La Beata Vergine Maria del Soccorso

La Beata Vergine Maria del Soccorso, conosciuta anche come “Succurre Miseris” o Madonna del Soccorso, è uno dei titoli con cui la Chiesa cattolica onora Maria, la madre di Gesù.

Il culto è nato a Palermo nel 1306 dopo un’apparizione miracolosa ad un monaco agostiniano, che dopo essere stato guarito fu incaricato di diffondere il nome della Madonna del Soccorso.

L’immagine della Madonna del Soccorso è presente a Lucca e in tutta la sua provincia (in particolare è attestata nel comune di Capannori), ma senza dubbio la più celebre si trova nell’incantevole borgo di Montecarlo, custodita all’interno della chiesa di S. Andrea. Qui, la devozione verso la Santissima Vergine del Soccorso affonda le sue radici fin dal Medioevo, intrecciandosi con la storia e la vita del comune attraverso i secoli.

Al terzo altare a sinistra si trova infatti l’affresco della Madonna del Soccorso, un’opera di notevole interesse artistico e devozionale. L’affresco, rimosso dal muro originario in controfacciata, è oggi conservato in una cornice decorata. Attorno all’opera si trovano numerosi ex voto — cuori e ornamenti in argento e oro — che documentano la fede e la gratitudine dei visitatori e degli abitanti di Montecarlo.

L’immagine della Santissima Madonna del Soccorso di Montecarlo colpisce per la sua singolarità: un braccio è protettivo, teso a difendere il piccolo, mentre l’altro brandisce un nodoso pezzo di legno, pronto a scacciare le insidie del demonio. Molti visitatori, a un primo sguardo, credono che la Madonna stia percuotendo il bambin Gesù, ma osservando con attenzione si scopre la verità: l’aureola di santità brilla solo sopra il capo della Madonna, mentre il pargolo, privo di corona e visibilmente spaventato, guarda terrorizzato le mani del diavolo, contorte come zampe di gallina.

I colori scelti per il manto e la veste della Madonna sono particolarmente singolari: la veste rossa sembra preannunciare la passione di Cristo, mentre il manto, dai toni di blu e verde, è arricchito da delicati ricami in oro. Sulla spalla destra della Vergine si distingue inoltre una sorta di spilla, piccolo dettaglio che completa l’eleganza e la preziosità dell’immagine.

Anche il bambino salvato è raffigurato in abiti ricchi e raffinati: indossa calze e braghe, stivaletti, camicia e farsetto, elementi che denotano la sua appartenenza ad una famiglia agiata, in netto contrasto con la leggenda popolare, molto nota nel comune di Capannori, che lo immagina invece di umili origini.

Osservando l’immagine nella sua totalità, si percepisce una storia di coraggio e protezione: la Madonna, vigile e possente, si erge come uno scudo celeste, respingendo le forze oscure che minacciano il mondo.

La figura del diavolo è talvolta interpretata come simbolo dei nemici storici di Lucca, in particolare della Repubblica di Pisa.

Le origini dell’affresco risalgono al 1387, quando gli Anziani di Lucca incaricarono Giovanni di Puccinello Mingogi (allora Vicario di Montecarlo e della Valleriana) di far dipingere l’immagine sacra sulla parete destra della chiesa. Completata nel dicembre dello stesso anno, l’opera segnò l’inizio di un culto destinato a durare nei secoli, un filo di devozione che ha attraversato generazioni, intrecciando fede, storia e tradizione intorno a questo luogo sacro.

Numerosi sono gli episodi che raccontano l’intercessione salvifica della Madonna del Soccorso a Montecarlo, come se la sua presenza vegliasse silenziosa su ogni angolo del borgo. Tra questi, uno dei più noti avvenne nella notte del 24 gennaio 1400, durante l’assedio di Montecarlo da parte delle truppe pisane: la Vergine apparve improvvisamente sulla sommità di una delle torri della fortezza del Cerruglio, e con il suo intervento miracoloso i soldati nemici furono respinti, trovando la fine nelle acque del vicino rio Leccio.

In ogni epoca, il soccorso della Madonna ha vegliato instancabile sulla comunità. Nei fragori delle guerre, tra gli assalti alla fortezza di Montecarlo, e nelle ombre delle pestilenze che hanno colpito i secoli passati, la sua presenza è stata una costante promessa di protezione e conforto.

Ogni anno, l’8 settembre, la comunità di Montecarlo celebra con solennità la festa della Madonna del Soccorso, un momento di rinnovata devozione e di ringraziamento per le grazie ricevute. La tradizione ha radici profonde: già nel 1401 il cardinale Battista Zeno concedeva cento giorni di indulgenza a chi avesse visitato la cappella della Vergine durante le festività mariane, mentre l’8 settembre, giorno della festa principale, era riservata l’indulgenza plenaria. Nei secoli successivi, la cappella continuò a essere un luogo di privilegi spirituali; nel 1855, ad esempio, il vescovo di Pescia concesse l’indulgenza plenaria per i cinque giorni successivi alla festa.

Un gesto simbolico di affetto e devozione rimane quello del 1885, quando lo stesso vescovo pose un prezioso diadema sul capo della Vergine, dono degli abitanti di Montecarlo a testimonianza della loro gratitudine. Così, tra riti, preghiere e celebrazioni, la festa della Madonna del Soccorso continua a unire la comunità in un legame di fede che attraversa i secoli.

Nel cuore di Lucca si possono ammirare altre immagini di questa Madonna combattiva. Una si trova sulla parete esterna della torre campanaria della chiesa di San Frediano, affiancata da due figure monocrome: Santa Zita e San Frediano. Un’altra è custodita nella Cappella del Soccorso, all’interno dell’omonima chiesa, realizzata da Giuliano di Pisa nel 1510. Infine, un basso rilievo simile si conserva nell’antico convento di San Giovannetto, in Via Fillungo, a testimonianza della devozione verso questa figura da parte delle suore Agostiniane che risiedevano in questo antico monastero.

Partite per una gita a Montecarlo e perdetevi tra le suggestive vie del borgo, fino a raggiungere l’antica immagine della Madonna del Soccorso: un incontro con la storia e la spiritualità che saprà emozionarvi e rimanere impresso nel cuore.

C’è la possibilità di concordare una visita guidata con la sottoscritta, per vivere da vicino la storia, l’arte e la devozione che rendono unico questo luogo.

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Elena Benvenuti

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