Lucca è rinomata come “la città delle 100 chiese”. In realtà, durante il periodo medievale, all’interno di quello che oggi chiameremmo lo skyline della città svettavano moltissimi campanili, ma anche altrettante torri. Infatti, le più facoltose famiglie lucchesi erano solite costruire delle torri a fianco dei palazzi dove avevano la propria residenza. Più la torre era alta e più la famiglia che la possedeva era importante. Successivamente, alla guida di Lucca arrivò la famiglia Guinigi, che costituì una vera e propria signoria sul modello di quanto stava accadendo in altre città italiane. Il nuovo signore, per esaltare il suo dominio e far valere la sua forza, fece abbattere tutte le torri, ad eccezione, ovviamente, di quella della propria famiglia e della cosiddetta Torre delle Ore. Quest’ultima, con la sua altezza di circa 50 metri era la più alta tra le 130 presenti in città, ma era considerata un bene pubblico e quindi il Guinigi, con la sua personale torre alberata, non doveva temerne la concorrenza.

In realtà, la torre era nata proprio come tutte le altre: si trattava di un bene di proprietà di una famiglia di nobili lucchesi. Passò da varie mani, tra cui quelle di noti aristocratici, come i Quartigiani, i Cristofani e i Sesmondi. Nel 1390 il Consiglio Generale di Lucca decise di far realizzare al più importante orefice lucchese del tempo un orologio che fosse posizionato sufficientemente in alto per renderlo ben distinguibile da ogni punto della città. La scelta ricadde sulla torre collocata all’angolo di quelle che oggi sono via Fillungo e via dell’Arancio, sia per la sua altezza imponente, sia per la sua posizione, molto centrale. Ne fu acquisita la proprietà e inizialmente fu realizzato solo il meccanismo interno che faceva suonare le campane e quindi scandiva le ore da un punto di vista uditivo, ma non vi era niente di visibile all’esterno. Solo un centinaio di anni dopo fu realizzato il quadrante esterno, che segnava l’ora anche visivamente.

Meccanismo dell’orologio

Ciò che vediamo oggi è frutto di una ristrutturazione del diciottesimo secolo, nel corso della quale sono stati apposti anche i numeri romani e la lancetta sagomata sul quadrante dell’orologio, ma la struttura della torre è la medesima di allora: si caratterizza subito a colpo d’occhio per avere un corpo slanciato. In corrispondenza della sala dove si trova il meccanismo a carica manuale dell’orologio (uno degli esempi più interessanti ancora funzionanti in Europa) sono presenti due monofore. Il quadrante esterno dell’orologio è coperto da una gronda sporgente. La scala interna di 207 gradini è in legno. Nella cella campanaria si aprono quattro grandi finestroni ad arco, dai quali si gode una notevole vista sulla città. La campana più grande annuncia le ore e lo fa suonandole alla romana, da una a sei, mentre le due campane più piccole comandano i quarti.

Dulcis in fundo: alla Torre delle Ore è legata anche la leggenda di Lucida Mansi, la nobildonna lucchese che fece un patto col Diavolo pur di rimanere giovane e non perdere la propria bellezza. Allo scadere dei 30 anni stabiliti nel patto il Diavolo tornò a riscuotere il proprio credito: si sarebbe preso l’anima di Lucida allo scoccare della mezzanotte di quel giorno. Quest’ultima allora corse alla Torre che scandiva il passare delle ore, si affannò per i suoi duecento scalini allo scopo di arrivare al meccanismo e fermarlo prima che suonasse la mezzanotte, ma purtroppo per lei non ce la fece. Il suo corpo esanime precipitò nelle acque del piccolo laghetto dell’Orto Botanico, dove ancora oggi si dice che appaia durante le notti di luna piena.

Torre delle ore

Dopo aver letto queste righe diventa d’obbligo una visita alla Torre delle Ore, sia per i turisti che per i lucchesi che vogliono vedere da vicino questo gioiello dalla storia quasi millenaria. È possibile farlo nei mesi da marzo a ottobre, con orari diversi a seconda della stagione: dalle 9:30 alle 17:30 a marzo e a ottobre, dalle 9:30 alle 18:30 in aprile e maggio, dalle 9:30 alle 19:30 per tutto il periodo estivo (da giugno a settembre). Per la visita è necessario essere muniti di un biglietto dal costo di 4€, ma è possibile anche acquistarne uno cumulativo che consenta di visitare la Torre delle Ore, Torre Guinigi e l’Orto Botanico al prezzo di 9€. Sono previste delle tariffe agevolate per gli over 65, per i bambini da 6 a 14 anni, per gli studenti e per i gruppi sopra 10 persone accompagnati da una guida, mentre l’ingresso è completamente gratuito per i bambini sotto i 6 anni e per i disabili con l’accompagnatore.

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2 Comments

  1. Giulia

    quanto tempo si impiega per la visita della Torre?

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