La Cattedrale di San Martino è un bellissimo scrigno, che al suo interno raccoglie molti gioielli, uno dei quali talmente prezioso da essere racchiuso a sua volta in un piccolo tempio.
Sì, perché più o meno a metà della navata sinistra del Duomo si trova il tempietto costruito fra il 1482 e il 1484 da un grande artista lucchese, Matteo Civitali, per ospitare il Volto Santo o la Santa Croce.

Il tempietto dov’è custodito il Volto Santo

Il Volto Santo è un crocifisso ligneo, oggetto di grande venerazione in quanto la tradizione lo considera la “vera immagine di Cristo”, un’immagine acheropita, cioè non fatta da mano umana.
Il diacono Leobino, in un periodo non ben definibile nel corso del XII secolo, ci racconta infatti che Nicodemo, il discepolo che aveva aiutato Giuseppe d’Arimatea a deporre Il corpo di Gesù nel sepolcro, decise di scolpire l’immagine del suo amato maestro.

Scelse un tronco di cedro del Libano ma quando arrivò a scolpire il viso, non si sentì all’altezza, per cui pregò fortemente fino a cadere in un profondo sonno. Al suo risveglio, con sorpresa, scoprì che il volto di Gesù era stato scolpito, sicuramente da mani angeliche. Dato che a quel tempo non si poteva mostrare liberamente la propria devozione nei confronti del Cristo, Nicodemo nascose il Crocifisso a casa del fidato Ysachar ed in seguito, di generazione in generazione, fu affidato ad altri fedeli perché lo conservassero. Ciò fino a quando il vescovo subalpino Gualfredo si recò in pellegrinaggio a Gerusalemme e durante il sonno gli apparve un angelo che gli ordinava di cercare l’immagine del Salvatore a casa di Seleuco, proprio accanto al suo ospizio.

Affresco di Vincenzo Frediani (1489-94 ca.), controfacciata di S.Martino. Sulla destra parte della leggenda: annuncio dell’angelo a Nicodemo, Nicodemo che taglia il cedro ed infine che inizia a scolpire il Volto Santo

Il crocifisso venne difatti ritrovato. Il vescovo voleva farlo arrivare in Italia e decise di imbarcarlo al porto di Joppe (oggi Giaffa, in Israele) su di in una nave senza equipaggio, affidandolo alla Divina Provvidenza. Dopo un lungo viaggio l’imbarcazione arrivò al largo del porto di Luni. Gli abitanti di quella città, dediti alla pirateria, tentarono più volte di appropriarsi del contenuto della nave, ma non riuscivano ad avvicinarsi in alcun modo.

Nel frattempo, a Lucca, il vescovo Giovanni ricevette in sogno la visita di un angelo che gli diceva di recarsi al porto di Luni dove avrebbe trovato una nave con l’immagine del Cristo. Il vescovo così fece, accompagnato dal clero e da diversi abitanti di Lucca. Giunti a Luni, intonarono canti ed inni, al suono dei quali la nave si avvicinò spontaneamente ai loro piedi. I lunensi però accamparono diritti circa il possesso della statua, motivo per il quale il vescovo Giovanni donò loro una delle ampolle contenenti il prezioso sangue di Cristo, ritrovate in una cavità dietro il Volto della statua-reliquiario.

Altare con tabernacolo che racchiude la reliquia del Preziosissimo Sangue contenuta nel simulacro del Volto Santo. Cappella Cenami nella Chiesa di San Frediano. Artista: Giovanni Baratta, sec. XVIII

Tradizioni successive raccontano che gli abitanti di Luni non erano ancora soddisfatti e chiesero un’ulteriore prova: la croce fu caricata su di un carro trainato da due giovani buoi non addomesticati che, messi di fronte ad un bivio, avrebbero dovuto scegliere la direzione da prendere. Ovviamente i giovenchi scelsero la strada che portava a Lucca e così il Volto Santo arrivò nella in città “nel 742” (probabilmente trascritto per errore al posto del 782), “al tempo di Carlo e Pipino” (Carlo Magno e il figlio Pipino, nominato re d’Italia nel 781). Qui venne collocato “nella chiesa del beato Martino”.

La fantasia popolare aggiunse poi altre storie, come quella che racconta che la sede iniziale del Crocifisso fosse la chiesa di San Frediano, dove ora si trova la Cappella di Sant’Agostino (la seconda a sinistra), ma il mattino dopo la statua era sparita e fu invece ritrovata in un orticello incolto nei pressi della Cattedrale, un segno divino che quello era il luogo giusto per conservarla.

Trasporto del Volto Santo da L’uni a Lucca. Affresco di Amico Aspertini, 1508-09. Cappella di Sant’Agostino in San Frediano
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Claudia Cristofori

Claudia Cristofori

Sono Claudia, guida e accompagnatrice turistica in italiano, francese e inglese. Nata da mamma francese con origini greche e padre emiliano, conosciutisi a Londra, mi sono sempre sentita cittadina del mondo.
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