Villa Paolina a Viareggio

Come amare la storia? Come toccarla con mano? È definita da molti una materia noiosa, con troppe date e fatti da ricordare. Se però viene proposta attraverso oggetti unici, realmente utilizzati nel passato, può diventare interessante da ascoltare e apprendere.

Ecco un’opportunità per chi volesse conoscere la famiglia Bonaparte, da Paolina a Carolina, passando da Elisa e arrivano a Napoleone attraverso la mostra dei loro cimeli personali, nella magnifica villa di Viareggio, (situata in via Machiavelli, n. 2), che Paolina Bonaparte Borghese fece costruire nel lontano 1822 dall’architetto Giovanni Lazzarini. La villa era chiamata allora “il rifugio di Venere”.

A 250 anni dalla nascita del grande stratega militare, nonché eccellente uomo politico, colui che ha portato gli ideali della Rivoluzione Francese oltre i confini nazionali, la mostra a Villa Paolina celebra i momenti salienti della vita di Napoleone Bonaparte dall’ascesa al declino.

I cimeli esposti , tutti appartenenti all’antiquaria Renata Frediani, sono rari: ad esempio il bicchiere in cristallo da viaggio di Napoleone insieme alla sua custodia in cuoio, la zuccheriera in porcellana dipinta con l’emblema dell’imperatore, l’aquila e la lettera “N”, la sedia dell’amato zio Joseph Fesh, busti in marmo e bronzo dell’imperatore e tanti ritratti e stampe della famiglia Bonaparte.

Le sale della Villa di Paolina sono state restaurate e riportate all’antico splendore dal comune di Viareggio. Esse offrono la possibilità di fare un salto temporale, immaginando di vivere i fasti dell’epoca di Bonaparte anche attraverso la preziosa mobilia in stile impero di manifattura francese e italiana.

Carlo Maria Buonaparte era un avvocato di origine toscana; insieme alla moglie Letizia Ramolino aveva avuto 12 figli di cui solo otto erano sopravvissuti. Il primogenito era Giuseppe, poi Napoleone ( chiamato affettuosamente Nabulio), Luciano, Elisa, Luigi, Paolina, Carolina e Girolamo.

Elisa (cui vero nome era Maria Anna) fu principessa di Piombino e Lucca, contessa di Compignano, duchessa di Massa e principessa di Carrara, granduchessa di Toscana. Di carattere duro e deciso, assomigliava incredibilmente al fratello nei tratti somatici e nel modo di governare.

Maria Annunziata Carolina era la più piccola, molto più dolce e remissiva delle altre sorelle, anche se fu in grado di governare il regno di Napoli al posto del marito Gioacchino Murat (generale e successivamente re di Napoli) in diverse occasioni; a lei furono affidati diversi compiti di diplomazia familiare; tra gli altri, quello di accogliere la seconda moglie di Napoleone Maria Luisa D’Austria, prima delle fastose nozze del 1810.

Paolina era la più bella ed elegante delle tre sorelle che conosciamo con i nomi di Elisa e Carolina; aveva sposato il generale Victor Emanuel Leclerc. Successivamente alla sua morte, era diventata moglie del principe Camillo Borghese di Roma, unione che le aveva concesso il titolo di principessa. Era conosciuta per il suo amore per gioielli, che spesso sfoggiava con i suoi fastosi abiti durante le numerose serate di gala a Parigi. Si dice che fosse in costante competizione con l’odiata cognata: Josephine de la Pragerie de Beauharnis. Resa immortale dalla famosa statua del Canova, seguì il fratello nell’esilio all’isola d’Elba e lo avrebbe seguito anche sull’isola di St. Elena se le fosse stato concesso. Malata e depressa per morte dell’amato fratello, aveva chiesto di trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella meravigliosa villa di Viareggio, vicino al mare, dopo essersi riappacificata con il marito. All’interno della villa è possibile immaginare la bella Paolina circondata dal jet set dell’epoca, ancora bella e seducente come la statua di venere Vincitrice. Uno degli ultimi amori fu il celebre compositore Giovanni Pacini che visitò più volte la principessa nelle sua dimora viareggina.

Per saperne di più e partecipare alla visita guidata di domenica basta contattarmi!

Elena Benvenuti: [email protected]

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