Streghe

Contesto storico

1142, “Decretum”, di Graziano cavalcate notturne sono frutto di fantasie generate dal Diavolo che insinua nel sonno e chi crede a queste cose è più eretico dell’accusato.

1258, con una bolla papale Alessandro IV condanna le streghe.

1341, “Conciluium”, di Bartolo da Sassoferrato il delitto di stregoneria deve essere punito con la morte.

1358, “Directorium inquisitorium” di Nicholas Eymerich esistenza tre tipi di stregoneria, quella eretica è quella che effettuata da chi prega il Diavolo. Viene punita l’adorazione di Satana in particolare.

1416, a Como vengono bruciate 300 streghe.

1436, viene completata la “Cupola” della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze.

1483, Sandro Botticelli conclude il suo capolavoro la “Primavera”, costellazione di cultura classica e quindi pagana.

1484, “Summis Desiderantes Affectibus”, bolla papale di Papa Innocenzo VIII nella quale dichiara che la Germania è infestata di streghe. E’ la ratifica ufficiale dell’esistenza delle streghe e della loro ampia diffusione. Si suppone che questa bolla papale diede inizio alle cacce di streghe vere e proprie. Si crea una psicosi di massa nel momento in cui una autorità di massima importanza come il Papa dichiara parole così pesanti. La paura dell’Apocalisse è sempre latente e l’uomo deve purificarsi ed eliminare ogni traccia di peccato presente non in sé, ma negli altri.

1486, avviene una eclissi totale di sole. L’alone dell’Apocalisse è sempre più forte.

1487, “Malleus Maleficarum”, di Heinrich Kramer e Jacob Sprenger viene sancita la creazione della strega moderna rispetto a quella medievale. La strega del Malleus è capace di volare e le streghe sono parte del Diavolo di cui condividono il potere. Venivano accusate le levatrici, le quali erano in grado di sovvertire l’ordine naturale procurando un parto senza dolori, andando così contro la volontà di Dio.

1500, “De lamis et pythonicis mulieribus” di Ulrich Molitor il volo notturno ed il volo in generale non si addice agli esseri umani, ma più agli angeli e ai demoni. Si pone in continuità con Graziano e il suo “Decretum.

1508, Raffaello completa la decorazione delle Stanze Vaticane.

1517, “Affissione delle 95 tesi”, Martin Lutero a Wittenberg espone il suo elenco di tesi dal titolo “Discussione sulla dichiarazione del potere e delle indulgenze”. Inizio dello Scisma della Chiesa d’Occidente.

1525, con una bolla papale il vescovo di Roma autorizza la Tortura nei casi di sospetta stregoneria.

1541, Giovanni Calvino si stabilisce definitivamente a Ginevra iniziando un programma di austerità e rigore morale sulla base della religione da lui fondata: il Calvinismo. La creazione di un ordine e di una ortodossia consisteva quindi nell’eliminazione di ogni dissidenza creando un potere unico e centralizzato. Nello stesso anno Michelangelo completa la Cappella Sistina, espressione dei tormenti dell’uomo.

1545, il Concilio di Trento ribadisce che il papato è la sola garanzia dell’autorità del monarca. Viene così ribadita la tradizione medievale della legittimazione del potere del Re derivante da Dio e quindi il Papa è garante di questo potere.

1550, il medico Johann Weyer scrive un’opera in difesa delle streghe, le quali sarebbero vittime di allucinazioni. Le fantasie erotiche sono causate da dei disturbi dell’utero: la “malinconia” che sarebbe associabile a una malattia mentale.

1554, Elisabetta I d’Inghilterra emana un decreto con il quale sancisce la pena di morte per gli zingari e chi a loro vicini il male assume la forma delle minoranze etniche, in questo caso, religiose nel caso degli Ebrei o dei Mori.

1555, la Pace di Augusta sancisce la fine della guerra di religione tra protestanti e cattolici in Germania e stabilisce il principio del “cuius regio, eius religio” ovvero “di chi è la regione, di lui sia la religione” affidando così la scelta della religione dei propri territori ai principi.

1557, Gerolamo Cardano nel “Delle varietà delle cose” definisce le streghe “donnette di misera condizione” e “si crederebbero vere le cose che raccontano con tale convinzione, cose che mai sono accadute né mai accadranno”.

1564, muore Michelangelo Buonarroti e nasce William Shakespeare.

1572, “Il massacro di San Bartolomeo”. Durante la notte tra il 23 e il 24 agosto a Parigi i Cattolici realizzarono un assalto agli Ugonotti venuti nella città per il matrimonio tra la figlia del re Margherita di Valois e ed Enrico IV di Borbone (ugonotto). Sono stimate dai 5mila ai 30mila morti.

1584-1589, Guerra dei Tre Enrichi per la corona di Francia. Gravi scontri religiosi soprattutto tra Ugonotti e Cattolici.

1587-1593, vengono condannate al rogo 368 streghe in ventidue villaggi della Germania

1600, Giordano Bruno viene condannato a morte. Si apre l’anno del Giubileo.

1607, Annibale Carracci completa la “Galleria Farnese”.

1608, La lega Cattolica si scontra con l’Unione Evangelica formata dai principi protestanti. Nel mentre Caravaggio a Malta realizza la “Decollazione del Battista” per l’Ordine dei Cavalieri di Malta.

1618-1648, con la “Defenestrazione di Praga” inizia la Guerra dei Trent’Anni. Tutta l’Europa è coinvolta nel conflitto politico religioso.

1620, la Mayflower salpa da Plymouth verso il Nuovo Mondo con a bordo i “Pilgrim’s Father”. Avviene l’esportazione non delle streghe, ma della mentalità creatrice di esse.
Nello stesso anno il Papa emana la “Istructio pro formandis in causa strigum sortilegiorum et maleficiorum”. Vengono ammessi gli errori effettuati dagli inquisitori e una trasformazione dei processi.

1623-1631, a Würzburg – Germania 900 vittime finiscono sul rogo per ordine del principe cattolico Filippo Von Ehrenburg

1625, Giacomo I re d’Inghilterra gravemente ammalato si affida alla guaritrice Joan Peterson per ottenere cure risolutive dal momento che quelle religiose e basate sulla superstizione non avevano funzionato. In tutta l’Inghilterra ed Europa aumentano i roghi.

1631, il gesuita Friedrich Spee pubblica il “Cautio Criminalis”. Spee esprime la sua convinzione secondo cui tutte le confessioni sotto tortura sarebbero prive di verità. Afferma che anche il Papa o Lutero ammetterebbero di essere stregoni ed inoltre “l’unico motivo per cui non siamo tutti finiti sul rogo come stregoni, è perché non siamo tutti sottoposti alla tortura”.

1764, Cesare Beccaria pubblica “Dei delitti e delle pene”, nel quale esprime la sua idea per l’abolizione della tortura e pena di morte. Il primo paese ad adottare l’ideale del Beccaria sarà il Granducato di Toscana sotto Pietro Leopoldo nel 1786

1782, in Svizzera viene bruciata l’ultima strega.

1793, in Polonia viene bruciata l’ultima strega.

1666, Bernini completa la “Cattedra di San Pietro”. La grandiosità papale è espressa compiutamente.

Il termine “strega” deriva da striges di derivazione da strix che significa uccello notturno simile al gufo. Un’altra definizione di strega deriva da masca di origine longobarda che significa spirito ignobile.

Esseri diabolici capaci di stegonerie, filtri magici e altri incantesimi esistevano sin dalla più remota antichità; sono nominati nel Codice di Hammurabi, agli inizi del secondo millennio a.C., nella cultura egizia […] La cultura greca conosceva maghe come Medea e Circe, nelle leggi romane delle Dodici Tavole si condannava la magia nera, e nella letteratura latina troviamo testimonianze come quelle di Orazio e Apuleio.

U. Eco – Storia della bruttezza – p.203

Umberto Eco apre così il capitolo VIII chiamato “Stregoneria, satanismo, sadismo” nel libro “Storia della bruttezza”.

Secondo la mitologia popolare, essere soprannaturale immaginato con aspetto femminile o donna reale

http://www.treccani.it/vocabolario/strega/

La definizione poi continua associando alla strega dei poteri soprannaturali. La strega è donna. Una donna con dei poteri derivati da un essere superiore che non è Dio ma è il Diavolo. Probabilmente fosse stato un uomo ad avere questi “poteri” sarebbe stato chiamato “Santo” o Cristo. Queste capacità a loro attribuite nascono sostanzialmente dall’incapacità dell’uomo di comprendere determinati fenomeni naturali che non sono generati da Dio o ortodossi secondo la religione.

Il confine tra il soprannaturale operato da Dio santificato e quello operato dalle streghe è molto sottile e a volte controverso. Si può sintetizzare supponendo la divisione del mondo in Bene e Male.

Il Bene non risiederebbe in questo creato tangibile, ma solo in Dio e nella morte che porta a lui. Il male risiederebbe nella materia sensibile e nel mondo in cui viviamo.

La nostra esistenza sarebbe quindi un percorso volto alla espiazione e alla purificazione per garantirci il riposo eterno in Dio. Si vedano per esempio i tanti movimenti sorti verso il 1200 dei penitenti e flagellanti; i quali durante cerimonie pubbliche si auto-infliggevano pene corporali volte ad espiare il peccato di esistenza.

La natura è quindi il male essendo realtà sensibile. La strega è a stretto contatto col mondo naturale. Molto matematicamente, la strega è il male. Inoltre la strega è il male perché donna. Verrà enfatizzata quest’ultima associazione secondo la teoria che la donna agisce contro l’uomo per propria natura: la sua creazione deriva da una costola, la quale è curvata verso l’interno e punta dritto al cuore per ferirlo. Probabilmente a quel tempo non sapevano che il costato è atto a proteggere il cuore, del resto l’anatomia derivata dall’analisi dei corpi umani morti sarà un taboo riservato a streghe ed eretici come Leonardo da Vinci. Sostanzialmente si può sintetizzare così: “La donna è strega, perché nella donna vediamo il male”.

Nella identificazione medievale la strega era colei facente parte della “Società di Diana” o anche detta “Erodiade” o “Signora dell’Oriente”. L’avvicinamento a Diana è probabilmente dettato dalla caratteristica della Dea della caccia di avere come proprio habitat la natura e stando così a stretto contatto con essa ed inoltre facendo parte di una comunità di sole donne.

In questo momento germinale le streghe si dividevano in streghe buon o fate. Quest’ultime utilizzavano la magia bianca aiutando l’uomo invece le streghe cattive causavano malefici e danni per l’uomo. Sebbene Satana non sia la causa dei poteri delle streghe cattive.

Lo sviluppo della figura della strega è da connettere alle vicende storiche e alle condizioni precarie della vita. La strega moderna appare a metà Quattrocento ed è una evoluzione della strega Medievale, secondo gli autori del “Malleus”. La dicotomia strega buona-cattiva non esiste più. La strega era strega, la guaritrice era strega e la strega andava trovata, inquisita, torturata e bruciata. Solo così l’uomo poteva salvarsi. Si creò una psicosi generale ben orchestrata dai detentori del potere, dirigendo così l’odio del popolo verso determinate minoranze causa vera dei problemi delle masse.

La strega nell’immaginario popolare cinquecentesco si accoppiava col diavolo, uccidevano i bambini succhiandoli il sangue dagli alluci, utilizzavano il grasso di bambini morti per la creazione di unguenti, importavano e utilizzavano droghe, causavano carestie, siccità, malattie, morti inspiegabili. Queste ultime tre cause furono i motivi preminenti della loro caccia. Vennero date alle streghe dei poteri in grado di determinare in bene o in male le sorti degli uomini ridotti in condizioni sempre peggiori dagli avvicendamenti storici. Guerre, scontri di vario tipo, paura dell’Apocalisse erano in atto ma le cause delle disgrazie non vennero e non potevano essere identificate nella cupidigia ed arroganza dei poteri forti ma nel Demonio e più precisamente nelle streghe, negli eretici e negli ebrei: operatori del Demonio in Terra. Fungevano da valvola di sfoga, da capro espiatorio, per la comunità che pensava così di espiare i propri peccati.

Il rogo aveva una duplice valenza: da un lato era un modo per espiare e purificare i peccati della comunità liberandola attraverso la recisione del legame del maligno, la strega, con la materia vivente.

Ciò è comprensibile dal momento che il corpo umano da sempre è considerato come un veicolo tra il mondo terrestre e quello divino. Bruciare il corpo sembrava quindi una soluzione logica per terminare i malefici attuati da quella strega, rompendo così il suo legame con il mondo e soprattutto con la natura.

Sabba tra fantasia e realtà: volo notturno, culto dio cornuto, strega come adoratrice di satana.

I Sabba: quadro salvator rosa e bosch

Il termine Sabba si fa derivare dall’ebraico sabbath che significa sabato, probabilmente il giorno designato a queste cerimonie. La parola Sabba, in connessione con i riti bacchici, potrebbe derivare anche dal “Dionisio Sabazius”.

Il Sabba iniziava a mezzanotte e alle prime luci del giorno era già terminato. Nell’immaginario del tempo e nelle varie confessioni, quasi totalmente estorte, il “sabba” si caratterizza dal ritrovo di donne e uomini, streghe e diavoli, in luoghi isolati quindi fuori dalla comunità spesso attorno ad alberi (i famosi alberi di noce come quello di Benevento o a pioppi, come quello dove venne seppellito Nerone capo di una setta di streghe abbattuto nel secolo XI, oggi Piazza del Popolo a Roma), a case diroccate o vicino zone d’acqua (importante per la vita di ogni essere vivente).

Secondo le testimonianze qui avvenivano sortilegi, malefici, banchetti, orge di vario tipo eterosessuali e omosessuali. Centrale è la figura del Diavolo, ma inizialmente questa figura era associata al “Dio Cornuto”. Che dopo sarà analizzata. Il diavolo sceglieva la sua preferita e poi in seguito tutti gli altri si lasciavano andare ad accoppiamenti sfrenati. A volte il Diavolo, o caprone, si accoppiava sia con uomini che con donne per questo lo si definisce “fallocratico”.

Al Sabba partecipavano persone provenienti da varie comunità e villaggi. Il “volo notturno”, inizialmente confutato da Graziano nel suo “Decretum”, prese forma nel Malleus del 1458. Qui si concepisce la differenza tra le streghe precedenti e quelle moderne, le quali erano in grado di volare attraverso l’utilizzo di unguenti. Un altro modo per raggiungere il luogo del Sabba consisteva in una formula magica da recitare stesi su un prato. Questa frase rituale permetteva al Demonio di prendere colui o colei che la diceva e trasportarlo al Sabba direttamente oppure di trasformarlo in un animale volante.

La cosa più sconcertante di tutto, per il tempo, erano gli accoppiamenti liberi. Nella società sessuofobica, causata dalla paura dell’Apocalisse e dalla ricerca di purezza e di espiazione dei peccati, qualsiasi atto sessuale non finalizzato alla procreazione della prole ed inoltre fuori dal matrimonio era considerato uno dei massimi peccati. Alcune donne sostenevano che il Diavolo era in grado di avere degli accoppiamenti con loro anche al di fuori di questi ritrovi. Solo nel 1600 l’inquisitore Salazar assocerà queste donne come “malate mentali”, la cui deviazione mentale sarebbe stata causata da un problema dell’utero: la “malinconia”.

La realtà oggettiva sui Sabba

Analizzando i Sabba e le loro descrizioni possiamo capire che questi ritrovi sono la persistenza e la convivenza di un substrato di riti pagani di fertilità e di culto della vita. Ciò era inaccettabile per la Chiesa, sebbene esistono anche oggi delle forme simili: il culto dei Santi non è altro che la trasposizione del culto di divinità minori del Pantheon pagano. Un esempio può essere utile a capire meglio: Sant’Isidoro è pregato dagli agricoltori al fine di avere buoni raccolti.

Nei Romani le stesse preghiere e venerazioni erano rivolte a Cerere, madre di Proserpina. Questi riti di derivazione preistorica sono riconosciuti nella figura del “Dio Cornuto”.

L’egittologa e antropologa Margaret Murray associa il Dio Cornuto, in seguito il Diavolo, al Dio delle Streghe e fa risalire il suo culto a varie immagini parietali nella Grotta dei tre fratelli di circa 13mila anni fa. Dal mio punto di vista questa immagine più che rappresentare una divinità è la rappresentazione zoomorfica di un rito di buon auspicio di fertilità e buona caccia futura. Infatti dall’etologia dei bisonti si è ricavato che la loro rappresentazione sarebbe quella dell’animale durante la stagione riproduttiva. Sarebbe più cauto far risalire la presenza di una divinità cornuta di fertilità alla raffigurazione dei bucrani soprattutto nell’inizio del Neolitico nel sito di Çatal Höyük (10 mila anni fa circa).

Comunque sia la credenza a delle forme pagane di riti di fertilità nella forma del Dio Cornuto è attestata ne 1303 quando il vescovo di Conventry in Britannia è accusato di rendere omaggio al Diavolo. La convivenza di un substrato culturale pagano è da individuare nelle aree provinciali rispetto al centro del potere.

Allontanandosi dal potere centrale, ove la chiesa era più interessata a stabilire una egemonia e un controllo, si può osservare anche la doppia celebrazione da parte dei chierici stessi: il rituale Cristiano ortodosso e quello derivante dalla religione naturale che derivava dalla tradizione e da antiche conoscenze.

E’ importante comprendere che sostanzialmente le streghe si ponevano in continuità con una tradizione pagana mai assopita e rimasta latente sotto i colpi e gli editti della Chiesa di Roma. Per comprendere meglio le streghe sono quindi delle continuatrici di un sapere e di varie tradizioni, fatte diventare eretiche dalla Chiesa e dai vari concili, che corrispondevano a delle usanze millenarie. Analizzare il passato permette di comprendere meglio la realtà delle streghe, in particolare la loro arte guaritrice e i Sabba.

Le riunioni di streghe si possono definire da un lato come la riprese dei baccanali e dall’altro come un ritrovo per scambiarsi conoscenze mediche e informazioni generali. Nel primo caso è evidente la perpetuazione del culto bacchico anche se travestito da Dio Cornuto. Nella realtà del Sabba avvenivano banchetti in cui venivano consumati beni solitamente proibiti alle classi non abbienti. A seconda del tipo di Sabba era richiesto un pagamento per partecipare e beneficiare delle provvigioni, oppure ognuno portava qualcosa tipo porta e condividi.

l Sabba era anche una possibilità per gli organizzatori di guadagnare qualcosa, a volte causando lamentele per la scarsa qualità rispetto al pagamento effettuato. Durante queste feste rituali si mangiava carne, si beveva vino, si effettuavano orge e si consumavano droghe di vario tipo tra cui gli allucinogeni. I rospi, elemento tipico della strega, probabilmente era usato come sostanza psicotropa e allucinogena.

Il Sabba, sotto questo punto di vista “bacchico”, costituiva la possibilità per i partecipanti di liberarsi dai vincoli di una società sessuofobica e austera. Era una festa “diabolica” che corrispondeva alle esigenze e ai desideri di gran parte della popolazione.

A questi riti non era obbligatorio partecipare. Molte sono le testimonianze di persone che hanno solamente assistito. L’altro volto del Sabba permetteva alle apprendiste guaritrici di ampliare le loro conoscenze mediche anche attraverso lo studio dell’anatomia dissotterrando cadaveri. Era una sorta di convegno di erboriste, le quali si scambiavano informazioni su medicinali ricavabili da ciò che la natura offre, analizzate successivamente.

Il Sabba vive di questi due momenti diversi e conviventi. Le visioni, i voli notturni e tante altre cose soprannaturali come il diavolo capace di avere rapporti sessuali con più donne nello stesso momento sarebbero da condurre all’utilizzo di sostanze stupefacenti che potevano produrre effetti simili alla droga LSD.

Oltre ai Sabba esisteva anche l’Esba. Questa era una riunione di “élite” con festeggiamenti limitati e una maggiore funzione didattica.

Le streghe e la medicina

Le streghe che venivano accusate erano solitamente levatrici, erboriste, guaritrici, le quali erano in contatto con la Natura e basavano le loro conoscenze sulla medicina empirica e naturale. La loro arte medica derivava dall’utilizzo dei prodotti della natura e dalla conoscenza dell’anatomia umana, essendo in grado di rimettere in asse una spalla lussata o guarire una caviglia rotta.

Dalla natura derivavano le loro “pozioni” o “filtri”. Solitamente si connettono le streghe ai filtri d’amore, già Ovidio ci parla di queste pozioni atte a far innamorare. Nella più reale delle ipotesi, questi altro non erano che medicinali prodotti dalle più varie erbe che crescevano in natura. L’abilità e la conoscenza consistevano nell’utilizzare erbe come la cicuta in dosi precise che permettevano di curare il paziente invece di ucciderlo.

Una variazione poteva causare la morte e le accuse di omicidio, quando forse si cercava di salvare una persona.

Le guaritrici

disponevano di: analgesici, digestivi, calmanti, eccitanti, sonniferi […] derivati dalla segale cornuta, dalla belladonna, dalla digitale

Angelis, V. de, “Le Streghe”, p.258

quest’ultima viene usate ancora oggi per curare dei disturbi cardiaci. Il fiore di sambuco era usato per produrre l’aspirina vegetale. Col cavolo erano curate le distorsioni e la malva era utilizzata per curare le emorroidi.

La loro era una medicina alternativa perché differiva dalla medicina ufficiale maschile che costituiva e riconosceva a casta dei medici; la quale si inizia a formare verso il XII secolo. Tuttavia questo ordine era assoggettato al potere religioso e quindi pieno di superstizioni sul corpo e il suo funzionamento.

Il corpo era considerato un contenitore della volontà di Dio e la sua guarigione dipendeva dal Creatore stesso. Quindi la medicina era principalmente composta da salassi, purghe e preghiere.

Mentre la religione ufficiale “curava” con la parola e la preghiera, l’antisocietà delle sagae curava e guariva con sostanze reali

Angelis, V. de, “Le Streghe”, p.270

Le conoscenze di queste guaritrici erano pericolose per l’ordine dei medici, i quali si difesero come solamente potevano, ricacciando la donna nel ruolo di inferiorità e malvagità affine al diavolo:

Se una donna osa curare senza aver studiato è una strega

Angelis, V. de, “Le Streghe”, p.261

Ogni donna che curava era quindi una strega poiché nessuna donna poteva avere una istruzione ufficiale di tipo medico. Inoltre le guaritrici non utilizzavano i rimedi ortodossi che si basavano su Dio, ma su altre conoscenze all’infuori di Dio e quindi diaboliche ed occulte.

Paracelso (1493-1541), o Teofrasto di Hoheneim, medico svizzero riconoscerà che le sue conoscenze mediche sono anche frutto dei saperi delle guaritrici dicendo che tutti i prati e le colline sono farmacie.

Comunque sia rimane uomo del suo tempo affermando che la guarigione deriva solamente da Dio e il medico non è che il suo strumento.

La strega era quindi una figura scomoda, che poteva causare la difficoltà nel mantenere un ordine costituito tipicamente patriarcale. Le streghe uscivano dal regime di inferiorità a cui erano condannate le donne, secondo l’antico regime dell’incapacità. Qualsiasi cosa che usciva dall’ortodossia, dalla normalità del quotidiano era sospetto e considerato diabolico.

E’ significativo per comprendere questo clima l’episodio avvenuto sotto Maria Tudor: un arciere fu accusato di essere uno stregone e venne giustiziato a causa della sua bravura nel centrare sempre il bersaglio. Qualsiasi abilità, ingegno e creazione insolita è attorniata da un’aura demoniaca.

Processi e torture

Venivano chiamati da fuori dei “disinfestatori”.

I processi erano tenuti da un inquisitore, solitamente, profondamente religioso. Le accuse erano basate su voci, a volte di bambini anche, su biglietti anonimi lasciati nella “bocca del leone” e sulla “fama” con cui era conosciuta o meno una donna/guaritrice.

La bocca del leone era una cassetta situata all’esterno della chiesa la cui funzione era quella di raccogliere dei biglietti anonimi in cui si accusava il o i responsabile/i dei malefici, dei sortilegi. Chiunque poteva quindi denunciare e produrre una inchiesta. Le voci erano quindi fino al 1620 circa il principale mezzo, fondato, su cui si identificava una strega.

Prima o durante la tortura la strega veniva rasata completamente per semplificare la ricerca di un “marchio satanico”, secondo la credenza che il diavolo segnasse le donne con delle imperfezioni: nei, porri, macchie, lentiggini…

Se una donna presenta determinati segni particolari allora quello è il marchio di Satana. Se la inquisita non presentava imperfezioni voleva dire che era sicuramente una strega poiché somma creazione del Diavolo.

Se non si scorgeva sul suo corpo neppure l’orma di un minuscolo zoccolo di capra, anche questo era un sintomo diabolico

Angelis, V. de, “Le Streghe”, p.106

Durante il Rinascimento si evolve il procedimento di inquisizione soprattutto nella fase di tortura.

Viene creata una metodologia che si distacca dal Medioevo maggiormente sommario e più empirico.

La tortura si sviluppava su vari gradi secondo il reato e secondo la resistenza ad ammettere la verità, quella che pensava l’inquisitore fosse la verità. La stregoneria era trattata come un “crimen exceptium”, cioè un crimine eccezionale e ciò permetteva all’inquisitore di essere svincolato rispetto a determinate leggi.

Questo scaturì torture sempre più violente, innovative e lunghe alle quali le donne erano sottoposte. La misoginia dei torturatori, la perversione sessuale causata da una società sessuofobica e austera causava il peggio sadismo negli inquisitori. Spesso le donne erano stuprate dai presenti inquisitori, medici, boia e preti.

Le torture erano di vario genere e molte di queste avevano un risvolto sessuale psicopatico molto marcato. Spesso le torturate e i torturati morivano. Nel caso delle streghe ciò creava un grande fastidio. La morte di una strega durante la tortura non permetteva ad essa di essere giustiziata con le fiamme del rogo e quindi di avere giusta punizione. La morte sotto tortura era vista come un atto del Diavolo volto a salvare la sua seguace.

L’atto finale del processo, il rogo, si svolgeva nella piazza pubblica. Questo era uno spettacolo, un momento in cui la comunità si stringeva, inveiva, pregava e assisteva con occhi rossi di fuoco e ascoltavano con orecchie piene di urla e gemiti.

Le torture erano scandite secondo una indicazione temporale. Una clessidra, o un orologio, era usata per stabilire la durata del tormento “affinché la tortura fosse giuridicamente valida e spiritualmente efficace”.

Nella tortura è presente una forte propensione al sadismo e all’erotismo perverso. Questo sicuramente è causa di una società profondamente sessuofobica. I torturatori quindi avevano la possibilità di evadere dalla loro costrizione sessuale e da un moralismo insano.

Esempi di tortura:

  • Supplizio della corda o “colla”: il torturato veniva appeso per le braccia a una carrucola e ai suoi piedi erano attaccati dei pesi. Il reo veniva sollevato e sospeso.
  • Lo schiacciapollici: era uno strumento di ferro a forma di morsetto all’interno del quale venivano infilati i pollici del torturato. Il boia produceva lo stritolamento progressivo delle dita stringendo le viti dell’arnese.
  • Il tormento del sale: i piedi del torturando venivano spalmati di grasso o lardo e infine ricoperti di sale. In seguito una capra leccava i piedi del torturato provocando delle piaghe della pelle sulla quale veniva aggiunto altro sale.
  • La tortura del sonno: tortura immateriale poiché non lascia segni sul corpo. Veniva provocata la perdita di sonno e ciò portava a una alterazione del tempo, spazio, ruoli e relazioni. Il torturato finiva per scambiare il proprio carnefice con qualcuno con cui confidarsi e diventava così un obbediente collaboratore del suo aguzzino.
  • Supplizio del topolino: un topolino veniva introdotto nell’ano degli imputati di sodomia o nella vagina delle donne/streghe. Questa tortura particolarmente sessuale e perversa portava a lacerazione ed emorragie interne e la conseguente morte sotto tortura.
  • La sedia delle streghe: inventata appositamente per torturare le streghe. Su un sedile rotondo, composto da spunzoni di ferro, veniva fatta sedere a cavalcioni la strega ed in seguito veniva acceso un braciere che rendeva le punte di ferro incandescenti.
  • Solletico spagnolo: il boia utilizzando un ferro a forma d’artiglio montato su un bastone asportava brandelli di carne e lentamente scarnificava il condannato.
  • Il toro di Falaride: i condannati a morte venivano graticolati vivi nel ventre dell’animale di bronzo.

Gli esseri umani amano gli spettacoli crudeli

Eco, U. “Storia della bruttezza”, p.220

Ciò che è triste, terribile, perfino orrendo ci attira con un fascino irresistibile; che da scene di dolore e di terrore noi ci sentiamo respinti e con pari forza riattratti… Come è numeroso il séguito che accompagna un delinquente sul luogo del suo supplizio!

Schiller, F. “Dell’arte tragica”, 1792

In tutta Europa le torture si fecero più violente, si accesero roghi di streghe sempre più frequenti. Si distingue per la sua “relativa indulgenza” verso le donne l’inquisizione spagnola. Questo fatto è argomentato da Hugh Redwald: “visto che aveva (la Spagna) già scelto le sue vittime negli ebrei, perché mai avrebbe dovuto interessarla le streghe, come capro espiatorio?”.

Giacomo I d’Inghilterra nel 1625 era gravemente malato. Venne praticato un rito magico al fine di trasferire il dolore e la malattia del re su un animale, in questo caso un maialino. Il maiale era stato legato in una culla vicino al letto del re, era vestito con i panni di un bambino appena nato.

La duchessa di Buckingham, abile e potente strega favorita del re, indossava un grembiule da allevatrice fingendo di aver fatto nascere il bambino-maialino. Alla fine della cerimonia, la duchessa sollevò il maialino dalla culla, lo spagliò e lo cacciò fuori dalla stanza.

Il fine era quello di far prendere alla morte il maialino invece che il re. Più tardi si disse che la morte riuscì invece a sgattaiolare nella camera accanto al re poiché questo espediente non era servito a nulla.

Vista la situazione critica venne chiamata a corte un’abile guaritrice di nome Joan Peterson. Questa aveva la fama di essere un’eccellente strega praticante la magia bianca. Molti avevano ottenuto benefici grazie ai suoi unguenti e rimedi particolari. Questa donna imparò molte delle sue conoscenze sia grazie a un apprendistato come strega sia grazie a un viaggio nel nuovo mondo durante il quale entrò in contatto con le popolazioni indiane importando al suo ritorno alimenti ed erbe magiche/curative.

La donna venne notata dalla duchessa di Buckingham la quale utilizzò un cosmetico particolare (crema di bellezza e colorante di capelli fecero la fama di Joan). Nel 1625 la strega dei due mondi arrivò a corte invitata dalla duchessa. Quando il re Giacomo si sentì mancare, accusando una forte fitta al petto, vennero chiamati i medici personali e anche il prete, i quali non capirono nulla de suo stato e proponevano lassativi, salassi oppure se fargli ingoiare tre lumache vive.

La favorita del re scelse di far intervenire Joan. Questa intuì che il re aveva subito un problema al cuore. Utilizzando un preparato a base di digitale lanata, un medicamento finalizzato a sostenere il cuore e ridare elasticità alla circolazione del sangue, riuscì a salvare il re.

Giacomo I, tornato in forze, esclamò al miracolo e alla santità della donna nominandola curatrice personale a vita. Giacomo I però morì lo stesso anno.

a figura di Joan era diventata troppo scomoda, potente e ingombrante a corte e venne ordito un complotto contro di lei. Venne accusata di aver ucciso il re con le stesse arti diaboliche con le quali lo aveva salvato.

In seguito a vari giorni di torture e interrogatori venne denudata e rasata trovando un neo sul pube, il quale indicava il marco satanico della donna. Carlo I, nuovo re, venne convinto dai religiosi, dai medici ed inoltre da Lady Buckingham che la donna era una strega e fu condannata a rogo.

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Antonella Marcucci

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