Avete mai sentito il detto “mi gòsti più che ‘l fiume a’ llucchesi“ tradotto “mi costi come il fiume ai Lucchesi”?

Un modo di dire utilizzato per dare un valore enorme ad un qualcosa, in effetti il fiume Serchio per la sua conformazione ha sempre rappresentato una minaccia incombente per la città e i suoi territori.
Il Serchio lambiva con il suo corso la città e i danni alluvionali in termini umani ed economici erano incalcolabili tanto da spingere il vescovo San Frediano a spostare il corso del fiume.

La leggenda parla di un miracolo fatto dal vescovo San Frediano che con un rastrello solcava il nuovo letto del fiume ma in realtà Frediano metteva in pratica le sue grandi conoscenze di bonifiche idrauliche apprese nei tanti viaggi in oriente progettando un’opera fluviale vera e propria per la cui realizzazione ci sono voluti due millenni.

Nel V o VI secolo d.C. con un enorme sforzo per la popolazione e per le finanze della città inizia la modifica del corso fluviale con la costruzione di possenti argini e del nuovo canale di sbocco a Migliarino.
La modifica del territorio fluviale è stata talmente radicale e funzionale da fare pensare ad un miracolo la sua realizzazione.

Nei tempi attuali il fiume Serchio è per la città un punto di riferimento territoriale quando si parla delle zone dell’oltreserchio e area di incontro sociale per chi ama passeggiare e fare sport, molti sono i percorsi del corso fluviale con sentieri per svolgere attività fisica.

Due sentieri partono dal Ponte S. Pietro in direzione monti fino al ponte di Monte San Quirico per poi proseguire fino a ponte a Moriano e in direzione mare da Ponte San Pietro si arriva a Migliarino.
Gli argini del fiume sono ampi e percorribili.

Il Serchio nasce dal monte Romecchia a quota 1000 MT ed è lungo 110 Km la sua foce è nel mare Tirreno a Marina di Vecchiano Pisa, nell’area protetta del parco di Migliarino San Rossore una zona lacustre che arriva al Lago di Massaciuccoli dove è presente una importante oasi della LIPU.
Una curiosità sulla fauna Ittica del Serchio è la presenza di una specie di molluschi non autoctona che nelle sue acque cristalline e pulitissime ha trovato il suo habitat perfetto si tratta della Corbicula fluminea.

Concludo con una personale percezione del Serchio, ho vissuto il fiume fino da piccolissima abitando a pochi metri dall’argine, è stato per me fonte di gioco e esplorazione della natura e lo è ad oggi anche per mia figlia, ho provato la paura delle sue acque arrivate in casa senza preavviso, acque gelide e fangose ancora ne ricordo l’odore e il rumore, nonostante questo rimango incantata dalla sua bellezza e dai suoi colori che mutano con le stagioni e la luce nelle diverse ore della giornata, chiunque visiti Lucca non può esimersi da una passeggiata lungo le sue sponde.

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