Non c’è alcun dubbio che Lucca sia una città gioiello con le sue strade medievali che si stringono dietro alle sue magnifiche mura rinascimentali che sembrano trattenere il mondo moderno.

Lucca, tuttavia, non era mai mancata di modernità e nel tempo si è sviluppata e modificata architettonicamente sotto l’impulso delle potenti famiglie aristocratiche che sfoggiavano le loro ricchezze nella costruzione delle loro dimore. Queste meravigliose costruzioni medievali e rinascimentali possono essere ora contemplate nelle strade tortuose e nelle piazze incantevoli.

Tutti questi edifici sono stati anche teatro di lotte per la supremazia e di drammi familiari ma un palazzo che ha dovuto fare i conti con poteri ancora più alti è Palazzo Bernardini.

Palazzo Bernardini

La famiglia Bernardini è una delle più antiche e potenti famiglie lucchesi, famiglie che per secoli furono al centro del potere in questa città-stato e mantennero la loro influenza anche dopo l’invasione napoleonica.

Il turista può facilmente lasciarsi sfuggire piazza Bernardini, mentre si affretta a raggiungere le mete turistiche di via Fillungo e piazza San Michele.Io però vi consiglio di prendervi una pausa e respirare lo spirito della Lucca rinascimentale e di Palazzo Bernardini.

La maestosa costruzione fu progettata da Nicolao Civitali, figlio del maestro lucchese del Rinascimento Matteo Civitali. La solidità della sua struttura trasuda potenza ed evoca immagini dell’architettura fiorentina.

palazzo bernardini lucca
Il portone di Palazzo Bernardini

Il grande portone è sicuramente ciò che inizialmente attira l’attenzione del visitatore casuale: è squisitamente scolpito ed è solitamente aperto. Da lì si può entrare nella magnifica loggia con un soffitto a volta e le colonne finemente decorate. Il Palazzo contiene molti tesori artistici ma purtroppo non è aperto al pubblico.

La Pietra del Diavolo

Il visitatore può facilmente lasciarsi sfuggire la parte più intrigante del Palazzo, ma tu avessi voglia di riposare e sederti sul sedile di pietra sotto la finestra a destra dell’ingresso, fa attenzione a non picchiare la testa contro la pietra curva sporgente.

pietra del diavolo
La pietra curva sporgente detta “del Diavolo” di Palazzo Bernardini

Vedo che ti gratti la testa chiedendoti come un prestigioso architetto rinascimentale con un progetto così importante possa aver trascurato la simmetria dell’edificio.

Dopo tutto, tutti gli altri dettagli sono perfetti e anche l’intaglio sulla porta è molto complesso. E poi, le massicce grate di ferro sulle finestre attirano l’occhio verso l’errore invece di distrarlo.

Leggenda o realtà?

La risposta è alquanto metafisica e ci riporta ad un’altra Lucca, quella della città delle leggende.

Sembra che Nicolao Civitali fosse ben consapevole di questa imperfezione e facesse tutto il possibile per correggerla, ordinando ai suoi operai di sostituire più e più volte la pietra curva, ma anche i suoi abili muratori non riuscivano a risolvere il problema: non appena la pietra veniva rimpiazzata, la nuova si deformava di nuovo.

Qual è dunque la storia dello stipite di pietra curvo tenuto in posizione da un supporto di ferro piuttosto banale?

Sembra che nel punto esatto del bordo della finestra ci fosse un’immagine miracolosa della Madonna.

I lucchesi credono che il diavolo avesse persuaso i Bernardini a distruggere la statua per far posto al palazzo. Civitali, quando tutti i tentativi fallirono, accettò la sconfitta e la pietra rimase curva com’era, sostenuta da un supporto, e come monito a non trafficare con il diavolo.

I locali ancora la chiamano “Pietra di Bernadini” o “Pietra del diavolo”.

C’è sicuramente un messaggio qui!

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Celia Prosecchino
Mi chiamo Celia. Sono nata a Londra, ma ora faccio parte di una famiglia anglo-italiana e sono orgogliosa di essere cittadina italiana. Viviamo tra Lucca e Bagni di Lucca nella Toscana nord-occidentale, una parte del mondo molto bella con una cucina meravigliosa. Da quando vivo in Italia, ho lavorato come insegnante, traduttrice, e scrittrice ma soprattutto nel turismo anche se occasionalmente mi sono immersa nel mondo dei libri e dell'arte.
Celia Prosecchino

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