I paesaggi Toscani sono incantevoli quando li attraversiamo per turismo, personalmente vorrei omaggiare la Via di Sottomonte e la via di Tiglio che ho percorso per tutta l’estate a fine lavorativo ma che per la sua bellezza di paesaggio e la sua storia mi ha reso piacevole il guidare.

Dalla città di Lucca andando verso Guamo si prende la via di Sottomonte e sulla destra si ammirano i Monti Pisani e il Serra, diversi i paesi che si possono raggiungere alcuni molto piacevoli come Vorno un borgo risalente all’anno 1000, frazione del Comune di Capannori attraversato dal Rio Maggiore con la sua Pieve dedicata a San Pietro e i resti dei tre Castelli che non sono giunti fino ai nostri giorni, un borgo ricco di storia e che ha fatto delle sue bellezze ambientali e di qualità della vita il suo punto di forza per una rinascita turistica.

Ritornando sulla via principale passiamo per Guamo paese che ha origine longobarde che lo fondarono nell’VIII secolo in area paludosa bonificata successivamente dai Romani. Monumento celebre e imponente è l’acquedotto di Lorenzo Nottolini costruito fra il 1822 e il 1832 che con le sue arcate in laterizio attraversa la campagna e le vie di comunicazione fino alla città e nel tempietto di Guamo termina.

La via si snoda fra le campagne con i suoi campi di girasoli, grano e foraggio e ristoranti tipici sono abbastanza frequenti.

Proseguendo in direzione di Pontedera la via di sottomonte si immette nella via di Tiglio raggiungendo il padule di Bientina area protetta in cui è possibile fare un percorso sui viali della bonifica attraverso Bosco Tanali, l’Oasi WWF del Bottaccio con il Lago della Gherardesca che è ciò che rimane dell’antico Lago di Sesto, Bosco di Villa Ravano fino all’antica Badia di Sesto.

Guidando sulla via di Tiglio impossibile non notare su un piccolo rialzo di terra l’Oratorio di S. Martino in Palaiola, una piccola chiesetta del 1200 in pietra verrucana, a pianta rettangolare senza abside con un piccolo campanile a vela con terminazione arcuata e sovrastato da una croce metallica identica a quella in facciata, corredano il campanile due campane in bronzo. Il complesso è circondato da secolari Cipressi, il piccolo oratorio apparteneva alla Canonica di San Frediano di Lucca. Molti i tesori poco conosciuti della Diocesi di Lucca fra cui lo Studiolo del Vescovo di Lucca.

Termino il mio percorso con l’ultimo paese della provincia di Lucca Castelvecchio di Compito, caratteristico borgo dell’anno 1000 con la chiesa di Sant’Andrea situata a Castelvecchio Alto e la chiesa di San Giuseppe a Castelvecchio Basso, un piccolo borgo di grande valore strategico per la sua posizione di confine nei territori contesi tra Lucca, Firenze e Pisa e in cui fu fondata l’abbazia di San Salvatore di Sesto con il Castello che per secoli ha avuto prestigio così notevole da esigere tasse e dazi fino alla Corsica. Il Castello e l’abbazia furono danneggiati nel 1313 dai pisani ma fu ricostruita la fortezza per volere di Castruccio Castracani con gli investimenti della Repubblica di Lucca.

Attraversare questa via permette di osservare il paesaggio affascinante e mutevole con monti e colline che scivolano nel padule in boschi e acquitrini, una campagna rigogliosa che nasconde Ville storiche. Guidando penso che in pochi chilometri ho fatto un viaggio nel tempo.

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