Compositore e musicista lucchese conosciuto al suo tempo in tutto il Vecchio Mondo e che ancora fa parlare di sé.

Che tu sia nato a Lucca oppure no hai sicuramente ascoltato perlomeno il celebre Minuetto tratto dal Quintetto op.13 n. 5 di Luigi Boccherini. Il titolo dell’opera probabilmente non ti dice niente, ma se clicchi qui sotto e ascolti semplicemente l’inizio, riconoscerai subito la melodia:

Inoltre, se sei un appassionato di cinema, forse ti ricordi la scena finale di Master and Commander: sfida ai confini del mare (2003), nella quale il Capitano Jack (Russell Crowe) e il Dott. Stephen (Paul Bettany) suonano La Musica Notturna delle Strade di Madrid, No.6, Op.30 di Boccherini:

Chi abita a Lucca, o conosce bene la città oppure vi si è recano per studi musicali, ha ben presente la statua che rappresenta Boccherini con il suo violoncello di fronte all’Istituto di Studi Superiori di Musica che porta il suo nome e che attira musicisti, conferenzieri, insegnanti e allievi anche a livello internazionale.

Statua in bronzo del violoncellista e compositore Luigi Boccherini dell’artista Daphné Du Barry, 2005, Piazza del Suffragiio, Lucca

Boccherini è stato un prolifico compositore in particolare di musica da camera, oltreché virtuoso violoncellistica e, se per quanto riguarda il quartetto d’archi divide la gloria con Haydn e Cambini per la sua invenzione, ha il merito esclusivo di aver dato vita al quintetto d’archi.

Ma conosciamo un po’ meglio questo artista che nel Settecento divideva la scena musicale europea con compositori del calibro di Haydn e Mozart.

La vita

Foto del ritratto di Boccherini con violoncello, con didascalia: Ritratto di Luigi Boccherini, 1764-67 ca. Artista: Pompeo Batoni, il celebre ritrattista lucchese. Conservato oggi alla National Gallery of Victoria, Melbourne, Australia

Nacque a Lucca il 19 febbraio 1743, fra Via Fillungo e Via Buia, in una famiglia di musicisti e ballerini. Il padre Leopoldo, infatti, era contrabbassista dell’organico della Cappella Palatina di Lucca e lo iniziò allo studio del violoncello, mentre ben 3 dei suoi 6 fratelli erano ballerini: Giovanni Gastone, affermatosi in seguito come librettista per Salieri, con La secchia rapita, e per Haydn, con Il ritorno di Tobia, Maria Ester (sposata al coreografo Onorato Viganò, ballerino preferito di Maria Teresa d’Austria) e Anna Matilda.

Foto targa casa natale

A Lucca fu anche allievo dell’abate Vannucci, maestro di Cappella presso il Seminario di San Giovanni. Si trasferì poi per 2 anni a Roma per approfondire i suoi studi.

Il suo primo concerto da solista a Lucca risale al 1756, all’età di soli 13 anni, anno in cui partecipò anche ai solenni festeggiamenti di Santa Croce. All’età di 15 anni, assieme al padre, si esibì sia in qualità di solista che di orchestrale al Teatro Imperiale di Vienna, città dove tornò a suonare altre due volte fra il 1760 e il 1764. A partire da quest’ultimo anno fino al 1767 divenne primo violoncellista della Cappella Palatina della Repubblica di Lucca.

Nel frattempo, aveva anche cominciato a comporre e l’anno successivo, in occasione di una cerimonia civile, scrisse la cantata profana La confederazione dei Sabini a Roma con la concertazione dell’allora Maestro di Cappella Giacomo Puccini senior (avo del celebre Giacomo Puccini, primo di 5 generazioni di compositori). Nello stesso periodo, pur mantenendo il suo posto a Lucca, suonò in diverse occasioni, sempre assieme all’amato padre Leopoldo, nell’orchestra di Milano diretta da Giovanni Battista Sammartini, inventore della sinfonia all’italiana e, benché non amato da Haydn, insegnante di Bach e Gluck.

In questi stessi anni fondò il primo quartetto stabile della storia di cui si abbia notizia con 3 colleghi toscani: i violinisti Pietro Nardini e Filippo Manfredi ed il violista Giuseppe Cambini. Boccherini strinse una profonda amicizia proprio con una dei membri di tale quartetto, Filippo Manfredi, che poi lo seguirà in numerosi viaggi, primo fra tutti quello alla volta di Parigi. Qui i due musicisti hanno un discreto successo, tanto che Boccherini vedrà pubblicate anche alcune delle sue composizioni ed entrambi saranno invitati dall’Ambasciatore spagnolo di Francia a seguirlo a Madrid. Decisero di accettare la proposta, con la speranza di poter suonare per re Carlo III. Le loro aspettative furono deluse ma riuscirono ad entrare a far parte della corte del fratello del re, l’Infante Don Luis Antonio, amante della bella vita e dell’arte, in particolare della musica.

Seguirono i migliori anni per Luigi Boccherini, caratterizzati da tranquillità e stabilità economica. Alla corte di Don Luis cominciò anche a produrre quintetti, genere a cui rimarrà molto legato per tutta la vita, e ciò si spiega facilmente se pensiamo che poteva unirsi con il suo violoncello al quartetto già presente alla corte.

Il 1772 fu un anno particolarmente triste per Boccherini perché il suo caro amico Manfredi decise di tornare a Lucca e riprendere il suo posto di violinista alla Cappella Palatina. Nel 1776 Boccherini si sposò con Clementina Pelicho, con cui poi avrà cinque figli. Sempre nel 1776 l’Infante di Spagna decise di sposare Doña Maria Teresa Valabrega y Rosas, nonostante che le leggi vietassero matrimoni tra persone di diverse classi sociali, noncurante della condanna all’esilio che avrebbe dovuto subire con famiglia e corte. Boccherini così seguì il suo protettore ad Arenas de San Pedro, a più di 100 chilometri da Madrid, ritrovandosi isolato rispetto alla vita musicale europea. Questa situazione comunque gli diede più tempo per la composizione ed è durante il soggiorno a Las Arenas che fra l’altro compose il suo Stabat Mater, una delle poche opere sacre da lui scritte.

Foto quadro di Goya con didascalia: La famiglia dell’Infante Don Luis di Francisco Goya, 1783-84. Sembra che l’uomo di profilo sulla destra, con l’abito rosso, sia proprio Boccherini. Tela conservata presso la Fondazione Magnani-Rocca di Parma

Ad un certo punto cominciarono dei grossi problemi di salute per Boccherini per una grave malattia polmonare, problemi che certamente si sommarono a quelli legati anche alla sua instancabile attività di musicista, come dimostrato da uno studio paleopatologico eseguito circa 10 anni fa sui suoi resti. Il violoncello, fra l’altro, a quel tempo non era fornito di puntale per appoggiarlo a terra e proprio per questo Boccherini aveva sviluppato malformazioni ossee, come ad esempio le gambe arcuate.

Nel 1785 purtroppo morirono sia sua moglie Clementina che Don Luis, per cui l’artista si ritrovò in difficoltà dovendo anche crescere i numerosi figli. Scrisse una lettera piena di suppliche a Carlo III, il quale gli concesse una pensione. Contemporaneamente il Principe ereditario di Prussia Federico (che sarebbe entrato in carica di lì a poco come Federico Guglielmo II) nominò Boccherini compositore di musica da camera ed inoltre, successivamente, la famiglia Bonavente-Ossura gli diede l’incarico di direttore d’orchestra e dei concerti. A poco a poco l’unico suo committente rimase Re Federico Gugliemo II di Prussia e dopo 2 anni dalla morte di Clementina, si risposò con la figlia di un violoncellista della Real Cappella, Maria del Pilar Joacquina Porretti.

Alla fine del 1797 morì Federico Guglielmo II e il successore Federico Guglielmo III, nonostante una disperata missiva di Boccherini, lo licenziò. Il compositore cercò di riprendere rapporti con Parigi e difatti il Conservatorio della capitale francese lo invitò a diventare membro del Direttorio esecutivo, ma probabilmente il suo stato di salute non avrebbe permesso un viaggio così faticoso, per cui Boccherini rifiutò. Una piccola novità dalla Francia arrivò comunque con la nomina ad ambasciatore francese a Madrid di Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, il quale chiamò costantemente Luigi Boccherini come direttore musicale. Bonaparte rimase a Madrid meno di due anni, tra il 1800 e il 1801.

Le cose non andavano male per il compositore, ma dopo la partenza di Bonaparte, nel giro di poco tempo le due figlie maggiori del compositore e la seconda moglie, seguita poi dalla figlia minore. Da quel momento la vita di Boccherini non fu più così agiata ed inoltre la sua salute era peggiorata a causa di una malattia circolatoria. Morì in miseria a Madrid il 28 maggio 1805, all’età di 62 anni.

Nel 1927 le sue spoglie sono state traslate e deposte nella Chiesa di San Francesco a Lucca.

Foto tomba Boccherini

Oblio e rinascita

Proprio come è successo con la musica di Vivaldi, anche quella di Boccherini fu praticamente dimenticata dopo la sua scomparsa, a dispetto della grande fama di cui entrambi avevano goduto durante la propria esistenza, sia per le loro composizioni che per il virtuosismo delle loro esecuzioni.

La musica di Boccherini tornò ad essere suonata e conosciuta solamente nella seconda metà del XX secolo, in particolare grazie al Quintetto Boccherini. Due dei membri fondatori di questo Ensemble, infatti, trovarono a Parigi una copia della prima edizione completa dei 141 quintetti di Boccherini ed in seguito cominciarono ad eseguirli ed inciderli in giro per il mondo.

Da quel momento l’opera di Boccherini è diventata sempre più conosciuta tanto che, oltre ad essere ormai regolarmente presente nel repertorio di numerosissimi concerti in tutto il mondo, è entrata a far parte di molte colonne sonore del cinema italiano ed internazionale.

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Claudia Cristofori

Claudia Cristofori

Sono Claudia, guida e accompagnatrice turistica in italiano, francese e inglese. Nata da mamma francese con origini greche e padre emiliano, conosciutisi a Londra, mi sono sempre sentita cittadina del mondo.
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