Appare quasi all’improvviso a chi percorre la strada SR445 che da Lucca va verso Barga. Il castello di Ghivizzano sorge su una bassa collina, circondato dal paese moderno che si è sviluppato a valle, lungo il corso del fiume Serchio. Si tratta di un piccolo borgo di circa 2000 abitanti, ma in grado di regalare inaspettate sorprese a chi deciderà di fare una sosta per visitarlo. Arrivare alla parte storica di Ghivizzano è molto semplice. Basta seguire una breve e tortuosa strada ben percorribile in auto, per raggiungere la piazza principale del paese alto, dove è possibile parcheggiare la macchina per iniziare la visita del vecchio castello.

Una volta sul posto si vede, alla propria destra, in una posizione leggermente sopraelevata, l’imponente torre quadrata che protegge il piccolo borgo. Dall’altra parte, di faccia alla torre, si può invece ammirare lo stupendo campanile della chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, che svetta quasi a voler richiamare i fedeli alla preghiera. Non ci resta che avventurarci alla scoperta di Ghivizzano, ma prima leggiamo qualcosa in più riguardo alla sua storia.

Chiesa SS. Pietro e Paolo

Storia del castello di Ghivizzano

La storia del castello di Ghivizzano si perde nel tempo, quando ancora non c’erano documenti scritti che potessero attestare le vicende delle popolazioni autoctone. Fra gli abitanti certi della zona, antecedenti all’avvento dei Romani, ci furono le popolazioni dei Liguri-Apuani e proprio a loro si deve la fondazione dei primi nuclei abitativi.

Nel II Sec a.C. i Romani occuparono l’area, scontrandosi aspramente con questi popoli. I Romani erano molto interessati alla regione, che permetteva un perfetto controllo sul territorio circostante. Costruirono così numerose fortezze in punti strategici, fra cui Ghivizzano. Il nome del paese deriva infatti dalla prima denominazione che gli venne attribuita dai Romani. L’insediamento fu chiamato Clavis, ovvero “chiave” proprio per la sua importanza strategica. Da qui si è poi evoluto in Clavidianum, Glavezzano e quindi Ghivizzano. L’importanza di Ghivizzano è data dal fatto che rappresentava un perfetto punto di osservazione sulle strade di accesso alla valle. Allo stesso tempo risultava protetto, alle sue spalle, dagli Appennini: era una roccaforte inespugnabile.

Questo fatto, se da una lato ha permesso lo sviluppo del paese e la sua conservazione fino ai giorni nostri, non rese di certo facile la vita al castello di Ghivizzano. Per secoli rimase conteso fra le signorie locali, subendo atti di saccheggio e assedio.

Ghivizzano e gli Antelminelli. Un legame che dura nei secoli

Il primo documento scritto in cui viene nominato il borgo di “Glavezzano” è datato 983, quando il Vescovo di Lucca concesse in affitto il castello di Ghivizzano, con tutto il feudo di Loppia a cui apparteneva, alla famiglia dei Ronaldinghi. Successivamente, in seguito ad alcune vicende di cui si hanno ricostruzioni lacunose, Ghivizzano finì sotto la giurisdizione degli Antelminelli. Ancora oggi questo casato è famoso per le migliorie che fece apportare alla struttura del paese. Per tradizione si fa erroneamente risalire la costruzione della torre che sovrasta Ghivizzano a Castruccio Castracani. Dalle ricerche archeologiche è emerso, però, come la costruzione della struttura originaria sia stata antecedente.

A Castruccio dobbiamo la struttura odierna del paese di Ghivizzano. Fu lui, infatti, che fece ristrutturare l’intero borgo, ai primi del 1300. Costruì le mura che cingono la fortezza, edificò un palazzo come residenza personale e una caserma che poteva ospitare circa 40 soldati, ristrutturando appunto la torre. La torre, di forma quadrata, è alta 25 metri ed era dotata in origine di otto merli. Oggi ne vediamo solo 4, in quanto quelli centrali di ogni lato sono andati distrutti. Il piano terra della torre non comunicava con quelli superiori, ed era adibito a magazzino bellico. Ai due piani superiori si accedeva solo attraverso una scala mobile posizionata all’occorrenza. Erano così suddivisi: al piano inferiore era predisposta una zona giorno e superiormente una per la notte. Agli Antelminelli si deve anche un primo ampliamento della pieve della rocca, costruita dai Ronaldinghi nel 994.

Il paese di Ghivizzano rimase legato alla famiglia Antelminelli fino alla fine del 1300. Nella pieve della rocca (oggi chiesa parrocchiale) sono sepolti i corpi della moglie e del figlio di Francesco Castracane, che soggiornò per qualche anno nel castello.

Vicolo di Ghivizzano

Il castello di Ghivizzano verso la decadenza

Il 1400 fu un secolo movimentato per il castello di Ghivizzano, che visse i primi anni in pace sotto la guida di Paolo Guinigi. Dopo la sua caduta, Ghivizzano fu conteso fra Lucchesi e Fiorentini. Questi ultimi, tra il 1429 e il 1430 saccheggiarono il castello per mano delle truppe di Niccolò Fortebracci. Dopo pochi anni, il borgo si trovò coinvolto negli scontri per il dominio della zona fra Firenze e Milano. Gli abitanti furono costretti, per evitare un nuovo saccheggio, ad ospitare per tre anni Francesco Sforza, con le sue truppe, all’interno del castello.

Successivamente all’avvento delle armi da fuoco, a partire dal 1500, il castello di Ghivizzano perse progressivamente la sua importanza e le truppe furono richiamate a Lucca, ormai signora della zona. Il paese iniziò a svilupparsi anche al di fuori delle mura, scendendo fino a occupare la valle.

Nel 1777 iniziarono i lavori di ampliamento della pieve della rocca. L’allora chiesa parrocchiale, dedicata a S. Antonio Abate, non era più abbastanza grande per contenere tutti i fedeli del paese in espansione. Essendo stretta fra le case, non era possibile ingrandirla. Vennero programmati i lavori per la chiesa della rocca, che fu poi dedicata ai SS. Pietro e Paolo e divenne chiesa parrocchiale. La sua pianta originale fu quasi completamente modificata: restano comunque evidenti tracce ben visibili della precedente struttura romanica. Fu in seguito abbattuto un pezzo di mura per costruire la grande scalinata che porta al sagrato della chiesa.

Panorama di Ghivizzano

Cosa vedere a Ghivizzano?

Una volta oltrepassata la porta ad arco che custodisce l’ingresso del centro storico di Ghivizzano, sarà un po’ come tornare indietro nel tempo. Passeggiando fra le antiche stradine che si diramano seguendo l’antico disegno delle mura, si avrà la sensazione di veder apparire da un momento all’altro un soldato della guarnigione durante il suo giro di ronda, oppure un’illustre dama benvestita, accompagnata da una giovane ancella. La struttura originaria è infatti veramente ben conservata. I vicoli sono curati, protetti ai lati dalle abitazioni, quasi tutte in pietra, ricavate nelle antiche mura della fortezza.

Seguendo la strada principale si giunge proprio sotto la torre. Ci sovrastano le alte mura dell’antica fortezza medievale. Recentemente è stato predisposto un ascensore esterno per permettere a tutti di poter salire sull’ampio piazzale antistante ai piani superiori della torre. Questa location viene scelta spesso per ospitare matrimoni o altri eventi, proprio per la sua suggestiva bellezza.

Castello di Ghivizzano

L’altro accesso alla torre avviene attraverso la lunga scalinata che si trova poco più avanti, proseguendo il cammino. La scalinata porta anche all’ingresso della chiesa dedicata ai SS. Pietro e Paolo, che si erge maestosa a dominare la valle. Continuando la passeggiata, si arriva davanti alla vecchia chiesa parrocchiale, quella di S. Antonio Abate. Al suo interno sono conservati due fonti battesimali. Il più antico è un fonte in marmo, a pozzo, che risale al 1445. L’altro, fissato nel muro, è anch’esso di marmo e reca la data del 1790.

A questo punto la strada discende seguendo il corso della collina e, dopo poche decine di metri, si giunge al punto più caratteristico di Ghivizzano. Si incontra quella che era la porta di accesso al castello di Ghivizzano e via Sossala. La porta è ancora visibile, sovrastata da una loggetta di colonnine in pietra serena. Sopra all’arco si vedono i resti di un antico dipinto, ormai sbiadito ma sicuramente a tema religioso, che decorava l’ingresso. Via Sossala è la parte meglio conservata della vecchia fortezza. Si tratta di un lungo camminamento che si sviluppa sotto agli edifici che facevano parte del palazzo (da cui il nome “Sub Sala“). Sul lato inferiore ammiriamo le vecchie aperture utilizzate dai soldati come feritoie. Oggi sono state trasformate in finestre che aprono un bel panorama sulla valle, ma il fascino di questo percorso è rimasto immutato.

Via Sossala

Eventi e Occasioni per visitare il Castello di Ghivizzano

Una bella passeggiata per ammirare Ghivizzano è sempre possibile. Normalmente, però, la torre e l’interno delle chiese non sono visitabili, in quanto chiuse per motivi di sicurezza. Le chiavi sono tenute da alcuni volontari che, con un minimo di preavviso, sono comunque disponibili ad accompagnare i turisti. È inoltre possibile contattare gli uffici comunali di Coreglia Antelminelli (di cui Ghivizzano fa parte) per prenotare una visita per scolaresche o gruppi di visitatori.

Ci sono però delle occasioni in cui il castello di Ghivizzano richiama migliaia di appassionati, mostrandosi in tutta la sua bellezza. Le feste e le manifestazioni più importanti sono:

  • Presepe Vivente di Ghivizzano: è uno dei più suggestivi presepi viventi di tutta la lucchesia. Le strade del castello tornano indietro nel tempo per una notte. Nelle cantine vengono allestiti negozi e attività dell’epoca, mentre per i vicoli del paese si incontrano caratteristici personaggi in costume;
  • Norcini a Castello: gli appassionati della nostra cultura gastronomica non possono perdere questo evento che si svolge ogni anno a Settembre. Oltre a poter degustare piatti tipici della tradizione, è possibile assistere a spettacoli e riproduzioni medievali. Chi lo desidera può partecipare a visite guidate del paese.
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