Il Duomo, intitolato a S.Martino, nelle forme attuali, è il risultato di interventi realizzati in più fasi successive, a partire dalla fine del XII fino al XVI secolo, e che hanno portato ad una struttura edilizia, nell’insieme, armoniosamente compatta, anche se assai diversificata e articolata nelle varie parti. Secondo la tradizione fu fondato da S.Frediano nel VI secolo, ma divenne cattedrale solamente nell’VIII. Alla metà del secolo XI venne completamente rifatto per opera di Anselmo da Baggio, già Papa Alessandro II, ma ancora Vescovo di Lucca, che lo consacrò solennemente nel 1070 alla presenza della Contessa Matilde. La facciata attuale fu iniziata sull’edificio di Anselmo negli ultimi decenni del secolo XII, in forme romaniche, e presenta un profondo portico al livello terreno e tre ordini di loggette che avrebbero dovuto concludersi con un frontone, mai realizzato. Il portico presenta poderosi pilastri compositi che sorreggono tre grandi arcate, di cui quella di destra più piccola, per la presenza delle preesistenti strutture di base della torre campanaria. Nel pilastro destro, aderente al campanile, venne inciso un labirinto con un’iscrizione latina:

HIQ QUEM / CRETICUS / EDIT DEDA- / LUS EST / LABERINT / HUS DEQ(U)- / O NULLU- /S VADER- / E QUIVIT / QUI FUIT / INTUS / NI THESE – / US GRAT- / IS ADRIAN- / E STAMI-/ NE IUTUS

Così traducibile:

Questo è il labirinto costruito da Dedalo cretese del quale nessuno che vi entrò vi poté uscire eccetto Teseo aiutato dal filo di Arianna.

Questa stranissima figura, presente anche in altre zone d’Italia e del mondo, rappresenta un simbolo davvero misterioso ed enigmatico. La presenza del labirinto, una raffigurazione altamente simbolica, rimanda alla collocazione strategica di Lucca sulla Via Francigena, frequentata dai pellegrini e secondo la tradizione popolare la sua soluzione era affidata ai pellegrini penitenti. Porta in sé sicuramente un messaggio allegorico, ricordando che la strada della vita è un labirinto che rappresenta il buio del peccato dal quale si può uscire soltanto con l’aiuto del filo di Arianna. Questo filo sono le coincidenze che ci appaiono di fronte a noi tutti i giorni, quei segni che ci invitano ad essere seguiti. Purtroppo la maggior parte delle volte gli uomini decidono di prendere altre strade, restando intrappolati nel labirinto della propria triste esistenza. E per gli uomini di quel tempo il filo di Arianna era rappresentato dalla fede, unico mezzo di liberazione. Guardandolo oggi, viene da chiedersi: con quale filo gli uomini di oggi cercano di uscire dal labirinto della loro vita?

The following two tabs change content below.
Carla Ciervo

Carla Ciervo

Carla Ciervo

Ultimi post di Carla Ciervo (vedi tutti)

Ti è piaciuto questo contenuto? Condividilo con tutti!

Commenta l'articolo

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Puoi utilizzare i tag HTML e gli attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>