Tra i numerosi capolavori esposti alla mostra: “Giovanni Boldini. La seduzione della Pittura”, troviamo anche le opere di Giuseppe Gaetano De Nittis.
Questo pittore pugliese appartiene alla cerchia di italiani migrati in Francia in cerca di successo, le cui produzioni artistiche hanno caratterizzato il periodo della Belle Epoque.
Dopo aver passato la sua infanzia nella città natale di Barletta si forma all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. I suoi primi lavori ci mostrano i paesaggi incantati del golfo partenopeo, il fascino delle antiche rovine di Pompei, alcuni momenti di vita quotidiana.
Giuseppe ha però un carattere ribelle ed è poco incline ad assecondare la rigida disciplina scolastica, perciò lascia l’Accademia e si trasferisce a Firenze dove conoscerà i componenti del gruppo dei macchiaioli; in particolare con il suo amico fraterno Cecioni fonderà la scuola di pittura di Resìna.
In quegli anni i pittori viaggiavano molto fuori dai confini nazionali ed

una delle mete più ambite per chi cercava successo e stimoli creativi era la Francia. Anche De Nittis si trasferisce nella vivacissima capitale francese per ottenere committenze; lo attraggono le novità, la vibrante vita di società, le mille possibilità di svago.
Due anni dopo l’arrivo si sposa con la sua musa ispiratrice, Leontine Gruvelle, che per tutta la vita ne influenzò le scelte sociali ed artistiche, permettendo anche che il pittore venisse in contatto con una ricca cerchia di acquirenti.
La moglie realizzerà un salotto nella loro casa di Parigi che attirerà artisti, scrittori, musicisti, e intellettuali francesi, inglesi e italiani. Degas e Manet, lo scrittore Emile Zola, Edmund de Goncourt, Jules Clarette, Oscar Wilde, la principessa Mathilde Bonaparte, nipote di Napoleone, Diego Martelli sono solo alcuni dei loro ospiti abituali.
Leontine curerà con discrezione ogni dettaglio della loro vita domestica e la loro casa diventerà uno spazio di eleganza e di condivisione.
Il successo non tarderà ad arrivare nella bella Ville Lumiere: la ricca borghesia francese è desiderosa di mostrare al mondo come spende i soldi, come si diverte, come impiega il tempo libero in una città che non dorme, ed ecco allora De Nittis che, come un fedele reporter, tramite le sue opere la ritrae: alle corse di cavalli, ai pranzi nei giardini, durante le passeggiante nei boulevard mentre sfoggia vestiti magnifici, come si gode la vita nei caffè parigini.

A causa della terribile e sanguinosa guerra Franco-Prussiana, De Nittis rientra in Italia a seguito della richiesta del suo gallerista Goupil (lo stesso gallerista di Giovanni Boldini) di realizzare opere con sfondi italiani; produrrà viste del Vesuvio in eruzione, scorci di paesaggi, turisti in visita alle rovine di Pompei. Lo accompagna Giorgio Sommer, un fotografo di eccezionale bravura che documenta le fasi delle eruzioni e fotografa anche i siti archeologici. De Nittis amerà sempre la fotografia: dopo la sua morte saranno trovate 100 foto da lui collezionate.
I suoi viaggi oltre manica ci hanno lasciato una serie di dipinti che offrono la vista di una Londra avvolta dal fumo e dallo smog e una testimonianza della vita difficile della classe operaia inglese.
In mostra troviamo due opere relative agli anni ’70 del 1800;
“Sulla neve”, in cui in un paesaggio candido ci appare la bella moglie Leontine intenta a pattinare. Il dipinto testimonia una eccezionale nevicata a Parigi nell’inverno degli anni 1874-1875. Il bosco riluce sotto il cielo pallido ed attorno regna un silenzio profondo. Leontine sfoggia un vestito caldo ed ben imbottito, secondo la moda dell’epoca, ha ai piedi i pattini legati a preziosi stivaletti invernali.
Troviamo poi “Leontine in Barca”, una preziosa tavola con colori e pennellate ispirati dalla corrente impressionista; sulle acque placide del fiume, realizzate con lunghe pennellate, la bella moglie Leontine è adagiata su una imbarcazione in posa rilassata, immersa in un meraviglioso paesaggio lussureggiante in cui spiccano le tonalità del verde.

Culmine della sua fama è l’anno 1874 quando espone cinque opere nello studio del fotografo Nadar, durante la prima mostra dei pittori impressionisti francesi, un’occasione di grande onore.
Inoltre De Nittis riceve diversi riconoscimenti tra cui la Legion d’Onore nel 1878.
La fama e la ricchezza arrivarono, ma lo stress causato dalla grande mole di lavoro a cui si sottoponeva per potersi permettere la vita dispendiosa di Parigi lo portarono alla morte a soli trentotto anni.
Lo scrittore Emile Zola fu talmente colpito dalla precoce morte del pittore da realizzare un romanzo in cui De Nittis appare come uno dei personaggi principali.
E’ sepolto a Père-Lachaise; il suo epitaffio fu scritto da Alexander Dumas (figlio). Per volere della vedova saranno spediti un gran numero di quadri a Barletta, sua città natale.
E’ possibile organizzare una visita guidata alla mostra con la sottoscritta fino al 2 giugno.
Elena Benvenuti
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