Corso Garibaldi, un tempo nobile strada di Viareggio, ha purtroppo visto sparire negli anni gran parte del suo antico splendore e della sua storia, sorte che d’altronde ha colpito la città nella sua interezza.
Ciò nonostante, sono ancora molti gli edifici che conservano tracce delle vicende viareggine, tra cui la Farmacia Inglese.

Sebbene non si trovasse ancora dove lo possiamo vedere oggi, si tratta di una delle prime farmacie cittadine, attestato fin dal 1870. In quel periodo la gestione era a carico al dottor Piccinini, poi passata al dottor Belloni nel 1883.
In origine si chiamava semplicemente “Farmacia al Dante” mentre dal 1906 fu aggiunta la dizione “Inglese”. A quel tempo Viareggio era una località balneare alla moda e una città multiculturale, dove aveva sede una fiorente colonia inglese, come testimoniato dalla Chiesa Anglicana nella vicina via Leonardo.

Interessante un episodio del 1914 in cui l’onorevole socialista Luigi Salvatori, che pochi anni dopo durante le Giornate rosse di Viareggio farà da mediatore tra i rivoltosi e il governo, chiarì certi dissidi con il Capitano Santoni facendo ricorso a poco onorevoli pugni.

Come ci raccontano le cronache dell’epoca, dopo essersi riparato al cinema Nereo, il Santoni dovette rivolgersi al dott. Pardini della Farmacia Inglese per ricevere le medicazioni del caso.
Intorno al 1930 la farmacia fu spostata di sede, arredata con mobili anni ’20 in stile Liberty e Déco, impreziosito da decorazioni in ceramica progettate dalla manifattura Chini e realizzate dal laboratorio Spicciani.

In quel periodo divenne famosa come luogo di ritrovo di antifascisti e intellettuali, che si riunivano nel retrobottega.
Durante il fascismo, il titolare, dottor Ciuti, dovette occultare il termine “Inglese” dal nome della farmacia. Questo gestore viene citato anche nel D.M. 12 agosto 1938-XVI con il quale viene fatto diniego alla registrazione della “Digestivina dott. Ciuti prodotta nel Laboratorio della Farmacia inglese dott. Ciuti di Viareggio con la seguente formula di composizione: Soluzione idroglicerina (al 35 %) di estratto concentrato di stomaco di maiale (al 20 %) cc. 55 – Pepsina 1:1000 gr. 0,50 – Pancreatina U. S. Ph. IX gr. 0,50 – Essenza arancio solubile gocce 5 – Antizumina (etere metilico dell’acido paraossibenzoico) grammi 0,05 “

Una parte della pavimentazione fu sostituita negli anni ’40, e nel 1943 la farmacia fu acquistata dal dottor Ferruccio Martinotti che ne ripristinò il nome e la trasferì nella sede in quella attuale, in un bell’edificio in stile razionalista.
Oggi la farmacia conserva miracolosamente un raffinatissimo arredo originale, tra cui un prezioso bancone, vetrine in legno e un ricco reagentario d’epoca oltre a un ricettario manoscritto di Pacifico Pietro Martinotti. Sopra il bancone fa bella mostra di sé un bel quadro di Uberto Bonetti, padre del Burlamacco, datato 1952.
Non si può certo dire che andare in farmacia sia di solito un momento particolarmente bello eppure, se ci si sa guardare intorno con gli occhi della curiosità e della ricerca, anche una simile esperienza può trasformarsi in un viaggio nel tempo. Provare per credere.
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