ACQUEDOTTO DEL NOTTOLINI

Storia e architettura

L’acqua come ben sappiamo è un bene prezioso ed essenziale, la Lucchesia è una zona ricca di fonti idriche ed è anche grazie ad essa che una delle industrie più importanti e fiorenti di oggi sia quella cartaria. Ci sono molti percorsi naturalistici intorno alla città, una di esse è il parco fluviale del Serchio, che attraversa gran parte della provincia e divide in due una delle zone più belle ed interessanti: la Valle del Serchio e la Garfagnana.

Se però volete ammirare una delle più grandi opere di ingegneria idraulica del XIX secolo, inoltrarvi appena fuori dalla città, passando dietro alla stazione ferroviaria di Lucca nella zona di San Concordio, o dall’autostrada A11, potrete notare una bellissima struttura ad archi che attraversa la campagna Lucchese per 4 Km circa.
Questa costruzione Neoclassica è stata commissionata nel 1822 da Maria Luisa di Borbone. La statua della Duchessa, realizzata da Lorenzo Bartolini, è collocata al centro di Piazza Napoleone (anche chiamata Piazza Grande dai Lucchesi) dove sul basamento si trova la seguente iscrizione:

“A Maria Luisa Borbonia che di acqua salubre Lucca volle consolata
il comune questo monumento eresse
A serbare sempre viva nei futuri
l’autriche del prezioso beneficio
MDCCCXXXXIII”

Maria Luisa commissionò il regio architetto Lorenzo Nottolini per la costruzione dell’acquedotto che avrebbe fornito la città di acqua potabile. In precedenza ne esisteva un altro, sotterraneo, connesso ad alcune fonti collocate nella campagna Lucchese a Nord, ma col passare del tempo si sono esaurite. Quest’ultimo, riforniva delle fontane e dei pozzi cittadini che emanavano odori cattivi e quindi poco igienici, dovuto al ristagno dell’acqua; e mentre i cittadini benestanti si facevano portare l’acqua potabile direttamente dalla campagna circostante, i più poveri si potevano servire solo dai pozzi e dalle fontane che erano spesso causa di epidemie; quindi si creò la necessità di trovare una nuova fonte di rifornimento idrico cittadino.

I lavori iniziarono nel 1823 e ci vollero ben 28 anni per completarlo. In stile neoclassico, in pietra e laterizio e composta da 459 archi (una parte purtroppo abbattuta negli anni ‘30 con la prima costruzione dell’autostrada A11), l’acqua veniva presa da 18 fonti nella zona di Guamo per poi passare attraverso una cisterna di depurazione, scorreva lungo due canali che si trovavano sulla sommità della costruzione, un canale serviva per l’acqua potabile, di sorgente, ed era collegata a fonti pubbliche e private, mentre l’altra serviva a rifornire le fontane monumentali della città. Il tempietto-cisterna che si trova nella frazione di S.Concordio serviva per una depurazione finale che avveniva attraverso una doppia vasca marmorea e un sistema di filtraggio delle impurità, dopodiché l’acqua veniva immessa in canali che si collegavano al baluardo di San Colombano. In un primo progetto, le arcate dell’acquedotto dovevano collegarsi alle mura, ma il Nottolini ebbe premura di non intaccare l’aspetto della cinta muraria.

Se vi piacciono le passeggiate nella campagna e nel bosco vi consiglio vivamente di seguire il percorso storico e naturalistico, lungo l’acquedotto. Vi porterà alle pendici dei monti di Vorno, dove incontrerete un altro tempietto, quello di Guamo, che vi condurrà poi alla sorgente Serra Vespasiata, che veniva chiamata dai contadini locali ‘Le Parole d’Oro’, avendo scambiato per oro un’iscrizione di ottone situata su un ponticello. La passeggiata è meravigliosa, in qualsiasi momento dell’anno!

Acquedotto del Nottolini

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Maria Lucrezia Felice

Guida turistica certificata di Lucca e Pisa. Laureata in Storia dell'arte e appassionata di Lucca e del buon cibo!

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