Pietrasanta è da tempo una meta turistica conosciuta, grazie alla sua vocazione artistica e alla sua invidiabile posizione vicina alle spiagge ma allo stesso tempo ad un passo dalle colline. Tra i molti turisti che visitano la Versilia nei mesi estivi certamente tanti avranno passeggiato a Marina di Pietrasanta, o magari gustato un aperitivo a Lido di Camaiore dopo una giornata in spiaggia.. ma quanti tra loro conoscono Camaiore? Purtroppo non tanti, e soprattutto pochissimi tra loro sanno che quest’ultima ha qualcosa che la lega alla più famosa Pietrasanta.

Camaiore e Pietrasanta infatti distano meno di 10 km l’una dall’altra e sono entrambe ‘borghi di nuova fondazione’, voluti da Lucca nel XIII secolo per osteggiare la feudalità locale arroccata nei castelli dell’alta Versilia e la potenza pisana. L’impianto ortogonale a rettangolo allungato, circondato da mura, caratterizza ancora oggi i due centri ed è ben visibile se si passeggia con occhio attento nei due centri storici. Vediamo dunque le due cittadine in parallelo e divertiamoci a scoprire cos’hanno in comune e cos’hanno di diverso…

Pietrasanta è dominata dalla rocca di Sala, raccordata alle mura cittadine con due cortine merlate: già prima di arrivare, in alto tra il verde delle colline, individuiamo subito la fortificazione che è all’origine della cittadina. Il primo nucleo della fortificazione risale all’epoca longobarda, quando – già a partire dal V secolo d.c. – i Longobardi si insediano nel territorio, fondando rocche e villaggi in posizioni strategiche e occupando il territorio lucchese fino al fiume Versilia. Lucca per due secoli è capitale del regno longobardo e tenta ovviamente di espandersi: i longobardi s’impadroniscono dei fundi di origine romana, raggruppandoli in masse con al loro centro la sala (corrispondente a ciò che per i romani era la villa o fattoria). Dal secolo XI i loro discendenti detengono i possedimenti feudali e in Versilia alcune famiglie nobili di origine longobarda amministrano la Versilia con funzione di Toparchi o Cattani – ovvero di feudatari -, grazie a castelli posti nei punti strategici. Una dopo l’altra queste fortificazioni cadono però nelle mani della Repubblica di Lucca, che tra il XII e il XIII secolo si espande e sottomette i feudatari locali.

A Pietrasanta ancora oggi le mura scendono alla rocca di Sala abbracciando idealmente il centro urbano; a fare da contrappunto all’ingresso della città troviamo la rocca “Arrighina”, così chiamata in onore del figlio di Castruccio Castracani. La porta della rocchetta arrighina è l’unica superstite delle tre che originariamente esistevano e viene chiamata anche Porta a Pisa, mentre le altre due – direzione Massa e direzione Lucca – sono state smantellate da secoli.

Diamo ora un’occhiata alle mura e al territorio di Camaiore: l’attuale comune confina con quello di Pietrasanta e si adagia dalle Apuane meridionali fino alla costa tirrenica, in un susseguirsi di dolci rilievi collinari. Le zone più elevate sono abitate fin dalla Preistoria e successivamente anche qui troviamo tracce degli Etruschi, dei Liguri Apuani e dei Romani, che bonificano la pianura e danno il nome alla località: Campus Maior, ovvero campo maggiore, grande pianura. Nell’alto medioevo sulle alture di Camaiore nascono i primi villaggi, contrapposti a fortificazioni poste in posizioni altamente strategiche. Dall’XI al XIII vengono eretti i castelli o villaggi fortificati di Gombitelli, Pedona, Montemagno, Fibbialla, Montecastrese, Greppolungo, Monteggiori etc .Tra i più importanti ricordiamo quello di Montecastrese, con un nucleo abitato che nei secoli X-XII risulta essere la struttura incastellata più popolosa ed estesa del territorio. Intorno al 1225 Lucca sferra un deciso attacco ai castelli camaioresi, in gran parte alleati dei pisani, conquistandoli e occupandoli con la forza. Lucca organizza il territorio in una vasta vicaria e con un progetto a schema preordinato fonda il primitivo borgo di Camaiore, che diventa il centro di questa estesa giurisdizione. Camaiore fino ai primi del ‘300 tuttavia non è dotata di mura, e a differenza di Pietrasanta non ha le colline a ridosso dell’abitato, alture che di per sé potrebbero fornire una protezione naturale: Lucca dopo varie incursioni e distruzioni subite da Camaiore decide di far costruire nel 1374 una possente cerchia muraria, munita di 13 torri e di una rocca; la cinta delle mura è alta circa 9 metri e ha quattro accessi: Porta S. Pietro o Lombricese, Porta Genovese, Porta Lucchese e Porta Pedonese. Sul lato orientale, verso Lucca, viene costruita un’alta torre racchiusa da un procinto murario. Le mura vengono abbattute per volontà comunale nell’800 e oggi resta soltanto un tratto del muro di cinta sul versante settentrionale. L’unica porta giunta fino a noi è la porta Lombricese, (ovvero direzione Lombrici) che in origine aveva un accesso anticipato da un ponte levatoio.

Camaiore

 

Porta Lombricese, Camaiore

Tentiamo ora di fare un confronto tra le due strutture urbane, progettate negli stessi anni: entrambe sono basate su un impianto a maglia ortogonale, fondato su un asse mediano con lotti abitativi uguali tra loro, rettangolari ed entro un perimetro regolare. L’impianto nasce da un disegno modulare basato sulla misura del braccio lucchese (59 cm); molto probabilmente gli stessi maestri comacini che lavorano ai cantieri aperti a Lucca partecipano a questo progetto, basandosi sui modelli delle città di nuova fondazione usati in Francia e nel sud della Germania. Per la costruzione delle ‘terre nuove’ viene adottata la regola del tre, numero simbolico: sulla base di 3 strade longitudinali (rughe) e di 3 troncatoie che si incrociano perpendicolarmente viene costruito l’impianto urbanistico. All’incrocio si aprono le piazze e gli spazi pubblici e inizialmente la ‘terra nuova’ è circondata da palizzate di legno e da un fossato.

Partiamo da Pietrasanta: la ruga mediana è l’attuale direttrice di Via Mazzini (detta anche via di Mezzo) e Via Garibaldi, interrotta da Piazza Duomo; la ruga sottana corrisponde a Via Stagi e Via Barsanti, la ruga soprana a via del Marzocco e Via XX settembre. Abbiamo poi Via del Teatro e Via Sant Agostino, a ridosso delle colline e della rocca di Sala. Le troncatoie sono ben visibili, a metà di ciascuno rettangolo abitativo: tagliano a metà i reticoli delle maglie ortogonali con i vicoli Rabaioli, Lavatoi, San Biagio etc…

Andiamo a Camaiore: la via centrale è Via Vittorio Emanuele (per i camaioresi Via di Mezzo.. ma guarda un po’!) , affiancata come ruga sottana da Via IV Novembre e come ruga soprana da Via XX Settembre: ai margini, verso le mura, via delle Muretta. Le troncatoie anche a Camaiore sono perfettamente individuabili: contrada Santa Croce e contrada La Rocca non ci lasciano dubbi.

Cosa troviamo a metà delle due terre nuove? Uno spazio ampio, una piazza, dove vengono edificati i palazzi nobiliari e gli edifici di culto. Pietrasanta viene dotata del Duomo (non a caso dedicato a San Martino, come quello di Lucca) già nel secolo successivo alla fondazione, che risale al 1255; Camaiore vede sorgere la chiesa di Santa Maria Assunta tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento. La parte più antica della chiesa è rappresentata dal campanile in stile romanico, databile alla prima metà del XII secolo: una lapide posta alla base della torre comunica che fu poi rialzato nel 1350.

Cosa ci salta subito all’occhio confrontando i due edifici? La posizione è similare (entrambe le chiese fanno angolo su una delle strade principali), ma il Duomo di Pietrasanta è dotato di una scalinata che lo rende sopraelevato rispetto alla Piazza e il campanile è separato dall’edificio, anche perché innalzato in epoca successiva. Che dire dei materiali? Santa Maria Assunta presenta un parato di pietra squadrata e una decorazione molto semplice, con un bel rosone sopra il portale; San Martino a Pietrasanta ha ugualmente una facciata romanica con un rosone al centro, ma ci mostra il materiale tipico della zona già all’esterno, dove praticamente tutto, compresa la scalinata d’accesso, sono rivestiti in marmo. Entrambe le chiese vengono ristrutturate e modificate nel corso dei secoli, entrambe presentano decorazioni pittoriche barocche all’interno, ma la facciata di San Martino ci dice subito che la storia delle due ‘terre nuove’ ad un certo punto prende direzioni diverse: troviamo infatti lo stemma mediceo, che dichiara l’appartenenza di Pietrasanta a Firenze già dal ‘500, mentre Camaiore resta fedele a Lucca.

La piazza in entrambi i borghi è il centro della vita religiosa e politica: a Camaiore su Piazza San Bernardino troviamo ancora oggi il palazzo sede del Comune, quello che era il palazzo del Podestà, e un bellissimo scorcio che ci conduce all’unica porta ancora esistente; a Pietrasanta Palazzo Moroni (tra il Duomo e la chiesa di Sant’Agostino) è stato a lungo sede comunale; sull’angolo dove oggi c’è il teatro troviamo diversi palazzi nobiliari e il ricordo delle famiglie che dominavano la cittadina. Anche qui la rocchetta chiude la piazza e ci conduce alla porta a Pisa, quindi in entrambe la porta d’accesso ancora esistente è sulla piazza principale.

Ci troviamo quindi di fronte a due impianti urbani molto simili, che però ci fanno leggere la il divergere della storia e dell’economia di queste due località: per capirlo meglio andiamo a guardare con attenzione la porta lombricese a Camaiore. Appena fuori dalla porta stessa,dopo aver oltrepassato piazza Rivellino (parte dell’antica cinta muraria) troviamo il cosiddetto Arco Trionfale, fatto erigere da Lucca in segno di riconoscenza nei confronti di Camaiore, che aveva contribuito coi suoi uomini a sedare la rivolta degli straccioni nel 1532 (tumulto scoppiato a Lucca tra coloro che lavoravano nelle manifatture della seta): anche Camaiore ha un breve periodo di dominazione fiorentina, ma già dalla metà del ‘500 resterà sempre fedele a Lucca.

Camaiore è dunque da sempre vicaria fedele di Lucca, zona fertile coltivata ad olivi e ortaggi nelle campagne, mentre Pietrasanta grazie allo sbocco al mare di Motrone e alla ricchezza delle risorse minerarie è territorio ambito anche da Firenze, che la inserisce nei suoi possedimenti facendone una delle terre medicee. Camaiore più tardi perderà parte del suo territorio a favore di Viareggio, bonificata e fondata da Lucca con l’intento di creare una alternativa al porto del territorio di Pietrasanta; molti sono i contrasti sorti nei secoli passate tra le due cittadine, nate con un intento e una pianificazione comuni, ma con caratteristiche e risorse diverse, che ne influenzano la storia e il tessuto sociale e culturale fino ai nostri giorni.

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Gilda Maestri

Toscana innamorata della sua terra, dei paesaggi e delle bellezze artistiche: accompagnatrice e guida turistica.

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