Oggi vi vorrei raccontare una storia che ha avuto luogo in Via Pelleria che è una delle strade più antiche di Lucca; dove il suo nome, molto probabilmente era dovuto, alla lavorazione di pelli che lì vi si praticava. Le persone giungevano da ogni parte d’Europa per visitare Lucca, attratti dalle bellezze artistiche come anche per la bellezza delle donne, le quali erano le donne più belle del mondo.

Ciò mi ricorda la leggenda di Lavinia che da Apollo e da Venere era stata eletta la donna più bella del mondo e destinata per una notte a giacere con Giove. Ma Lavinia voleva bene al suo Tiberio e così Giove restò con le pive nel sacco. Ma torniamo alla nostra storia: fino a qualche tempo fa nella piazzetta del rione di Via Pelleria dove giocavano i bambini, c’era una fontana non molto bella, ed oggi nemmeno quella c’è più. Bartolomeo di Monaco, noto scrittore di libri legati alla nostra terra lucchese, ci racconta come vi sia un sortilegio vi impedisca che una fontana, che sia dissimile da quella originale, di cui vi racconterò la storia, possa resisterci a lungo. Prima o poi va in rovina o si essicca, non toccata da nessuno. Come ciò avvenga è un mistero che ha fatto rompere il capo a più di un ingegnere e si dice che ancora non sia nato l’uomo che riuscirà a mettervi una fontana che faccia scorrere la sua acqua speciale e richiamare a sé le donne del luogo ad attingervi e a spettegolare come un tempo.

La fontana di Via Pelleria

Si deve infatti sapere che prima dell’ultima brutta fontana, la piazzetta di Pelleria era guarnita di una delle fontane più belle della città, fatta di ghisa e ornata di fregi che non ce n’era eguali al mondo. Nessuno poteva spiegarsi come un rione così povero, avesse potuto ricevere un dono così grande. Inizialmente ci furono molti tentativi di privare il rione di quel gioiello invidiato da tanti signori che abitavano nei bei palazzi della città, persino l’Arcivescovo voleva accaparrarsi questa bellezza. Questa fontana era diventata famosa perché si era diffusa la fama che l’acqua di quella fonte fosse di origine magica, tale che procurava la bellezza alle donne che non la possedevano e la manteneva a quelle già fortunate. Per beneficiare di questo prodigio si doveva essere nati, però, nel rione; altrimenti sarebbe stato tutto inutile e la magia non ci sarebbe stata. Così si poteva vedere per esempio come una ragazza di Pelleria nata bruttina, che a forza di bere quell’acqua, cresceva diventando sempre più bella e circondandosi di tanti ammiratori. I tentativi di furto di questa fontana furono molti, ma i suoi abitanti la difendevano con le unghie e con i denti. La fontana apparteneva a Pelleria e lì sarebbe rimasta per sempre.

– Non ci convincerete mai – rispondevano gli abitanti. – Sapete anche voi che questa è la fontana di Guendalina. È Guendalina che ce l’ha mandata.
– Ancora credete a questa leggenda, miei poveri citrulli. Guendalina era una ragazza come molte di voi. Come poteva darvi una fontana come questa?

Ma chi era questa Guendalina? Era una ragazza umile e semplice nei modi di fare, che voleva bene a tutti. Era talmente bella e felice che la paragonavano alla Lavinia della leggenda. Sembrava un dono sceso dal cielo. Molti venivano anche fuori dal rione per ammirare la sua bellezza e, perché no, cercare di conquistare il suo cuore. Arrivata al culmine della sua bellezza, Guendalina si ammalò; e fu talmente rapida la malattia che nel giro di poche ore morì. Dopo la sua morte per renderle omaggio, nel rione venne fatta costruire da alcuni operai una fontana bellissima. Nel momento in cui poi ci si rese conto della bellezza che diffondeva su tutti e che anche i brutti diventavano belli a poco a poco, si gridò al miracolo.

Ci fu qualcuno che un giorno disse:

– È la fontana di Guendalina. Questa fontana ce l’ha regalata Guendalina. È il suo dono per tutti noi. Guendalina non ci ha dimenticato. Guendalina è senz’altro in paradiso, dove la chiamò Dio per farne un angelo. È lei che ha supplicato Dio di darci questa fontana.

Ma ormai siamo giunti alla fine racconto. Volete sapere come andò a finire la storia? Beh, nel momento in cui il rione di Via Pelleria si spopolò, la fontana magica venne rubata in una notte misteriosa. Ancora oggi ci poniamo una domanda: la fontana magica sarà forse nascosta in qualche palazzo del centro storico?

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Carla Ciervo

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