Erbe medicinali e mangerecce a San Lorenzo a Vaccoli

La Primavera è il momento ideale per stare fuori: non fa troppo caldo né freddo, il sole è piacevolissimo sulla pelle ed è tutto di un bel verde brillante!

A San Lorenzo a Vaccoli, paesino adagiato nella Valle del Guappero, si possono raccogliere erbe utili, buone ed interessanti. Si chiama Valle del Guappero perchè è attraversata dal Rio Guappero, un corso d’acqua proveniente dal Monte Pisano con sorgente a Santa Maria del Giudice.

Il momumento più importante del Paese, è la chiesa, dove all’interno, sulla parete sinistra, è conservata una scultura medievale riferibile all’ XI secolo che raffigura una mucca ( o cavallo)bardato a festa, animali molto cari ai longobardi, si tenga infatti presente che in località Cotrozzi, vi era edificato un fortilizio longobardo e l’origine del paese ha probabilmente tale radice.

Quando ero piccola mi dicevano che era di origine romana e che il nome Vaccoli, da Vacule (vacca), deriva proprio da questa scultura. Chissà chi aveva ragione.

Ho avuto la fortuna di raccogliere tante erbe sotto l’occhio di una guida esperta perchè non ci si può improvvisare in questo campo: come per la raccolta dei funghi bisogna conoscere quello che si raccoglie dato che molte erbe possono essere facilmente confuse con altre tossiche o mortali.

Faccio un elenco delle erbe individuate:

  • Iperico: non è commestibile ma da sempre utilizzato in medicina come olio e per le sue proprietà antidepressive e cicatrizzanti. Si riconosce perchè se si mette la foglia controluce si vedono tanti piccoli forellini. Da qui il nome scientifico di Hypericum perforatum. Una tradizione vuole anche che venga inserito nella preparazione dell’Acqua di San Giovanni, un infuso notturno di fiori ed erbe usato il mattino seguente per lavarsi viso e mani come rito propiziatorio di salute e protezione.
  • Pimpinella: ha le foglioline piccole seghettate ed è buona nell’insalata con un gusto simile al cetriolo.
  • Lampascione: ha un bel fiore viola molto riconoscibile. Non si mangia il fiore ma il bulbo che è buono sott’olio. E’ un piatto tipico della Puglia.
  • Nepitella e menta: si assomigliano ma la menta ha le foglie più grandi e un odore più acuto e fresco. La nepitella è buona con i funghi in padella
  • Tarassaco: dal fiore giallo, con il fusto cavo, si riconosce facilmente perchè il frutto ha quella forma rotonda e bianca che da piccoli ci divertivamo a soffiare via. Ha funzione diuretica, (famoso anche come ”piscia a letto) ma è ottimo anche in insalata e si mangia la rosetta alla base cruda o cotta.
  • Valeriana selvatica: con le foglie lisce e a forma di spatola, è ottima per le insalate
  • Calendula: dai fiori piccoli e giallo -arancio non è commestibile ma usata per ammorbidire la pelle screpolata e risolvere piccoli problemi dermatologici.
  • Erba ruta: o ”scaccia diavoli” dall’odore veramente, veramente forte! Cresce sui muri a secco e veniva utilizzata davanti le case per scacciare gli animali selvatici o indesiderati. Una volta mettevano dei sacchetini con la ruta alle magliette dei bambini per mandare via la tenia nell’intestino.
  • Tasso Barbasso: è una pianta grande dalle foglie argentate e morbidissime, sembrano di seta. E infatti veniva utilizzato al posto della carta igienica ;).

Ci sarebbero ancora tante altre erbe primaverili da raccontare come i papaveri di cui si mangia da cotta la rosetta alla base o i fiori d’acacia con cui si fanno ottime frittelle!

Lascio qui la ricetta a conclusione di questa bellissima passeggiata nella campagna che è stata divertente, interessante e rigenerante.

FIORI DI ACACIA FRITTI:

Raccogliere i fiori d’acacia in un punto in cui non ci sia lo smog delle macchine.

A casa pulirli e staccare la parte verde del gambo (gambi, foglie e semi sono tossici). Non lavare i fiori altrimenti si sciupano. Guardare con attenzione che non ci siano insetti.

In una ciotola aggiungere 1 bicchiere di acqua gassata fredda+ 1 bicchiere di farina.

Mescolare bene con una forchetta finchè la pastella non è abbastanza liquida.

Inzuppare i fiori di acacia tenedoli per lo stelo e poi friggere in olio bollente in padella o friggitrice.

Cospargerli di miele d’acacia oppure zucchero a velo.

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Rita Benedetti