Quando pensiamo al Carnevale, ci vengono subito in mente allegria, coriandoli e maschere, una festa per grandi e piccini. Viene festeggiato in tutto il mondo, ed è un un momento in cui la gioia, la spensieratezza e la finzione diventano protagonisti. Siamo fortunati ad abitare in Toscana, dove uno dei più famosi e spettacolari Carnevali prende luogo ogni anno, nello splendido scenario della Passeggiata Viareggina, ma ci sono molti altri famosi in tutto il mondo, come quello di Venezia e Rio, per citarne alcuni tra i più conosciuti.
Eppure, vi siete mai chiesti quale sia l’origine di questa festa?

Foto storica del Carnevale di Viareggio

Il termine Carnevale deriva dal latino carnem levare, che si riferisce alla Quaresima, cioè 40 giorni, periodo di penitenza, astinenza e digiuno, in cui non è concesso mangiare carne, per depurare il corpo e l’anima prima di Pasqua; dura dal Mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo e rammenta i quaranta giorni che Gesù trascorse nel deserto. Il Martedì Grasso è quindi chiamato tale, perchè ultimo giorno prima del periodo di penitenza e quindi occasione per riempirsi la pancia e gozzovigliare in allegria! Ed ecco da dove derivano i dolci tipici del carnevale; In Toscana abbiamo i buonissimi Cenci e le frittelle di riso, ma sono una cosa comune in tutta Italia.

Lotta tra carnevale e quaresima di Pieter Bruegel

E’ una celebrazione tipica dei paesi Cattolici. Tuttavia, come la maggior parte delle feste liturgiche, la sua origine è ben più antica. Nell’Antico Egitto, si celebrava una festa in onore della Dea Iside (Dea della maternità, fertilità e della magia), dove le persone si mascheravano per l’occasione. Nell’Antica Grecia, si tenevano le celebrazioni per Dioniso (Dio della liberazione dei sensi, del vino e dell’ebbrezza). Mentre nell’Antica Roma, si celebrava un ciclo di festività (che originariamente avveniva il 17 Dicembre, ma poi ebbero una durata di una settimana) chiamate Saturnali, in onore del Dio Saturno (un Dio molto antico legato all’età dell’oro, padre di Giove, a cui si attribuiscono la trasgressione dell’ordine, ma anche della rigenerazione, protettore dei campi e sementi). Durante questi festeggiamenti, i ruoli degli schiavi e dei padroni si invertivano, “ intermezzi carnascialeschi, saturnali, rovesciamento dell’ordine normale..” (Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, p. 411, 412-3). Un periodo di sfogo, in cui tutto era lecito e si creavano diverse situazioni comiche, dalla quale deriva la pratica dello scherzo e della sfrenatezza.
La prima testimonianza di utilizzo del Carnevale in chiave Cristiana, risale al XIII secolo, nella zona di Firenze e Roma. Che poi, man mano si estese in tutto il mondo Cristiano.

Ma chi ha inventato i Carri Mascherati?
Probabilmente, il Signore di Firenze, Lorenzo Il Magnifico, che in occasione del Carnevale del 1490, fece sfilare per le strade della città, carri allegorici e maschere de’ il Trionfo di Bacco, con a suo seguito Arianna, i satiri e le ninfe, il tutto accompagnato da musica e canti. Il Signore stesso compose per l’occasione il più famoso dei canti Carnevaleschi, chiamati all’epoca Canti Carnascialeschi: “Quant’è bella giovinezza, / che si fugge tuttavia! / chi vuol esser lieto, sia: /di doman non c’è certezza”. Ma il Carnevale più famoso fu del 1513, descritta dal Vasari nella ‘Vita del Pontormo’ 1568, con ben 10 carri e una compagnia di attori, che ricordavano le Saturnali; ne rimangono testimonianza alcune tele di Andrea del Sarto e del Pontormo, che servivano a decorare le vie della sfilata.

Il trionfo di Bacco e Arianna d Annibale Carracci

A Viareggio invece, la prima sfilata avvenne nel 1873, che da allora ad oggi ebbe solo due interruzioni durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale. I carri, originariamente erano costruiti con il legno per poi arrivare, nel 1925, ad applicare la tecnica della carta a calco, o anche chiamata cartapesta, quando un certo Antonio D’Arliano e alcuni costruttori decisero di usarlo per la prima volta in questo scenario.

Adesso che avete imparato un pochino sulle sue origini, vi auguro di poter assaporare al massimo l’allegria e lo spirito del Carnevale!

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Maria Lucrezia Felice
Sono una guida turistica abilitata a Lucca e Pisa, ma che rimanga tra noi, preferisco Lucca, non solo perchè è la mia città, ma si è guadagnata un posto speciale nel mio cuore. Laureata in Storia dell'arte e appassionata di Lucca e del buon cibo!
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