Luce: da mero effetto estetico a protagonista.

Dio disse: «Sia fatta la luce!» E luce fu.
E fu anche il Caravaggio. E furono poi i pittori della luce.

L’attenzione verso questo elemento in pittura non è mai mancata, ma il suo scopo era marginale, poteva avere il compito di dare un effetto, di esaltare la bellezza o magari era l’unico modo con cui si riusciva ad indicare la santità. Con Michelangelo Merisi tutto questo passa in secondo piano perché la luce non è più un semplice contorno, un aiuto, un escamotage: la luce ora è padrona, è protagonista, è la verità.

La luce, nei dipinti del Caravaggio, ci prende per mano, ci accompagna come Hercule Poirot al momento della risoluzione di un caso. Attraverso una serie di indizi la nostra protagonista ci rivela dei dettagli fondamentali, spesso scomodi o brutti, perché la luce è realtà e spesso la realtà non ci piace. A Caravaggio questo non interessa, apre una vera e propria lotta allo stereotipo, all’ideale, alla bellezza per forza, e mostra mele marce, smorfie inaspettate, sangue, prostitute dal volto stremato da anni di lavoro. Non deve essere bello, deve essere vero! Studiando il Merisi, mi sono trovata ad immaginarlo mentre storpia un famoso modo di dire: non è bello ciò che è bello, è bello ciò che è dannatamente reale.

Ma parlare di luce fine a se stessa è fin troppo banale e forse pure sterile. Ci vogliamo dimenticare del buio? L’uno non esisterebbe senza l’altra e questo è lampante guardando la produzione di Caravaggio. Solitamente sono visti come un binomio, in contrapposizione tra loro, simboli opposti, allegoria del bene e del male. Per l’ennesima volta l’artista rivoluziona anche questo punto di vista: no alla rivalità, si alla collaborazione. Luce e buio non sono più gli eterni nemici, sotto il pennello del Merisi collaborano pacificamente, si esaltano a vicenda e si completano.
Questo punto va stampato bene in mente nel momento in cui si attraversa la soglia della mostra “I pittori della luce”, dove ci troveremo quasi interamente al buio per meglio godere di questo rapporto intimo e indissolubile tra luce e ombra. Il buio infatti ti accoglie, ti dà il benvenuto e non appena gli occhi si sono abituati ti presenta sua maestà la luce.

Dio disse “sia fatta la luce”, il Merisi rispose “e luce fu”.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 fino al 2 ottobre 2022, presso il complesso della Cavallerizza in piazzale Verdi. Oltre al Caravaggio, sono presenti Pietro Paolini, Rubens, Orazio Gentileschi, Jusepe de Ribeira, il Lombardi e tanti altri.

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Giada Paolini

Guida turistica pisana in terra straniera. Laureata in lingue, letterature e studi interculturali. Appassionata di gossip storico non convenzionale.

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2 Comments

  1. Gabriele *

    Wonderful!

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