Werner Bischof: On the road to Cuzco, near Pisac, in the Valle Sagrado of the Urubamba river.

Dal 7 settembre, fino al 7 gennaio 2020, è in corso al Lucca Center of Contemporary Art una mostra antologica dedicata al grande fotografo svizzero Werner Bischof (1916-1954).

Si tratta di 105 scatti che vanno dal 1934 al 1954, anno della prematura scomparsa dell’artista a causa di un incidente automobilistico sulle Ande, in Perù, dove si trovava per un progetto fotografico; l’immagine del bambino indigeno che suona il flauto, riprodotta sulla locandina della mostra, fu scattata proprio in quel periodo.

Bischof diventò membro della Magnum Photos nel 1949, unendosi ai suoi fondatori, dando il via a una serie di progetti che lo porteranno in giro per il mondo a documentare non solo guerre, morte e distruzione, ma anche vita, usi e costumi delle popolazioni locali, nel tentativo incessante di sondare l’animo umano. Pubblicherà i suoi reportage sulle più prestigiose riviste di allora, tra cui Life ed Epoca.

La mostra ci dà l’opportunità di scoprire anche la prima fase artistica della sua produzione, realizzata negli studi di Zurigo e poi di Parigi, alla continua ricerca del mistero della bellezza nelle forme di oggetti naturali e nei nudi femminili.

Ma con gli inizi della Seconda Guerra Mondiale, e soprattutto alla sua fine, che aveva lasciato devastazione e miseria in tutta Europa, in Bischof nasce una nuova esigenza, che va oltre la ricerca estetica e a tratti “esoterica” dei primi anni, volta invece a indagare e documentare il collasso materiale e spirituale che segue al conflitto.

Tra il 1945 e il 1946 esplora la Germania del Sud e l’Olanda , in bici e in macchina, creando dei dossier sul tema della difficile ricostruzione post guerra per la rivista “Du”. Poco dopo, nell’ambito del progetto umanitario “Swiss Relief”, esplora l’Italia dilaniata dai bombardamenti, di cui ammira profondamente la bellezza, seppur ferita dalla guerra, rimanendo molto colpito dallo stato di miseria della popolazione. Per lo stesso progetto si reca poi in Grecia. Successivamente a Milano conoscerà Rosellina Mandel, che diventerà sua moglie.

Cassino 1946

Tra il 1947 e il 1948 gira l’Europa dell’Est e la Finlandia per “Du” e “Life”.

Nel 1949 comincia l’avventura con Magnum Photos: continua ad approfondire il tema del dopoguerra in Europa, ma a partire dal 1951 si recherà in diversi paesi asiatici: prima in India, poi in Giappone, paese per il quale nutre una grande passione, dove rimarrà per dieci mesi.

Tra il 1951 e il 1952 lavora in Corea per documentare le operazioni militari; da qui si sposta a Hong Kong e poi in Indocina, dove il fotoreporter di guerra lascia spesso il posto all’attento osservatore della popolazione civile nella vita quotidiana.

Tutto questo materiale confluisce, nel 1953, nella mostra “People of the Far East”, allestita a Zurigo.
Nello stesso anno comincia il suo progetto americano: dapprima l’East Coast in compagnia della moglie Rosellina, e poi , nel 1954, giù fino al Messico, dove incontrerà la grande pittrice Frida Kahlo, e per finire Panama, Cile e Perù.

Qui finirà la sua vita, breve ma intensa, spezzata il 16 maggio 1954 da un incidente automobilistico; 9 giorni dopo morirà in Indocina il grande Robert Capa, fondatore della Magnum, e nel luglio 1954 scomparirà anche Frida Kahlo, immortalata nella sua casa messicana in alcuni scatti del nostro Werner Bischof.

Orario mostra: dal Martedì alla Domenica, ore 10-19
www.luccamuseum.org

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Linda Paolini
Guida turistica, con il pallino per il Medioevo, attiva su Lucca e Pisa. Per i locali, propongo visite guidate tematiche all'interno del progetto Natourarte, in collaborazione con una mia collega guida ambientale.
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