Ascensione di Cristo

L’Ascensione è l’ultimo episodio della presenza di Gesù sulla Terra secondo i racconti dell’evangelista Luca nel Vangelo e negli Atti degli Apostoli. Si narra della definitiva salita di Cristo al cielo, da cui ritornerà solo alla fine dei tempi. La storia pone fine alle apparizioni di Gesù dopo la sua Risurrezione; inoltre proclama l’Esaltazione di Cristo risorto, cioè la sua incoronazione alla destra del Padre, che tuttavia ebbe luogo subito dopo la morte.

L’Ascensione vuole sottolineare anche che la risurrezione della carne non è un fenomeno temporaneo: quindi illustra il destino di tutti i salvati. Il suo racconto, per i cristiani “non è pura invenzione, ma nemmeno una scena dal vero”.

La festività che commemora l’Ascensione è celebrata dalla Chiesa Cattolica, nell’Oriente cristiano e in diverse confessioni protestanti. Insieme a Pasqua e Pentecoste è una delle solennità più importanti. Essa è collocata liturgicamente il giovedì dopo la quinta domenica successiva alla Pasqua, lasciando così un intervallo di quaranta giorni fra le due feste, in accordo con l’indicazione temporale del Libro degli Atti.

Per la Chiesa Cattolica e le Chiese Protestanti, la solennità dell’Ascensione si colloca quaranta giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale. A seconda della data della Pasqua, la solennità dell’Ascensione può cadere tra il 30 aprile e il 3 giugno. Ad esempio, questo anno, in Italia è celebrata il 29 maggio. Tra i paesi in cui tale giorno è considerato festività nazionale ci sono: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Indonesia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e Svizzera.

Nella città di Lucca, tra le opere artistiche raffiguranti l’Ascensione di Cristo (Cristo in mandorla sorretto da due angeli), ricordiamo il bassorilievo del portale centrale della Cattedrale di San Martino, scolpito da Guido Bigarelli, e l’elegante mosaico sulla facciata della Chiesa di San Frediano (unica chiesa, nella città, recante il mosaico in facciata). Questo ultimo è datato alla fine del 1200 ed è stato realizzato in parte da artisti di formazione bizantina e parzialmente da ambienti vicini alla bottega locale dei Berlinghieri.

Per quanto riguarda, invece, la lunetta del portale centrale della Cattedrale, la tensione drammatica dell’opera è notevolissima: il Cristo morto, rappresentato secondo l’iconografia del Christus Patiens, si abbatte su Giuseppe d’Arimatea suscitando forte coinvolgimento nello spettatore, come affermavano i dettami imposti dagli ordini mendicanti. I volti sono estremamente espressivi e attraverso la plasticità degli abiti si percepiscono i volumi dei corpi disposti nello spazio in modo razionale ma alterato, con le figure quasi ammassate l’una all’altra, senza lasciare spazi vuoti, creando un’atmosfera quasi soffocante. Si tratta del cosiddetto Horror Vacui, ovvero la paura dell’artista di fronte al vuoto della superficie, concezione che influenzò l’arte della seconda metà del Duecento e in particolare modo Nicola Pisano e il figlio Giovanni.

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Anna Romani

Mi chiamo Anna Romani, ho 29 anni e vivo a Lucca. Sono laureata in Scienze del Turismo e, da due anni e mezzo, ho il Patentino di Guida Turistica.

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