Tutto è buio, tutto è silenzio, tutto è rispetto all’interno della Cavallerizza, che in questo momento sta ospitando la bellissima mostra “I pittori della luce”. Sala dopo sala lo spettatore osserva, ammira e si stupisce davanti alla bellezza delle opere e degli artisti che si susseguono. Tutto è buio, tutto è silenzio, tutto è rispetto… almeno fino alla penultima sala.

Teste mozzate, donne compiaciute, serve fiere, bellezze disarmanti e atti brutali; tutto tace, ma tutto urla << tagliatele la testaaaaaa!>>, come faceva la Regina di cuori in Alice nel paese delle meraviglie. In questa sala, quasi interamente monopolizzata dal pittore lucchese Pietro Ricchi, c’è dunque una costante: c’è tutto il girl power degli anni ’90, rivincite su uomini che hanno abusato di queste donne o di qualcuno a esse vicino.

E si sa, con le donne indipendenti e con un cervello non si dovrebbe mai scherzare. In fin dei conti discendiamo tutte da Eva, che si ribellò a Dio quando le ordinò di non mangiare il frutto dell’albero… a Dio, non so se mi spiego! Nel DNA femminile dunque c’è un gene nascosto propenso all’autoaffermazione e alla consapevolezza di sé, un gene represso da quegli uomini che poi finiscono con la testa mozzata nei quadri del Ricchi.

Questo pittore lucchese e girovago è uno dei primi che mette in pittura questo gene, che lo riconosce e che gli vuole dare tutto il rispetto che merita. Le donne non sono creature indifese che hanno bisogno del bacio di un principe per risvegliarsi dal sonno; le donne che vede e venera il Ricchi non sono schiave di nessuno, si prendono le responsabilità per le loro azioni, se ne compiacciono addirittura. L’esempio più lampante è sicuramente l’espressione soddisfatta di Giuditta che si trova ad uccidere Oloferne per salvare il suo popolo. Quelle del Ricchi sono tutte donne artefici del proprio destino, nel bene e nel male, perché accanto ad una Giuditta che si macchia le mani di sangue per il bene dei suoi, si trova una Regina Tomiri che mette in atto una vendetta dolosa.

Atti crudeli, quelli nella stanza delle regine di cuori dunque, eppure le bellezze di queste protagoniste sono talmente soavi che la violenza passa in secondo piano, che l’occhio si chiede addirittura come possa una creatura così graziosa commettere gesti così efferati. Ve lo dico io come fa: perchè prima di Eva c’è stata Lilith, la madre di tutte le creature sovrannaturali, ingiustamente demonizzate. Prima di ribellarsi a Dio, lei si è ribellata a quel buzzurro nullafacente di Adamo che la voleva sottomessa. Non le è interessato mangiare il frutto dell’albero, ma se lo avesse fatto avrebbe poi chiesto il dolce, il caffè e pure l’amaro e si sarebbe anche pagata il conto da sola. Alla minaccia di Dio del “tu partorirai con dolore” avrebbe alzato il dito medio e avrebbe risposto, partorisci da solo, bellino! Le donne del Ricchi non discendono da Eva, discendono da Lilith. Le donne del Ricchi “spaccano”.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 fino al 2 ottobre 2022, presso il complesso della Cavallerizza in piazzale Verdi. Oltre al Caravaggio, sono presenti Pietro Paolini, Rubens, Orazio Gentileschi, Jusepe de Ribeira, il Lombardi e tanti altri.

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Giada Paolini

Guida turistica pisana in terra straniera. Laureata in lingue, letterature e studi interculturali. Appassionata di gossip storico non convenzionale.

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