Lucca è una città elegante e gli uomini e le donne sono noti per lo stile e la cura di sé stessi. La città è piena di ricercati negozi di abbigliamento, parrucchieri e saloni di bellezza per far apparire al meglio di sé stessi.
Tuttavia, questo desiderio di sentirsi affascinanti è stato portato all’estremo da Lucida Mansi, la bella ereditiera Lucchese del XVII secolo che non avendo purtroppo accesso alla chirurgia estetica o al Botox risolse il problema del passare del tempo in una maniera molto più drastica.

Lucida si era sposata giovanissima ma lo sfortunato consorte Vincenzo Diversi morì poco dopo il matrimonio, alcuni dicono in un incidente di caccia, altri che fosse stato addirittura soppresso da lei.
Lucida a 21 o 22 anni si ritrovò vedova, ma non passò molto tempo a lenire il suo cuore infranto e convolò a nozze con un ricchissimo mercante di seta, Gaspare di Nicolao Mansi. Questo non era certo sembrato un matrimonio d’amore e causava infiniti pettegolezzi in città: era stato un connubio tra denaro e bellezza, una combinazione non rara che spesso sembra perpetuarsi perfino ai giorni nostri.

La nostra giovane Lucida, non contenta del marito maturo acquisì molti amanti che trattava con sdegno e si diceva finanche che se ne fosse liberata dopo averli usati nel suo modo scellerato. Una storia racconta di una botola in una delle ville di famiglia e Lucida dopo essersi divertita con l’amante di turno apriva ne il portello e spingeva lo sfortunato nel fosso sottostante rivestito di lame acuminate.

Lucida era molto bella ma anche molto vanitosa. Aveva le pareti dei suoi palazzi coperti da specchi, e si mormorava che tenesse uno specchio nel suo libro di preghiere per poter perfino ammirare il suo riflesso durante le orazioni.

Il tempo passa tuttavia per tutti e Lucinda non faceva eccezione: il suo modo di risolvere il problema fu quello di fare un patto con il diavolo. Barattò 30 anni di gioventù in cambio della sua anima. Col ticchettio degli ultimi minuti alla mezzanotte allo scadere del patto, Lucida fu vista correre disperatamente verso la torre dell’orologio della città per fermare il tempo.

Il diavolo, in realtà, non aveva alcuna intenzione di essere ingannato e aveva preparato un carrozza infuocata dove aspettava Lucida. Era una notte tempestosa e mentre il carro ardente correva sulle mura della città, deragliò dal suo corso e precipitò nello stagno buio dei giardini botanici. Questo laghetto dà l’illusione di essere un angolo tranquillo, ma è un luogo buio e solenne che contiene non solo l’anima di Lucida, ma anche quelle di non credenti, vittime di epidemie o prigionieri.

Altre versioni di questa leggenda raccontano che fosse stata trascinata all’inferno attraverso una botola ma una possibilità più banale è che sia semplicemente morta di peste.

Qualunque sia la verità, molti ancora vedono nella notti di luna piena quando infuria una tempesta, la carrozza di Lucida che corre sulle mura e sentono le sue urla mentre precipita nell’oscuro abisso. Il suo riflesso può essere scorto in una di queste notti mentre ti fissa dallo scuro e misterioso stagno carico di sofferenza.

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Celia Prosecchino
Mi chiamo Celia. Sono nata a Londra, ma ora faccio parte di una famiglia anglo-italiana e sono orgogliosa di essere cittadina italiana. Viviamo tra Lucca e Bagni di Lucca nella Toscana nord-occidentale, una parte del mondo molto bella con una cucina meravigliosa. Da quando vivo in Italia, ho lavorato come insegnante, traduttrice, e scrittrice ma soprattutto nel turismo anche se occasionalmente mi sono immersa nel mondo dei libri e dell'arte.
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