Matilde nacque probabilmente nel 1046 a Mantova, da Beatrice, figlia di Federico duca di Lorena, e da Bonifacio marchese di Toscana. Dopo la morte del padre e dei fratelli, a nove anni Matilde diventa l’unica erede dei vasti possedimenti paterni.
Le seconde nozze della madre con Goffredo il Barbuto, duca della bassa Lorena, furono l’origine di un travagliato periodo della vita di Matilde, deportata con la madre in Germania per ordine dell’imperatore, timoroso dell’accresciuta potenza del lorenese a seguito del matrimonio con Beatrice.

Tornata in Italia, Matilde venne promessa sposa a Goffredo il Gobbo, unico figlio del Barbuto, solo per mero calcolo politico. L’unione celebrata nel 1069, durò solamente due anni e fu rattristata dalla morte di un figlio avvenuta poco dopo la nascita.

Negli anni successivi la tensione tra papato e impero (detta lotta per le investiture) andava sempre più aggravandosi: ai “dictatus papae” che sancivano la supremazia del pontefice sull’imperatore, era seguita la deposizione di Gregorio VII per opera dell’assemblea dei vescovi germanici convocata a Worms da Enrico IV.
Matilde per non abbandonare completamente la politica filo imperiale degli avi, fino al 1080 tentò in diversi modi di persuadere Enrico a non acuire il conflitto e ad accettare un accordo.
Tuttavia nel 1077 era già schierata con Gregorio II (Illdebrando di Soana), tanto da offrirgli protezione militare durante il suo viaggio verso la Germania, dove avrebbe dovuto pronunciarsi in modo insindacabile sulla sostituzione dell’imperatore.
Erede di un territorio vastissimo, il più importante d’Italia all’epoca, Matilde assisté alla consacrazione nel 1070 da Anselmo da Baggio, all’epoca già Papa Alessandro II (1061-1073) della Cattedrale di Lucca con sua madre Beatrice.

La potente contessa, dal carattere forte e deciso, si erigeva così a paladina della chiesa ed offrì sicura protezione a Gregorio VII nell’inespugnabile castello di Canossa, che fu teatro della più cocente umiliazione mai inflitta al potere imperiale.
Enrico IV, atteso come aggressore, si presentò nei panni di un penitente sul finire del gennaio 1077.

Il ruolo di Matilde, seconda cugina dell’imperatore fu determinante nella concessione del perdono. Ma se con tanto vigore Matilde assecondò le suppliche del penitente allorché la trattative stavano per interrompersi e l’imperatore sembrava ormai rassegnato ad andarsene, con ancor più grande tenacia resistette in seguito alla prepotenza di Enrico IV, che voleva imporre con forza la supremazia dell’impero.
Nei mesi che seguirono l’incontro di Canossa, Matilde ospitò papa Gregorio VII nelle terre reggiane presidiate dalle sue milizie.

L’impegno non fu solamente militare e diplomatico.
Tra il settembre 1079 e il marzo 1080, Matilde fece dono di tutti i suoi beni alla Santa Sede, rinnovando poi questa donazione e Canossa nel novembre 1102 in presenza del cardinale Bernardo. Alla seconda scomunica di Enrico IV nel marzo 1080 seguì la scomunica di papa Ildebrando e l’elezione dell’antipapa Clemente III e Matilde accorsa ad affrontare con le sue milizie l’esercito filo imperiale fu sconfitta a Mantova.

Nel 1081 seguì la ribellione di Lucca dove veniva pronunciato da Enrico IV il bando contro Matilde.
Dopo l’espugnazione di Roma, l’imperatore risalì la penisola per sottomettere in modo definitivo le terre Matildiche, ma nel modenese subì una pesante sconfitta e le sue milizie furono messe in fuga dall’esercito di Matilde.
Da questa vittoria Matilde passò all’offensiva, riducendo il numero dei suoi avversari riconsolidando così il suo potere.

Nel 1088 papa Urbano II favorì le nozze tra Matilde con Guelfo di Baviera, giovane rampollo della casata germanica in dissidio con Enrico IV, perché vedeva così l’indebolimento del potere imperiale ed il rafforzamento di quello papale; ma questo matrimonio infelice per la contessa durò solo per sette anni. Pochi anni dopo Enrico IV tentò nuovamente di espugnare Canossa, ma lo scontro con le truppe matildiche avvenuto tra Bianello e la rocca di Canossa, terminò con la completa disfatta degli imperiali.

Gli anni seguenti furono caratterizzati da significativi successi di Matilde che andava consolidando nuovamente la propria autorità sui feudi, mostrandosi tutt’altro che propensa ad accogliere le richieste di autogoverno provenienti dalle comunità cittadine e, in alcuni casi, domò ribellioni e impose con forza il potere feudale.

Matilde si spense a Bondeno di Roncore il 24 luglio 1115 e fu sepolta nel monastero di San Benedetto di Polirone. Nel 1632 per volontà del papa Urbano VIII (Maffeo Barberini), per la ragguardevole somma di 6.000 ducati la sua salma fu trasferita a Roma ed ora si trova nella basilica di San Pietro in un sarcofago monumentale, ideato dal Gian Lorenzo Bernini.

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