Castelnuovo Garfagnana si può considerare il capoluogo della Garfagnana, ossia l’alta Valle del Serchio, un’area con un ricco patrimonio naturalistico e storico, nonché enogastronomico e folkloristico.

La località è raggiungibile anche in treno da Lucca, e una volta arrivati si può procedere alla scoperta del borgo e dei suoi dintorni: il Duomo rinascimentale, i suggestivi ponti sul Serchio alle porte del borgo antico, il centro storico che si sviluppa intorno alla Rocca Ariostesca. Quest’ultima è così denominata da Ludovico Ariosto, il grande poeta che qui visse dal 1522 al 1525, in qualità di governatore per conto dei Duchi d’Este: allora infatti quest’area costituiva l’estrema propaggine del ducato estense ai confini con la Repubblica di Lucca, perciò era un territorio d’importanza strategica.

Dal poeta prende il nome anche il “Sentiero dell’Ariosto”, un piacevole percorso segnalato da indicazioni e pannelli, che dal borgo ci conduce alle porte dell’imponente Fortezza di Mont’Alfonso.
Si tratta di un facile percorso escursionistico ad anello che attraverso piccole frazioni rurali (Carbonaia e Torrite), si inoltra poi in un bosco di castagni, inerpicandosi su su per i fianchi della montagna, offrendoci la vista delle impronte di cinghiali e di altri animali selvatici. Terminata la salita, alzando lo sguardo, potremo ammirare l’andamento delle possenti mura di cinta della fortezza, in prossimità della Porta Sud, interrotto da massicci baluardi e porte di ingresso.

Anche il nome della fortezza ci riporta ai tempi del ducato estense: Alfonso era il Duca che tra il 1579 e il 1586 la fece costruire, in posizione dominante sopra il borgo di Castelnuovo, per offrire più sicurezza alla comunità locale in caso di assedio o di attacco.

La fortezza fu progettata dall’ingegnere Marc’Antonio Pasi e funse da presidio militare nel 1500 e nel 1600, mentre sotto il Principato napoleonico fu incamerata nel demanio statale; ma a causa degli alti costi di manutenzione venne messa all’asta e ripresa dai duchi di Ferrara. Successivamente venne privatizzata, giungendo ai primi del Novecento in uno stato di degrado diffuso, anche a causa del terremoto del 1920, che arrecò alla fortezza ulteriori danni statici. Inoltre, durante la Seconda Guerra Mondiale l’area di Castelnuovo, attraversata dalla Linea Gotica, fu duramente colpita dai bombardamenti, che provocarono la distruzione di molte strutture interne.

Ma finalmente nel 1980 la Provincia di Lucca ha acquistato questo straordinario patrimonio storico e ha promosso una campagna di restauro che oggi ci permette di fruire della bellezza e della storia di questo luogo in tutta sicurezza.

Nell’area interna della fortezza ancora oggi sopravvivono strutture edilizie di varia cronologia, come la caratteristica “Casa con Archi”, ossia l’alloggiamento per le truppe, oggi restaurata ed adibita a sala congressi e per esposizioni; un villino liberty, ristrutturato ai primi del ‘900 e adibito a casa per vacanze, originariamente adibito a prigione; la Casa del Capitano, attualmente sede degli uffici provinciali deputati alla conservazione e valorizzazione della Fortezza; le carceri settecentesche, ridotte a rudere, ma estremamente suggestive con la loro posizione panoramica, sopra l’altura della Rocca.

Sappiamo che all’interno della Fortezza sono stati rinvenuti i resti della chiesa di San Michele e San Pantaleone (XI secolo) duranti scavi archeologici condotti nel settore ovest, e qui si trovavano anche altri edifici di cui non è rimasta traccia materiale: La Porta del Soccorso, la Fonderia, la residenza del Comandante. Nel settore Nord, nei pressi del Baluardo della Campanella, si trovano i resti di un fumarolo (per l’essiccazione delle castagne, detto anche “metato”) e di una polveriera.
Nell’area meridionale poi si trovavano originariamente una prigione annessa alla Porta Sud, un bettolino, ossia un edificio di ricovero per le truppe, e un fienile.

Ma sicuramente, dal punto di vista turistico, oltre all’interesse architettonico e storico, si può godere di una vista mozzafiato dall’alto della fortezza, nonché approfittare del binocolo posto presso il Baluardo della Campanella per spaziare a 360 gradi sulle montagne e le valli che circondano la rocca.

 

La visuale spazia dalle Alpi Apuane all’Appennino; da una parte si ammirano i territori di San Romano con la Fortezza delle Verrucole e il Parco dell’Orecchiella, la Pania di Corfino, il monte Prado, il monte Vecchio, i piccoli borghi come Sassorosso e Villa Collemandina, fino a Pieve Fosciana e Castiglione Garfagnana. Dall’altra parte possiamo ammirare l’Alpe di San Pellegrino, il monte Albano, la Cima dell’Omo, il Monte Giovo, nonché paesi di Sillico, Fosciandora, Ceserana e Palleroso.

Quindi, che aspettate? Vi consiglio davvero di scoprire questo angolo di Garfagnana a ritmo lento, camminando lungo il Sentiero dell’Ariosto e godendo delle bellezze storico-architettoniche della Fortezza di Mont’Alfonso, circondati dal silenzio rasserenante delle montagne garfagnine.

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Linda Paolini
Guida turistica, con il pallino per il Medioevo, attiva su Lucca e Pisa. Per i locali, propongo visite guidate tematiche all'interno del progetto Natourarte, in collaborazione con una mia collega guida ambientale.
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