Negli ultimi anni il turismo a Lucca ha sperimentato un grande sviluppo, dovuto a vari fattori: innanzitutto, la bellezza e la ricchezza del patrimonio storico artistico della nostra città, il fatto che abbia preservato il suo fascino antico, che sia una città a misura d’uomo, la vicinanza allo scalo aeroportuale di Pisa e ad altre città d’arte della Toscana, la presenza di eventi di risonanza internazionale come il Lucca Comics e il Summer Festival, etc…
Il settore turistico è perciò diventato una componente fondamentale del suo sviluppo economico, oltre che un’opportunità di conoscenza e scambio tra la nostra cultura e popoli provenienti da disparati paesi.

Ma perché possa continuare a essere vissuto come un fattore positivo per i suoi abitanti, è necessario che questo turismo sia sostenibile, ossia rispetti le caratteristiche e la natura del luogo, che hanno peraltro determinato la fortuna di Lucca come destinazione turistica.

È infatti sotto gli occhi di tutti che un turismo di massa e irresponsabile potrebbe causare una perdita d’identità per le città d’arte, trasformarle ad uso e consumo dei turisti incentivando,per esempio, la crescita smisurata di attività di ristorazione (di mediocre qualità) a scapito di antiche botteghe artigiane, attività a conduzione familiare, locali caratteristici.

Anche Lucca è cambiata in questo senso, negli ultimi venti anni; spesso, entrando in qualche negozio o bar, mi ricordo di com’era quand’ero bambina: prima magari c’era una ferramenta, o una piccola merceria dove la nonna comprava le calze, oppure un calzolaio…

Queste dinamiche sono familiari a chiunque viva in una città che ha vissuto il passaggio da città di commerci e artigianato a città turistica, e sicuramente in parte rientrano nel “prezzo da pagare”; ma è d’obbligo per noi lucchesi rendersi coscienti dei rischi che correrebbe la nostra città con uno sviluppo incontrollato del turismo.
Ma allora, cosa potrebbe fare il turista, da parte sua, per scongiurare questi effetti negativi e godere della bellezza della nostra città in modo responsabile e sostenibile?

Innanzitutto, conoscere le tradizioni del luogo, essere cioè cosciente di dove si trova, e cercare perciò di prediligere quelle attività di ristorazione e di accoglienza che sono espressione della cultura locale: hotel e bb a gestione familiare, trattorie e altre attività di ristorazione che fanno cucina tipica con materie prime di produzione locale.

Oltre al vitto e all’alloggio, riguardo allo shopping, il buon turista dovrebbe preferire attività artigianali, decidendo di acquistare souvenir e regali di produzione locale per i propri cari: a Lucca si svolge il mercatino Arti e mestieri ogni quarta domenica del mese e il sabato precedente, a cui partecipano artigiani locali che auto-producono tutto ciò che espongono sul banco (dal vetro alla cartapesta, al cuoio, alla bigiotteria, all’abbigliamento….). Oltre a questo, ancora sono presenti nel centro cittadino botteghe artigiane storiche, gallerie artistiche e di antiquariato che vale la pena visitare anche soltanto per la gioia degli occhi.

Un buon turista mantiene inoltre un comportamento rispettoso dei monumenti di valore storico e/o religioso. L’anno scorso un gruppo di ragazzi in gita a Lucca pensò bene di immergere i piedi nella fontana del Nottolini in piazza Antelminelli, stando seduti sul bordo della vasca in marmo…Scene di questo tipo sono frutto dell’incoscienza del gruppo e di chi lo conduce (di sicuro non una guida turistica abilitata) e mancano di rispetto a monumenti che per i lucchesi sono simboli d’identità e motivo di orgoglio. Inevitabile poi che si sviluppi un certo sentimento di ostilità nei confronti del turista medio…

Un buon turista rispetta l’ambiente: a Lucca si fa la raccolta differenziata porta a porta, perciò chi si trattiene qui per qualche giorno in una casa in affitto dovrà essere informato dal proprietario o comunque informarsi sui giorni di ritiro dei vari tipi di rifiuti: organico, multimateriale, carta e non riciclabile. La città è inoltre disseminata di cestini per la raccolta indifferenziata ed è perciò ingiustificabile chi lascia cartacce per terra o addirittura sulle soglie di chiese e altri monumenti storici.

Per perseguire un turismo sostenibile serve impegno non solo da parte del turista, ma anche da parte delle amministrazioni locali, degli operatori turistici e della cittadinanza in genere: magari di questo parleremo in un altro articolo…

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Guida turistica, con il pallino per il Medioevo, attiva su Lucca e Pisa. Per i locali, propongo visite guidate tematiche all'interno del progetto Natourarte, in collaborazione con una mia collega guida ambientale.

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