L’Appennino che i turisti stranieri non vedono

«Walking in Tuscany», camminare in Toscana, si cerca su Google in inglese tra mille e diecimila volte al mese. «Tuscan Apennines trekking», scritto così, non arriva a dieci ricerche al mese. Lo so perché quei numeri li guardo per lavoro: sui sentieri accompagno quasi solo persone che arrivano dall’estero.

Per quello che vedo io, gli stranieri che vengono a camminare in Toscana scelgono un giro sulle Mura di Lucca, il Chianti o la Val d’Orcia. Di rado sanno che sul crinale sopra la Garfagnana il Monte Prado, la vetta più alta della Toscana, arriva a 2.054 metri. Chi viene con me in Appennino di solito resta sorpreso, perché pensando alla Toscana aveva in mente solo le colline.

Il versante lucchese, quello del Prado e dell’Orecchiella, su Welcome2Lucca lo trovate già raccontato, per esempio nell’articolo sul Parco dell’Orecchiella. Qui resto un po’ più a est, sulla Montagna Pistoiese, fra i 56 e i 67 km da Lucca. Sono chilometri da fare in auto, perché ai punti di partenza non arrivano mezzi pubblici comodi.

Per arrivare al Lago Nero si cammina per un paio d’ore tra faggi e abeti, all’ombra e su un terreno morbido di foglie, dove dopo le piogge di fine estate spuntano i funghi; poi gli alberi finiscono quasi di colpo e si sbuca allo scoperto, nella conca del lago, con la cresta sopra.

Il Lago Nero sta a 1.730 metri, sopra l’Abetone, in un circo glaciale che il ghiaccio ha lasciato tra l’Alpe delle Tre Potenze e il Monte Gomito quando si è ritirato dall’Appennino. Il nome viene dal riflesso cupo dell’acqua, e quando non c’è vento ci si specchiano le cime intorno. Il giro, 8 km andata e ritorno con 450 metri di dislivello, l’ho descritto nella scheda del trekking al Lago Nero. Sulla riva c’è il bivacco del CAI di Pistoia, custodito solo nei fine settimana d’estate, quindi acqua e cibo è meglio portarseli. Si torna per la stessa strada, e con il sole basso del pomeriggio tra i faggi sembra un altro sentiero.

Il Lago Scaffaiolo sta ancora più in alto, a 1.775 metri, praticamente sul confine con l’Emilia, ed è uno dei laghi naturali più alti dell’Appennino. Sono 9,5 km con 370 metri di dislivello, e per il resto rimando alla scheda del trekking al Lago Scaffaiolo. Si parte già intorno ai 1.500 metri, e una strada sterrata porta fino in cresta. Da lì si cammina sul crinale, con la Toscana da una parte e l’Emilia dall’altra e il terreno che scende su tutti e due i lati. Accanto al lago c’è il Rifugio Duca degli Abruzzi, e se è aperto ci scappa un caffè caldo prima di scendere. Tra gli stranieri che accompagno, è il lago più richiesto.

Lassù dipende tutto dal tempo. Col sereno si vede lontanissimo, mentre nelle giornate brutte a volte la nebbia non lascia vedere oltre qualche decina di metri e il vento non smette un attimo. Lungo il crinale non ci sono ripari fino al lago, ed è per questo che in cima di solito ci si mette addosso due strati che al parcheggio sembravano di troppo.

Sul Monte Gennaio, 1.814 metri, si sale dalla faggeta ai prati d’alta quota fino alla cresta di confine. Dalla vetta lo sguardo arriva fino alle cime del Corno alle Scale e scende nella valle dell’Orsigna, dove Tiziano Terzani tornò per gli ultimi mesi di vita e morì nel 2004.

Per chi cerca soprattutto il bosco c’è la Riserva dell’Acquerino, sopra Pistoia, gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Pistoia. Nella riserva dominano faggete e boschi misti, e c’è anche un bosco da seme di abete di Douglas, piantato a partire dal 1928. Ci vivono i cervi, e in autunno può capitare di sentire il bramito salire dalle valli. Tra gli alberi restano i ruderi di un insediamento medievale, probabilmente di origine monastica. In questi boschi, una mattina all’alba, ho visto sedici cinghiali attraversare una radura, adulti e piccoli insieme, e in altre occasioni tassi e volpi. Il lupo c’è in tutto l’Appennino toscano: ne ho trovato le tracce nel fango e nella neve e l’ho sentito ululare all’imbrunire. Vederlo in natura non mi è mai capitato.

Ai laghi si sale più o meno da maggio a novembre, in certi anni fino a dicembre, e quando cominciare e quando smettere lo decide la neve, che in primavera sul versante nord del crinale e nei canaloni in ombra resta molto più a lungo che a valle. A luglio e agosto, quando in pianura si soffoca, lassù si sta bene, e in autunno le faggete cambiano colore. Da novembre sul crinale può esserci già ghiaccio, anche se a Lucca è ancora tutto verde.

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Stefano Gabryel fa la guida escursionistica e il fotografo. Accompagna soprattutto viaggiatori stranieri sui sentieri dell’Appennino, delle Alpi Apuane e dei dintorni di Lucca.

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