolazione a radunarsi davanti al tabernacolo della Madonna Bambina, costruita nel 1837 presso il Ponte di Pisa da Zaverio Cardinali per onorare il voto fatto alla Vergine per avergli salvato la vita nel naufragio della tartana “Madonna di Montenero”.

La popolazione pregò perché l’epidemia cessasse, cosa che avvenne improvvisamente. Per ricordare questo evento miracoloso e ringraziare la Vergine, da allora ogni anno vengono realizzate grandi cataste di pinugliori, rami, frasche e legna, che bruciano nella notte. Il fuoco viene anche mosso affinché produca scintille, che a Viareggio prendono il nome di “minonne”.

Nel corso del tempo questa tradizione è andata sparendo per motivi di sicurezza, ma negli ultimi anni si sta tentando di recuperarla sottraendola alla spontaneità del popolo e inserendola in eventi ufficiali controllati. Se questo da un lato intacca il suo carattere di spontaneità, dall’altro consente di conservarla senza i rischi che avrebbe in un ambiente ormai interamente urbanizzato.

Baldoria spontanea a Viareggio
Baldoria spontanea a Viareggio

Nel 2017 è stata inaugurata in Piazza Viani una scultura bronzea, ideata dall’architetto Gianni Merlini (1954-2015) e realizzata da Libero Maggini dedicata a questa antica tradizione.

Monumento La Baldoria di Libero Maggini
Monumento La Baldoria di Libero Maggini

Il mio falò è ormai acceso, mi scaldo al fuoco e chiudo gli occhi per un momento godendo della luce della fiamma. Per un po’ sogno di essere piccolo e vedere le Baldorie per mano ai miei genitori.

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Gabriele Levantini nasce a Viareggio il 10 aprile 1985. Chimico per lavoro e scrittore per passione, dal 2017 gestisce il sito Il Giardino Sulla Spiaggia. Seguimi sul mio blog: https://ilgiardinosullaspiaggia.com/
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