«Accanto ogni grande uomo c’è una grande donna». Rievocando alcune tra le più mitiche donne di Lucca possiamo costatare la veridicità di questo aforismo attribuito a Virginia Wolf. Vi invitiamo a una passeggiata nella storia di alcune delle donne più forti che hanno segnato il loro tempo a Lucca.

La Marchesa Berta di Lotaringia, moglie di Aldaberto II.
Nel IX secolo, soprattutto al tempo dell’imperatore Ludovico III e dei duchi Adalberto I e Adalberto II, a Lucca avvenne la fusione progressiva della vecchia società longobarda con la nuova società franca. Adalberto II, detto “Il Ricco”, aveva in Lucca, una corte  che gareggiava in sfarzo e ricchezza con quella imperiale, tanto che lo stesso imperatore Ludovico III affermò che: “Ad Adalberto per essere re non manca che la corona”.
Berta era stata data per prima in matrimonio al conte lorenese Teobaldo che dopo gli sfortunati tentativi di Ugo, anch’egli figlio naturale di Lotario II e quindi fratello di Berta, per la conquista del regno del padre (880-85), aveva dovuto esulare presso il cugino Bosone di Provenza, divenendo conte di Arles. Da queste nozze nacquero quattro figli, destinati a svolgere ruoli importanti nella tormentata storia italiana di quegli anni: Ugo  (nato forse nell’881), che fu re d’Italia, Bosone, che fu marchese di Toscana, Ermengarda, che divenne marchesa di Ivrea, avendo sposato  Adalberto, e Teutberga che andò sposa a Guarniero di Chalons.
Dopo la morte di Teobaldo, Adalberto II sposò Berta di Lotaringia e contessa di Arles,  figlia naturale del re Lotario II e pronipote di Carlo Magno, imparentandosi così direttamente con la famiglia imperiale.
La residenza urbana dei marchesi di Toscana – Adalberto II e Berta – era situata nella zona fra l’attuale piazzale Verdi e Porta S. Donato ed era circondata da un immenso parco che si estendeva fino a Ponte S. Pietro. I Marchesi possedevano anche due splendide residenze in campagna: una a Marlia dove sorge oggi la Villa Reale e l’altra a Vivinaia nei pressi dell’attuale Montecarlo.

Di Berta di Lotaringia rimane una lapide dimenticata nel Duomo di San Martino a Lucca accanto a quella di Adalberto II. La lapide a destra della prima porta di San Martino (porta San Regolo) in contro facciata, recita:
«Questa tomba protegge il corpo sepolto della Contessa Berta, inclita progenie, benigna e pia, moglie di Adalberto duca d’Italia, fu anch’essa di stirpe regale e ne fu tutto l’ornamento. Nata nobile dall’eccelsa stirpe dei re Franchi, ebbe per avo proprio il re Carlo pio. Bella d’aspetto, più bella per il bene compiuto, la figlia di Lotario fu ancor più splendida per i meriti….//… Da molte regioni venivano molti conti a cercare la sua saggia e dolce conversazione. Fu sempre per gli infelici esuli la madre più cara e sempre aiutò col sussidio i pellegrini. Questa donna risplendente come sapiente e robusta colonna, virtù, gloria, luce di tutta la patria. …//… La sua morte rattrista molti per il dolore, le genti dell’Oriente e dell’Occidente sono in lutto, ora geme l’Europa, ora piange tutta la Francia, la Corsica, la Sardegna, la Grecia e l’Italia…//… Morì nell’anno 925 dall’incarnazione del Signore, nell’indizione XIII»

Berta era in realtà una figura estremamente attiva, autonoma, intraprendente, insomma una donna molto poco ‘medievale’. Berta non aveva paura di mettersi allo stesso livello dei massimi esponenti politici del suo tempo e non aveva alcun timore verso l’autorità costituita. Le sue ambizioni; l’influenza che ebbe sulla città di Lucca e dunque su Roma, Aquisgrana, Bisanzio, Bagdad, Cordoba; il potere che esercitò sull’elezione dei papi, ne fanno una donna unica.

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Capitato a Barga dopo una vita piena passata fra Marsiglia e Parigi, ho masticato libri, monumenti e opere d’arte con passione e piacere. Punto di arrivo e di partenza, per me il lavoro di guida turistica mi permette di mettere insieme le cose che mi fanno stare bene. Mi relaziono con gente da qualsiasi parte della pianeta, a patto che parlino francese o italiano. Collego la storia, l’archeologia o l’arte col territorio, senza dimenticare l’enogastronomia e la cultura italiana.
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