Anticamente le chiese rispettavano una determinata gerarchia: le pievi per esempio erano chiese molto importanti per la vita religiosa perché custodivano al suo interno il fonte battesimale, unico di un territorio più vasto. La pieve che si trova ad Arliano è una delle pievi più importanti del territorio lucchese per varie ragioni:

  • La pieve dedicata a San Giovanni Battista “governava” quasi tutto l’Oltreserchio e comprendeva le chiese di San Lorenzo a Farneta, la chiesa di Sant’Andrea a Maggiano, San Pietro di Nozzano, Santa Maria a Colle, San Frediano di Carignano, S. Bartolomeo di Formentale, S. Giusto di Chiatri e San Donato di Stabbiano.
  • Secondo alcuni dati storici sembrerebbe che la pieve di Arliano sia il più antico edificio sacro degli della Diocesi di Lucca. La sua origine è ignota, i primi documenti riportano la data dell’892 e collocano la sua origine nel IX o X secolo.
  • È stata attribuita alla volontà del Vescovo Frediano e la tradizione vuole che abbia edificato 28 pievi quanti sono stati gli anni del suo episcopato.
  • La conformazione a tre navate, con quella centrale più alta e due laterali più basse, i molti stili presenti sulla facciata, le opere d’arte presenti all’interno e rinvenute nei molti restauri e modifiche subite, fanno pensare che ci sia stata da sempre la volontà di riconoscere la pieve come uno degli edifici sacri più importanti e centrali di tutta la Diocesi.

Uno degli aspetti più affascinanti e leggendari della pieve stessa è quella che chiama in causa il Vescovo Gherardo e i primi pievani che i documenti riportano nel territorio, l’arciprete Andrea, pievano di Arliano e il prete Aidiprando della pieve di San Macario in Monte. La storia racconta che il Vescovo Gherardo fu chiamato a rendere conto al tribunale ecclesiastico per una questione relativa su chi fosse il destinatario delle offerte dei paesi di Formentale e di Vignola, se a una o all’altra pieve. Il Vescovo ascoltò tutte le motivazioni dell’una e dell’altra chiesa per poi scegliere la supremazia della pieve di Arliano. Questi sono i fatti storici, invece la leggenda narra che questa scelta sia stata scritta sulla pelle di un agnello. Gherardo non sapeva infatti quale pieve scegliere in quanto i due paesi erano più vicini alla pieve di San Macario in Monte, ma fino a quel tempo le decime venivano donate alla pieve di Arliano. Gherardo, preso dall’angoscia della scelta, fece un sogno nel quale vide un agnello che gli implorò di ucciderlo così da offrirlo in sacrificio a Dio. Gherardo obbedì e il sangue che colò sul pavimento permise di leggere quale pieve fu più gradita a Dio. Quando Gherardo si svegliò, vide all’ingresso della sua casa proprio un agnello che dallo sguardo sembrava lo implorasse per compiere lo stesso sacrificio sognato. Seppur con grande titubanza Gherardo uccise anche nella realtà la bestiola e sulla sua pelle vide scritto con il sangue il nome della pieve di Arliano. Fu così che la scelta ricadde su questo edificio.

Sono molti gli aneddoti e i racconti ripresi dalle cronache dell’archivio parrocchiale di Arliano, ma questa è quella che avrebbe permesso alla pieve di godere negli anni la supremazia sulle altre chiese del territorio e l’aura di chiesa superiore.

La struttura, i restauri fatti negli anni, gli interni, la bellezza della facciata e l’alone leggendario che la circonda meritano la visita e il nostro sguardo attento a tutti i preziosi particolari che si possono svelare di fronte a noi.

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Simone Bigongiari
Dal 2007 mi occupo del Career Service di Fondazione Campus di Lucca ovvero supporto gli studenti dei corsi di laurea e dei corsi professionali della realtà formativa a orientarsi nel mondo del lavoro e trovare le opportunità formative e professionali più confacenti alle loro competenze e attitudini cercando di favorire il placement.
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