Secondo la tradizione il monaco Frediano nacque in Irlanda nel VI secolo.

Di ritorno da un pellegrinaggio a Roma, si fermò a Lucca e visse da eremita nei pressi di Lucca, dove raccolse la stima e il rispetto del clero locale a tal punto che, nel 560, decisero di eleggerlo vescovo.
Dedicò tutto se stesso per l’organizzazione della vita religiosa nella città e nelle campagne lucchesi, correggendo i costumi, facendo opera di conciliazione fra i fedeli latini e le nuove popolazioni venute al seguito degli eserciti invasori.

Morì, come documentato da fonti storiche, il 18 marzo dell’anno 588. Di lui testimonia Papa Gregorio Magno che riferisce di un miracolo narratogli dal  vescovo di Luni.
Mentre i lucchesi si affaticavano invano per deviare il corso del  Serchio, che correva troppo vicino alla città e con le inondazioni causava danni continui, Frediano, dopo che era stato richiesto il suo aiuto, si avviò sul percorso che il fiume avrebbe dovuto seguire tracciando un solco con un rastrello e le acque lo seguirono docilmente.

Nella realtà San Frediano, nel  575 , fece aprire una nuova bocca del  Serchio  a  Migliarino.
Forse l’allusione al rastrello nasconde uno strumento usato per tracciare il nuovo corso delle acque del Serchio.

Ecco di seguito quanto viene riportato nei Dialoghi di San Gregorio Magno:
“Ciò che narro l’ho appreso dal racconto di persone anziane e degne della più grande stima… Non posso passare sotto silenzio quello che mi è capitato di conoscere due giorni fa dal racconto di Venanzio, vescovo di Luni e uomo degno di venerazione.
Mi ha detto che nella Chiesa di Lucca, a lui vicina, c’è stato un vescovo di straordinaria virtù, di nome Frediano, di cui, a quanto egli attesta, si racconta il seguente miracolo, noto a tutti gli abitanti del luogo. Il fiume Serchio, che scorreva presso le mura di quella città , spesso straripava e inondava la campagna, rovinando le messi e le piantagioni.
Questo fatto si ripeteva di frequente e gli abitanti, trovandosi in gravi difficoltà , avevano tentato con dei la vori di deviare il corso del fiume. Ma sebbene vi avessero faticato a lungo, il fiume non potè essere deviato dal suo letto.
Allora Frediano, uomo di Dio, si fece un piccolo rastrello, si avvicinò al letto del fiume e si mise a pregare; poi ordinò al fiume di seguirlo e trascinò il rastrello per i luoghi che ritenne opportuni.
Il fiume con tutte le sue acque abbandonò il corso consueto e lo seguì, formandosi un nuovo alveo dove l’uomo di Dio, trascinando il rastrello, aveva tracciato il segno, nè mai più ha danneggiato messi o piantagioni utili all’alimentazione del popolo.”

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Carla Ciervo

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