San Nicola

Il giorno 6 dicembre, nel Mondo Cristiano, viene festeggiato San Nicola di Bari. La sua curiosità, divenuta così famosa da aver dato origine al mito di Babbo Natale, è tra le più apprezzate della città di Bari dove sono conservate le sue reliquie.

Il Santo nacque tra il 260 e il 280 d.C. a Patara, in Turchia. I suoi genitori morirono di peste e lui prese in eredità il loro patrimonio, che utilizzò per fornire aiuti ai poveri. La leggenda afferma che compì questa opera allo scopo di consentire loro una vita meno stentata.

Trasferitosi a Myra, in Asia Minore, venne ordinato sacerdote e poi vescovo. Morì il 6 dicembre del 343.

Un episodio caratteristico della sua vita è stato quello durante il quale si imbatté in una famiglia nobile caduta in disgrazia. Il padre decise di avviare le figlie alla prostituzione per provare a sopravvivere. Venuto a conoscenza della storia, Nicola lasciò scivolare dalla finestra dell’abitazione tre palle d’oro grazie alle quali il capo famiglia poté far sposare le figlie serenamente.

Nei primi decenni del XIX Secolo, San Nicolaus (Santa Claus), in una poesia scritta da Clement Clarke Moore, divenne il noto Babbo Natale. Nel ‘900 si ricorda con una famosa pubblicità della Coca Cola, che nel 1931, dall’illustratore Haddon Sundblom, fu messa insieme anche con lo “Spirito del Natale presente” descritto da Charles Dickens nel “Canto di Natale”.

Gli Olandesi portarono il culto del Santo a New York, per cui divenne anche il Santa Claus dei Paesi anglosassoni e il Nikolaus della Germania. Quello che ha in comune con i popoli che lo hanno fatto proprio è la figura di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie.

A Lucca, le Storie di San Nicola sono rappresentate, dallo scultore Biduino (operante in Toscana nell’ultimo quarto del XII Secolo), in bassorilievi degli architravi della Chiesa di San Salvatore. Innanzitutto dobbiamo ricordare la scena in cui il Santo neonato sta miracolosamente ritto nella vasca verso la quale accorrono le nutrici che lo avevano lasciato colpevolmente solo. Si tratta di una metafora della Chiesa che riesce a reggersi da sola anche quando chi dovrebbe curarsene è latitante ed ha anche un valore specifico della Chiesa di San Salvatore contesa fra i Canonici di S. Frediano e S. Michele. Il bagno del neonato allude anche al battesimo e si hanno, inoltre, un riferimento alla lotta anti-musulmana e tematiche legate al pellegrinaggio in Terrasanta. Infatti, a sinistra, troviamo una chiesa infestata dai Musulmani e dalle bestie feroci (Myra, Anatolia) e a destra un’altra officiata da un chierico (Bari, San Nicola).

Sulla porta laterale di facciata della chiesa, ci preme ricordare il bassorilievo del Miracolo di San Nicola. La scena è maggiormente affollata, ma più facilmente leggibile. Il santo salva il piccolo Adeodato, suo devoto, che era stato rapito dai Pirati Agareni, mentre è costretto a servire alla tavola del cattivo re musulmano. Nicola, che si riconosce facilmente perché indossa l’aureola, prende il giovane per i capelli, lo restituisce ai genitori e alla fine serve alla mensa del Buon Padre. Le due scene sono separate fra loro da colonnette.

La metafora sta nella servitù della carne e del peccato, contrapposta al privilegio di servire nel sacrificio eucaristico.

Lo stesso motivo è stato riprodotto sull’architrave della Collegiata di San Cristoforo a Barga, opera di una bottega locale a conoscenza delle novità di Biduino.

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Anna Romani

Mi chiamo Anna Romani, ho 29 anni e vivo a Lucca. Sono laureata in Scienze del Turismo e, da due anni e mezzo, ho il Patentino di Guida Turistica.

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