Le ballotte

Siamo ormai in vista della primavera e tra le cose buone che ci mancheranno di autunno e inverno ci sono sicuramente le castagne e la farina che ne deriva.

Le castagne, che venivano chiamate ‘pane dei poveri’ nel passato hanno garantito la sopravvivenza di molte persone soprattutto in tempo di guerra e l’albero, che può raggiungere i 25 metri di altezza, ha fornito legno di ottima qualità per costruire le abitazioni.

Per fortuna, molti castagneti ammalati o in abbandono sono stati riportati a nuova vita e produzione e possiamo godere di questo alimento saporito e semplice.

Ed ecco una ricetta, appunto, saporita e semplice: le castagne ballotte!

Ora.. c’è da dire che ballotte è come vengono chiamate le castagne a Firenze e dintorni riprendendo una possibile origine linguistica araba o greca… ma questo nome non vi ricorda qualcosa d’altro?

Il ‘ballottaggio’ per esempio? E in effetti l’origine di questa parola legata all’esercizio democratico del voto è proprio nell’umile castagna!

Dobbiamo andare a Firenze dove in una deliziosa piazzetta detta di San Martino, troviamo l’alta Torre delle Castagne che fu probabilmente costruita poco dopo l’anno 1000 e che nel 1282 fu scelta come sede delle riunioni dei Priori delle Arti. Quando questo importantissimo organo di governo cittadino doveva votare una qualche delibera, usava mettere in un sacchetto delle castagne dalla tipica forma rotondeggiante che in fiorentino (quelle lessate) vengon chiamate ‘ballotte’.

Ed ecco come siamo arrivati al ballottaggio.. ma la ricetta?

Eccola…

Per 4 persone: prendete 600 grammi di castagne, 3 foglie d’alloro, un pizzico di sale e se vi piace qualche chiodo di garofano. Lavate le castagne, poi incidetele con un coltello. Mettetele in una pentola, copritele con acqua fredda e poi sul fuoco per almeno una quarantina di minuti.

Una volta tiepide o fredde, pelate la buccia, che una volta asciutta potete bruciare nel camino, e gustatevi questo delizioso pane dei poveri.

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Antonella Marcucci

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