Spendere i soldi! Se poi il lucchese crede che siano i suoi, ancora peggio. Articolo finito, buonanotte a tutti, non c’è altro da aggiungere.

Ve l’avevo scritto nel titolo, no, che la guida era breve?

Ma non scadiamo nella semplice e banale volgarità di dire che il lucchese ha il braccino corto: MENZONGNA! FAKE NEWS! Il Lucchese il braccino non ce l’ha corto, ce l’ha proprio dietro la schiena. Dunque vedersi spostare 200.000 ducati da Lucca a Venezia in un nano secondo al lucchese medio non deve aver fatto proprio una bella impressione.

Oh Paolino Guinigi ma che mi combini? Ma sono cose da fare?

Per chi non lo sapesse, il Guinigi a Lucca non è proprio la persona più amata del mondo, pensate che non esiste un vero ritratto del Signore di Lucca, perché tutto ciò che lo riguardava fu distrutto, a meno che non si potesse vendere. No, ma il lucchese non è attaccato ai soldi… neanche un pochino! Esiste un solo ritratto del Signore che ha governato Lucca dal 1400 al 1430 ed è del XVI secolo: è brutto che non si può guardare, tutto appuntito, sguardo cattivo, imbronciato… gli manca solo il naso da strega e poi siamo a posto. Ovviamente questo ritratto è frutto di un pregiudizio nei confronti di questo uomo totalmente frainteso.

Va be… vediamo la storia. La famiglia Guinigi è una delle famiglie più antiche della nostra città, si trova su suolo lucchese a partire almeno dal IX secolo, nel XIII secolo è annoverata già tra le compagnie mercantili e bancarie migliori della zona, con le mani nell’alta finanza e nei traffici internazionali.

Sotto Paolo Lucca vive un periodo relativamente tranquillo, intervallato sul finire da due attacchi fiorentini, uno dei quali sedato dal figlio Ladislao che combatte per Francesco Sforza.

E il fatto che Milano metta il naso negli affari di Lucca contro Firenze, alleata in quel tempo con Venezia, fa venire i sudorini freddi al nostro Guinigi. Ha paura delle ritorsioni di Venezia e dunque per tranquillizzarla decide di spostare senza batter ciglio 200.000 ducati nella banche della Serenissima.

Venezia sgrana gli occhi davanti a cotanta ricchezza e senza aver mai visto il Guinigi in volto lo dichiara cittadino onorario.

I lucchesi vengono a sapere di questo movimento di soldi poco trasparente (per loro) e qualcuno mette in giro la voce che Paolo Guinigi si stia preparando a vendere Lucca ai Fiorentini, usando come intermediario Venezia.

Che smacco, che affronto, non rimane che fare un colpo di stato e imprigionare il Signore di Lucca, tanto un brav’uomo, ma talmente moscio in politica estera da non aver mai fatto capire con chi stesse e cosa volesse dalla vita, a parte forse un amaro lucano.

Fu confiscata anche la Villa Guinigi e messo all’asta tutto quello che era all’interno per recuperare i soldi, che secondo i lucchesi erano stati rubati alla città.

Paolo Guinigi volevi far arrabbiare i lucchesi? Lo hai fatto nel modo giusto!

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Giada Paolini

Guida turistica pisana in terra straniera. Laureata in lingue, letterature e studi interculturali. Appassionata di gossip storico non convenzionale.
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