Mario Tobino

La quarantena è stata meno dura grazie alla lettura; in particolare, le parole di Mario Tobino mi hanno dato la forza di passare questi periodi di inattività, durissimi per una guida turistica.

Il primo incontro con i libri del dottore Tobino per me è stato anni fa con “il Clandestino”, durante la preparazione di un tour sulla Seconda Guerra Mondiale a Lucca; l’autore aveva partecipato alla resistenza e lasciato testimonianza di quel duro periodo. Fui subito conquistata dalla narrativa avvincente e scorrevole; è stato facile immedesimarsi nei personaggi e immaginare le loro sensazioni. Il tema della ” Resistenza “è reale e viene raccontata in tutta la sua drammaticità la storia d’Italia a partire dal 25 luglio 1943.

Altra sfida fu quella di leggere “Le libere donne di Magliano”, “Per le antiche scale”, “Gli ultimi giorni di Magliano”, in preparazione ad un tour per il Museo della Follia: in mostra al museo c’erano, oltre ai reperti, foto di pazienti degli ospedali psichiatrici d’Italia insieme ad opere d’arte che trattavano il tema della pazzia; era stata ricreata la camera di Mario Tobino esattamente com’era nell’ala di Maggiano dove risiedeva. Era dunque necessario immergersi nel “mondo di Tobino”, leggere i racconti delle vite e delle esperienze dei personaggi che avevano vissuto nell’ospedale psichiatrico; il tema era veramente duro, ma alleviato dalla sensibile narrazione di Mario. Alla fine l’emozione, la pena, la compassione avevano la meglio sul dolore espresso nelle pagine, sulla descrizione delle povere vite dei suoi pazienti, delle sue ” bambole rotte – nuotatori sott’acqua“. Ho fatto tesoro delle parole di Tobino: invita tutti i sani ad essere più consapevoli e partecipi nelle vite dei più fragili; tutti possiamo ammalarci, ma soprattutto la pazzia è una malattia? Oppure una delle più misteriose e divine manifestazioni dell’uomo?

Mario avrebbe voluto fare lo scrittore, aveva un talento naturale, ma il padre farmacista gli aveva detto che “con le parole non si campa” e lo aveva indirizzato verso gli studi medici. La passione per la letteratura e la scrittura lo hanno accompagnato per tutta la vita. Sono numerosi i libri e i racconti prodotti : ha raccontato di sé in “il figlio del farmacista”, ha narrato di una Viareggio antica in “Sulla spiaggia al di là del molo”, ha riportato le vicende della seconda guerra mondiale ne “il deserto della Libia” e in “Bandiera nera“, ha trascritto i ricordi legati agli anni di lavoro nell’ospedale di Maggiano.

In occasione dei duecento anni della città di Viareggio, un nuovo tour ha stimolato la mia curiosità e ho letto altri scritti, mi sono immersa nell’atmosfera della città del carnevale, ho ritrovato le parole di Tobino sugli scogli in fondo al molo di Viareggio : “Viareggio in te son nato e in te spero morire”.

Continuo, in questi giorni di reclusione, a leggere e divertimi con altre opere come “Zita dei fiori” in cui Tobino narra dei miracoli sella Santa, descrive la sua amata Lucca, racconta le sue chiese; in questo libro ci sono anche vicende personali, storie inventate ed un piccolo omaggio a Kinzica, la valorosa eroina pisana.

Ancora una volta mi faccio rapire dal colto saper scrivere del dottore Tobino, attendendo il tour “Lucca vista con gli occhi di Mario Tobino”: chi fosse interessato ci contatti per sapere quando si svolgerà contatti: luccainfo&guide: luccainfoguide@gmail.com

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Elena Benvenuti

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