Principi, spie, fughe romantiche e tanta, tanta sfiga! No, non è una telenovela, è una storia vera, la storia di Penelope Smith e il Principe Carlo di Capua.
Napoli, 1835. In un salotto elegante – quello della duchessa Marianna Gaetani di Miranda – il principe Carlo, secondogenito di Francesco I, incontra Penelope Smith, nipote di Lord Palmerston. Lui vede lei, lei vede lui e… SBAM! Colpo di fulmine.
Problema: Penelope non appartiene a una casata reale ed è pure anglicana. Soluzione di Carlo: ignorare il problema.
Ma a corte nulla sfugge, soprattutto alle spie, che in tempo record riportano tutto al fratello Ferdinando II,che non vedeva l’ora di mettere i bastoni tra le ruote a Carlo. Scandalo a corte, mormorii di sottofondo e sopracciglia inarcate.
12 gennaio 1836, compleanno di Ferdinando II. Il “regalo” però lo riceve Carlo: il rimpatrio forzato di Penelope. Modalità eroe romantico on: fuga d’amore. Prima, però, va ad affrontare il fratello. Discussione accesa, tensione alle stelle, la regina madre che tenta di fare da paciere: inutile! Cala il sipario e i due innamorati scappano verso Roma.
Ferdinando II, offesissimo, proclama “Nessun matrimonio reale senza consenso del re”, nessun riconoscimento civile, nessun titolo per Penelope né per un’eventuale prole. Insomma, l’amore potrà anche essere eterno, ma la burocrazia lo è di più.
A Carlo interessa? Ma neanche lontanamente e infatti lui e Penelope si sposano. Conseguenza? Carlo viene diseredato. Addio privilegi, benvenute ristrettezze economiche. Cominciano i viaggi in Europa alla ricerca di fortuna. Nel frattempo nascono i figli, Francesco e Vittoria. Il figlio si ammala e per questo sarà ricordato come il principe pazzo. La famiglia appoggia l’unità d’Italia. Ma dai? E grazie a Vittorio Emanuele II torna in Italia, presso la corte sabauda. Intristito dalla storia della coppia il neo re d’Italia dona Villa Reale di Marlia a Penelope. Il destino gioca l’ultimo tiro mancina. Penelope arriverà alla Villa da vedova. Carlo infatti era morto poco prima di partire.
Finisce così la storia di un principe innamorato di una donna “comune”, disposto a sfidare un re, le convenzioni e mezzo continente pur di stare con lei.
Il resto lo ha fatto la sfiga.
Giada Paolini
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