Chi ha avuto la possibilità di nascere a Lucca e vi ha trascorso l’infanzia ha spesso sentito parlare di favole e leggende animate da personaggi fantastici, raccontate nelle giornate uggiose quando le ore non passavano mai, o la sera prima di andare a dormire, o addirittura quando si era malati.

Ma quei personaggi di cui i nonni tanto parlavano, diventavano presenze importanti ed intervenivano nella vita quotidiana: “Non fare i capricci altrimenti viene il Linchetto!”, “Dormi oppure viene il Linchetto”, “ Non andare lì altrimenti ti porta via il Linchetto!”.

Tutti noi, grandi o piccoli, abbiamo cercato sempre di immaginarcelo su quali sembianze potesse mai avere. I nostri nonni e bisnonni ci hanno sempre raccontato che il Linchetto altro non è che uno spirito non cattivo, ma dispettoso, che va di notte nelle case e mette in disordine le stanze, facendo qualche scherzetto. Nasconde gli oggetti in posti impensati, bussa alle porte, entra nelle camere da letto e tocca i piedi per fare il solletico, si siede sul petto di chi dorme fino a tal punto di toglierli il respiro, poi scoppia a ridere in modo sonoro o sghignazza… insomma, questo Linchetto è molto capriccioso!

La cosa divertente è che non risparmia neppure gli animali perché fa i dispetti anche a loro: lega le zampe delle pecore con corde di paglia e fieno, ruba il mangime alle mucche e spesso lo da a quella che gli sta più simpatica. Può risultare dispettoso, fantasioso, ma per nulla cattivo o pericoloso; appare e scompare con facilità e spicca grandi salti.

Un rimedio per non farlo entrare nelle stanze da letto è quello di mettere ai piedi del letto una tazza con all’interno dei chicchi di riso: il Linchetto arriverà e cercherà di scoprire i piedi di chi dorme, ma contemporaneamente urterà la tazza spargendo i chicchi per terra ed essendo uno tipo molto preciso, non sopporterà quel disordine, si metterà a raccoglierli tutta la notte; quando finalmente arriverà l’alba, non sopportando il sole, sarà costretto ad andarsene.

Altro modo curioso che gli anziani insegnano alle nuove generazioni per non farlo entrare nelle case, è quello di appendere alla porta di ingresso della propria casa un ramo di ginepro. Per qualche misterioso motivo, il Linchetto si sentirà obbligato a contare le innumerevoli foglie del ginepro prima di oltrepassare la soglia e, stancandosi in poco tempo, lascerà l’impresa.

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Carla Ciervo

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