Molto spesso nell’immaginario comune, l’epoca medievale veniva vista nel recente passato come un periodo di forte chiusura, di arretratezza scaturita dalle lotte politiche e religiose del suo tempo, che non avevano favorito alcuna crescita prima del più famoso e apprezzato periodo dell’Umanesimo o del Rinascimento.

Fortunatamente esempi come Lucca hanno potuto legittimare come questa visione fosse totalmente superficiale, anzi il Medioevo Italiano è stato il più grande motore economico della storia successiva al periodo romano, creando le basi di una ricchezza ed una fama grandiosa, coltivata e resa disponibile alle generazioni future per divampare pochi secoli dopo nei più famosi periodi di tempo come Umanesimo e Rinascimento.

I percorsi dei pellegrini e la devozione di molte persone aveva reso arterie di viaggio come la Via Francigena, e sfruttando il pellegrinaggio verso il Volto Santo in città, si venne a creare un perenne vortice di affari, opportunità e investimenti da parte delle città che ne godevano i suoi lati positivi nel benessere privato e comune.

La classe mercantile lucchese si era accorta in tempo come i propri affari sarebbero non solo ampliati, ma che si potevano esportare verso le grandi aree europee come la Francia;E precisamente nelle regioni meridionali francesi, in Europa Centrale e sopratutto da Venezia ed Genova partivano centinaia di merci preziose e manufatti prodotti dalla laboriosa industria lucchese, sfruttando le decine di mercanti sparsi per l’Europa che con i loro contatti stavano creando una catena economica di alto spessore, legata ad un materiale pregiato e ricercato da ogni dove:La Seta.

Giunta dal meridione italiano per via del contatto con la cultura araba e mediorientale sin dal decimo secolo, la seta per i mercanti lucchesi divenne un affare gigantesco, con tecniche di colorazione e lavorazione talmente uniche nel suo genere da far esplodere il mercato dei tessuti verso quel ricco materiale. Via del Fosso è un luogo dove ci troviamo circondati dalle decine di edifici, oggi abitazioni, ma che nel Medioevo in prima istanza erano botteghe, laboratori che sfruttando l’energia del corso d’acqua sottostante, proponevano una energia inesauribile, che velocizzava tutto il processo produttivo della seta lucchese.

Ma questa zona ai tempi si trovava fuori dalle mura, lontane dal vero centro degli affari, il cuore pulsante di tutta l’alta società lucchese medievale, colei la quale aveva esportato il nome e la fama di Lucca a vette mai più raggiunte.

Parliamo della Corte dei Mercanti e della loro rinomata sede di incontro e di scambi, ovvero la Piazza dei Mercanti;Oggi un delizioso luogo per un aperitivo durante il passaggio al Fillungo, racchiuso tra vetrine e la vecchia sede della Borsa, questo luogo nel periodo medievale della città deteneva un potere enorme, capace di superare le piccole diatribe cittadine e governative, raggiungere con la sua influenza centri come Venezia, Avignone, le isole britanniche e addirittura l’Europa del Nord. La Corte operava principalmente con l’ottima struttura locale della industria tessile, sia i piccoli laboratori di semplici i cittadini adatti e abili alla produzione e alla tessitura di ogni tessuto richiesto, sia alle grandi “fabbriche” detentrici di segreti e dotate di una velocità di produzione ammirata da ogni luogo.

Aveva persino prodotto un logo per tutti i prodotti che uscivano dalla città, e la contraffazione del marchio della corte era il nemico principale da affrontare, più della concorrenza esterna.

Non deve stupire come Lucca e l’arte della seta fossero connesse assieme nelle grandi discussioni commerciali medioevali, basta ricercare tramite i moderni sistemi di ricerca storica vesti, abiti e altro materiale di seta conservato in ogni parte del mondo, principalmente in Europa:Famiglie potenti lucchesi sfruttarono i grandiosi successi della vendita per elevare il proprio nome in città e al di fuori della stessa, investendo anche parte del loro profitto in nuove opportunità economiche come banche e le proprietà fondiarie.

Ma il successo di questa arte venne col tempo a scemare, la concorrenza, nuovi materiali pregiati e l’evoluzione del mercato tessile e del lusso nel corso dei secoli indebolì l’Arte della Seta fino a farla racchiudere dentro le mura di Lucca, e la Corte dei Mercanti ben presto spostò la sua preoccupazione e le risorse verso il settore bancario e dei prestiti, mettendo in disparte quel business che aveva condotto il nome di Lucca nelle corti dei potenti, e nella bocca di decine di culture, da Occidente ad Oriente del mondo conosciuto.

Come detto, Piazza dei Mercanti si è trovata a cessare la sua attività di fulcro dell’economia lucchese sin dal Seicento, fino alla definitiva chiusura durante il periodo di governo Napoleonico prima, e poi nel breve regno di Elisa Baciocchi. Oggi è divenuto, assieme alla ben più rinomata Piazza del Anfiteatro, un luogo per la movida e lo shopping, ancora luogo magnetico di attrazione per turisti, cittadini, forestieri e anche forse dei moderni pellegrini, segno che possono cambiare mode, costumi, materie e poteri, ma non svanirà quell’energia che emanano molti luoghi nella città di Lucca, anche nella Corte dei Mercanti, per un tempo il centro del mondo della Seta e degli affari.

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Gianluca Rossi

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