Visitando il Duomo di San Martino, si notano molti riferimenti all’epoca dei pellegrinaggi medievali, quando Lucca era contemporaneamente un’importante tappa della Via Francigena e una meta in sè, in quanto sede del famoso Volto Santo. Ma quest’ultimo, oggi collocato nella navata sinistra, non era l’unico oggetto di venerazione all’interno della Cattedrale: avvicinandoci al portale laterale destro, infatti, possiamo osservare l’architrave e la lunetta di San Regolo, che raffigurano episodi della sua vita e il momento del martirio. All’interno, poi, a destra dell’altare maggiore, si può ammirare il monumento a lui dedicato, realizzato da Matteo Civitali nel 1484.

Lunetta di San Regolo

San Regolo: chi era costui? E come giunsero le sue spoglie nella nostra città?
Vescovo africano, vissuto nel VI secolo, all’epoca dell’invasione vandalica fuggì dalla sua terra approdando finalmente in Toscana, insieme ai compagni Cerbone (con cui si stabilì a Populonia), Giusto, Clemente e Ottaviano (che si stabilirono a Volterra).

La Vita Sancti Reguli ci racconta che egli era molto impegnato nella predicazione e nella disputa contro gli Ariani; infatti nell’architrave di San Regolo è raffigurato mentre mostra un cartiglio in latino che recita così (tradotto in italiano): “Io , Regolo, sostengo che da sempre in Dio siano stati il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”; dall’altra parte, gli Ariani che rispondono: “Noi Ariani diciamo che all’inizio il Figlio non fosse nella divinità di Dio”.

La fama della sua predicazione giunse alle orecchie del re dei Goti, Totila, che chiese più volte di incontrarlo; quando una delegazione di soldati goti si presentò davanti a San Regolo, nel bel mezzo di un sermone, il santo non si scompose e continuò il suo discorso riuscendo a catturare anche l’attenzione dei militari, ma alla fine il comandante di questi gli si avvicinò e lo decapitò con un colpo di spada. Si racconta poi che Regolo, dopo aver raccolto la sua testa, continuò a predicare reggendola con le proprie mani! Un’altra versione ci dice che, dopo il colpo fatale, si incamminò verso un luogo nei dintorni di Populonia e si fermò nella località di Gualdo, dove poi fu costruita una chiesa in suo onore, per accogliere le sue spoglie mortali.

Sotto il vescovato di Giovanni (783-800), personalità molto legata al culto del Santo – che lo avrebbe guarito da una grave malattia in gioventù – la diocesi lucchese si impossessò delle reliquie, trasferendole nella Cattedrale di san Martino. Questo fu un duro colpo per la comunità di Gualdo, che si trovò privata di un punto di riferimento spirituale e identitario, e di una fonte di reddito importante: le reliquie attraevano infatti folle di pellegrini. D’altra parte Lucca acquisì in questo modo la protezione del Santo e la sua tomba divenne un’importante meta di pellegrinaggio, assieme a quelle di altri santi in città: San Ponziano, San Riccardo, San Frediano.

Fu questa, tra l’altro, un’occasione per rinnovare la struttura della chiesa: si costruì un altare destinato ad accogliere il sepolcro di San Regolo, sul modello dell’altare di San Pietro a Roma. Successivamente, nel XII secolo, il vescovo Rangerio collocò il corpo del santo alla destra dell’altare maggiore, nell’area attualmente occupata dal monumento rinascimentale prima citato, eseguito da Matteo Civitali.

Altare di San Regolo, Matteo Civitali Cattedrale di Lucca

A San Regolo è intitolato anche un baluardo delle Mura, con l’omonima casermetta, collocata all’interno dell’Orto Botanico; questo dimostra che il suo culto era ancora molto sentito agli inizi del 1600.

Oggi la memoria popolare di questo santo è alquanto sbiadita, se non assente, ma resta il calendario a ricordarci la sua importanza: proprio nel primo giorno di settembre, il Settembre Lucchese, periodo di fiera e festeggiamenti per la Santa Croce, si celebra San Regolo vescovo e martire.

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Linda Paolini
Guida turistica, con il pallino per il Medioevo, attiva su Lucca e Pisa. Per i locali, propongo visite guidate tematiche all'interno del progetto Natourarte, in collaborazione con una mia collega guida ambientale.
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