Nel viaggio di Justinlucca.it, che esplora la caratteristica e variegata “parlata” lucchese, ci si accorge di come molti detti vernacolari vadano a citare la storica rivale pisana da sempre gran motivo di “ispirazione”.

Il gergo comune recita su tale (impronunciabile per Lucca) argomento l’affermazione:

“Monta qui che vedi Pisa!”

a significare

“Non è vero, non ci credo!”

tanto è impossibile vedere l’”odiata” città sia per ragioni campanilistiche che logistico-pratiche.

Da bambini era un dispetto che ci facevano i grandi il prenderci per la testa stiracchiandola verso l’alto dicendo:

“Ti faccio vede’ Pisa!”

Sull’improbabile eventualità di un dialogo tra le due, seppure soltanto visivo, si era espresso lo stesso Dante Alighieri nel Canto XXXIII dell’Inferno narrando della triste fine del Conte Ugolino:

Questi pareva a me maestro e donno,
cacciando il lupo e ‘ lupicini al monte
per che i Pisan veder Lucca non ponno.

Al sommo poeta è stato tra l’altro intitolato un passo che collega i due versanti del monte Pisano tra Santa Maria del Giudice e San Giuliano Terme uno dei varchi che, prima del “foro” (tunnel), collegava le due terre.

Se tale connessione non si ottiene nella direttiva in linea d’aria tra le due città, alcuni paesi di zone più limitrofe, come ad esempio l’oltreserchio, possono invece vantare una discreta vista sui nemici della Torre pendente (simbolo di Pisa iscritto tra le sette meraviglie mondiali).

È proprio dai castelli situati nel punto sud della gola del Serchio che si concretizzava un’osservazione strategicamente privilegiata sui territori tra Lucca e Pisa.

In riva destra dal Castel Passerino di Cerasomma (ora solo rovine) si potevano avvistare i pisani che si “affacciavano” dalle potenti roccaforti (rocca e torri) di Ripafratta.

In riva sinistra il Castello di Nozzano permetteva di vedere Ripafratta arrivando, con il suo lunghissimo occhio fino al cuore degli storici nemici trasmettendo poi le informazioni al centro di comando lucchese.

Altri punti di osservazione erano il Castello di Cotone (ruderi), la fortificazione della Muraccia (solo pietre) e la Torre dell’Aquila.
Quest’ultima, è ora segata, ovvero divisa, da quando i pisani, non volendola più a metà con i lucchesi, pensarono bene a tagliarne verticalmente la loro metà…

“A mezzo nemmen lo spiaggion del fiume!”.

“In comune con i pisani non vogliamo neanche la riva del Serchio”

Tale cinta fortificata ausiliaria si trova a monte della stazione di Nozzano e del paese di Castiglioncello, al confine con Filettole (Vecchiano).
È dalla stradina che percorre il Borgo del Castello, che si vede di Pisa la Torre di Cittadella, il Battistero, il Duomo e il Camposanto.
In parte, la vegetazione copre comunque la zona.

di Giuseppe Pardi
Rieditato da Il Lustro

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