Le scuole Pascoli negli anni '30

Quando passeggio a Viareggio e mi trovo a passare dalla piccola Soho” di via Mazzini, tra alimentari russi, bazar arabi e botteghe cinesi, ripenso a quanto il mondo sia cambiato rispetto a quando da bambino passavo ogni giorno da questa strada.

È sempre bello svoltare in via Puccini, ombrosa di alti palazzi, e gettare uno sguardo alle scuole Pascoli, che occuparono così tanta parte della mia infanzia. Tutto è cambiato intorno a questo edificio: dove c’erano bar e cartolerie adesso ci sono empori di chissà che nazionalità, ma i pini antichi sono ancora al loro posto nel cortile della scuola e il loro profumo continua a incantare i bambini delle nuove generazioni. Bambini oggi di ogni lingua e colore, ma con gli stessi sogni ed emozioni che furono miei. Ricordo la bellezza di imparare, la noia di stare in classe, le maestre, le zuffe, i giochi, le recite, gli amici, mio nonno che mi aspettava all’uscita.

Ed eccolo l’edificio, col suo stile eclettico neoclassico-quattrocentesco, così tipico dei primi anni ’30. Fu il secondo edificio scolastico progettato a tale scopo a Viareggio, poco dopo le Lambruschini, costruite tra il 1908 e il 1910. Disegnato nel 1925, fu inaugurato ancora incompleto nel 1932, e ultimato nell’anno seguente, per far fronte alla crescita della popolazione e all’espansione della città verso nord, nonché ai nuovi obblighi scolastici.

Ultimata si fa per dire, dal momento che la recinzione non sarà realizzata che nel 1936. Ma a quei tempi, questo centralissimo quartiere era campagna e il pericolo maggiore a cui gli scolari potevano andare incontro era che arrivassero altre bande di ragazzini a giocare con loro.

In quello stesso anno, il Regio Ispettore Capo del Comune fece una proposta che non poteva essere rifiutata, e che difatti non lo fu: intitolare la scuola ancora priva di nome “9 MAGGIO XIV° E.F.”, data della proclamazione dell’Impero da parte del regime fascista.

Viareggio fu quasi totalmente rasa al suolo dai bombardamenti che la colpirono duramente durante la Seconda Guerra Mondiale, ma la scuola -nonostante la sua vicinanza alla stazione ferroviaria- fu risparmiata e subì solo pochi danni. Diversamente da molti altri grandi edifici viareggini, non fu nemmeno occupata da truppe, né assegnata agli sfollati dopo la Liberazione della città.

Così, già nel 1945, una volta riparati i danni fu restituita alla sua originale destinazione. Naturalmente il 4 agosto di quell’anno, il nome fu cambiato in “Giovanni Pascoli”, ed è così che l’ho conosciuta io.

Nel 1959 l’edificio su sopraelevato di un piano, assumendo la sua forma attuale, che rimase pressoché invariata negli interventi successivi: 1962 (installazione dei termosifoni e nuova recinzione), 1968 (realizzazione di aule aggiuntive nella corte della scuola), 1981 (sostituzione infissi), 2005/06 (riorganizzazione spazi interni). Nei lavori del 1959 fu realizzato anche un secondo ingresso, su via Mazzini. Infatti fino a quel momento c’erano solo i due ingressi di via Puccini, dai quali si poteva accedere a un solo piano: in quello posto a destra (guardando la facciata) entravano i maschi che si fermavano al pianterreno, dall’altro le femmine che andavano al primo piano. Nonostante l’ammodernamento delle strutture, le classi miste non arrivarono che nel 1968.

Giovanni Levantini, Le scuole Pascoli, 1995, china su carta, collezione privata
Giovanni Levantini, Le scuole Pascoli, 1995, china su carta, collezione privata

Le scuole Pascoli sono state un passaggio per tutta la mia famiglia, non solo per me e mio fratello. Mio nonno, Cav. Grand. Uff. Arduino Casula, ne fu direttore per 8 anni: dal 1975 al 1983. Mia nonna, la dottoressa Franca D’Agostino (una donna nata nel 1919 che si era laureata in lettere antiche!), fu maestra in questa scuola dal 1966 al 1979, per 13 anni. Era bello sentire i loro racconti appassionati su quel periodo. È curioso sapere che in quegli anni, il famoso pittore naif Aldo Ordavo (1913-1991) fu maestro lì fino al 1973.

Anche mia mamma e i miei zii furono scolari in questo istituto e tra le loro memorie più care c’è la Beppina: una simpatica e scherzosa signora che vendeva le merende, tanto cara agli studenti.

Infine, quando ero piccolo, insieme a mio padre partecipai alla storica Borsa di Studio Nieri e Paolini della Lega Maestri d’Ascia e Calafati del 1994/’95 con una ricerchina proprio sulla mia scuola. L’ho recentemente ritrovata e da quella base ne abbiamo ricavato insieme un libro (Gabriele e Giovanni Levantini, Le scuole Pascoli di Viareggio, 2020, ISBN 9798642581735).

Giovanni Levantini, Le scuole Pascoli di Viareggio, 2020, ISBN 9798642581735
Giovanni Levantini, Le scuole Pascoli di Viareggio, 2020, ISBN 9798642581735

Ricordo le giornate trascorse con lui al Centro Documentario Storico, l’amore col quale mi insegnava, la passione che nutriva per quell’attività e la gioia che provava a condividerla con me. Furono giorni magici, nei quali nacque la mia curiosità per la storia e la mia voglia di scrivere, doni che ancora oggi porto con me. E l’amore incondizionato per la mia città che, nonostante non sia sempre facile e certamente non manchi di difetti, è pur sempre un piccolo angolo di mondo capace di far battere il cuore di chi ha il privilegio di conoscerlo. Lo sento maggiormente adesso che non ci abito più: quando ci torno mi riempio il naso del profumo che prende in primavera, poco prima dell’alba. Un odore dolce di oleandro e di vento marino, fresco di piante e di acqua.

Le scuole Pascoli oggi
Le scuole Pascoli oggi
The following two tabs change content below.
Avatar
Gabriele Levantini nasce a Viareggio il 10 aprile 1985. Chimico per lavoro e scrittore per passione, dal 2017 gestisce il sito Il Giardino Sulla Spiaggia. Seguimi sul mio blog: https://ilgiardinosullaspiaggia.com/
Ti è piaciuto questo contenuto? Condividilo con tutti!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>