A due passi da Lucca è possibile visitare la graziosa e pittoresca Torre del Lago Puccini.

Secondo fonti storiche il nome di questa località è recente, dato che nei primi documenti conservati gelosamente nelle chiese limitrofe, la zona era chiamata “alla Macchia“.
Solo a partire del  XV secolo viene edificata sulle sponde del lago una torre per cui il nome lentamente si trasforma nel tempo da “Torre alla Macchia” a “Torre del Lago“.

Di questa costruzione non rimane più nulla ma da fonti storiche è possibile sapere che sorgeva dove oggi è situata la Villa di Puccini, quest’ultima organizzata su due piani e il suo aspetto esterno è assai sobrio, elegante e lineare mentre l’interno, quasi per creare un gioco di contrasti, è caratterizzato da ornamenti ricchi ed eclettici.

Nelle stanze di questa villa si può ammirare anche il pianoforte di Puccini e possiamo immaginarci così, il tempo in cui il Maestro componeva e riceveva i suoi amici più cari.
La dimora del Maestro Puccini nella zona ha portato a completare il nome della località che è diventata Torre del Lago Puccini, in onore del compositore.

A proposito di Puccini, è noto che tra il maestro e Torre del Lago ci fu un vero e proprio amore a prima vista tanto che in una delle sue lettere scrive:

“Io vado sempre qui davanti e poi con la barca vado a cacciare i beccaccini… ma una volta vorrei andare qui davanti ed ascoltare una mia opera all’aperto…”

Sappiamo che Puccini amava il lago di Massaciuccoli soprattutto nel momento del tardo pomeriggio quando si creava un’atmosfera magica. Si sedeva, nel lieve e dolce rumore della natura a godersi gli splendidi tramonti pittoreschi e ammirare così le Apuane, riflettersi sinuose nello specchio d’acqua del lago.

È certo che il piccolo villaggio sulle rive del lago, all’arrivo del Maestro Puccini, lo accolse con un comitato d’accoglienza senza precedenti nel 1891 nella piccola stazione ferroviaria.

È qui che Giacomo Puccini fonda il suo Club della Bohème con gli artisti locali e diviene ben presto uno degli attori principali della vita artistica locale: siamo alla fine dell’Ottocento, negli anni del grande fermento culturale che attraversa l’Europa senza risparmiare l’intera Toscana.
Puccini non ne resta escluso, ma anzi trova in questo luogo il punto d’incontro tra queste entusiastiche correnti di scambio culturale e le sensazioni pure offerte dal contatto con la natura ispiratrice.

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Carla Ciervo

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