Viene detto comunemente “carnevale” il periodo tra l’Epifania e la Quaresima nel quale, popoli di diverse religioni e culture, danno luogo a manifestazioni giocose di vario genere.

Dei festeggiamenti della #Lucca Repubblicana fino a circa il 1830, che avvenivano con nell’area di via dei #Borghi, purtroppo non si hanno documenti, tuttavia diverse carte attestano un provvedimento di Maria Luisa di Borbone, signora di Lucca, teso a ricoprire il #fosso cittadino nel tratto dal baluardo di #San Colombano al quartiere Cittadella.
Questo perché l’attuale corso Garibaldi, prima via dei fossi coperti, doveva essere abbastanza ampia da poter ospitare sia il passeggio dei signori che il transito dei cortei carnevaleschi.

La sede delle manifestazioni in maschera, degli incontri e dei divertimenti rimase in quest’area cittadina per quasi un secolo finché, dopo il primo dopoguerra, le tante associazioni e circoli di recente costituzione (molte erano di ex combattenti o politiche o di settore) diedero luogo nello stesso periodo a feste danzanti molto popolari che andarono a cambiare il precedente “#costume” della festa #carnevalesca .

Lasciato alle spalle il ventennio fascista e la seconda guerra i circoli sopravvissuti diedero vita a sempre più ricchi eventi dei quali il più atteso era il “lunedì delle maschere” o del “passo (passaggio) delle maschere”.

In questa serata, ogni circolo indiceva un tema di travestimento a cui i soci dovevano attenersi, poi gli stessi soci si spostavano nelle vie cittadine ( gremite di spettatori ) per andare in visita presso gli altri club con il duplice scopo di esibire la propria maschera o canzonare i soci del circolo altrui…

Si sa che “a carnevale ogni scherzo vale”…

Le serate erano animate da orchestrine, rigorosamente dal vivo visto che non esistevano gli Hi-Fi, il “passo”, di sede in sede, era soggetto al giudizio del pubblico come nella migliore tradizione in cui si elegge la maschera più bella.

I circoli più in voga erano quello dei Cacciatori in piazza Grande, La Pantera in #viaBuia, il #Rosso-Nero in corte Sbarra, l’Edera in via Santa Giustina e quello degli Ufficiali in via #Sant’Andrea.

Altre feste di gran rilevanza, tuttavia accessibili ai soli iscritti, erano organizzate dal Circolo Sottufficiali, dal Dopolavoro Cantoni-Cucirini, dalla sede del PCI.

Esclusivissimo era poi il “Veglione della Stampa” che si teneva all’interno del Teatro del Giglio, nella platea che veniva eccezionalmente liberata delle poltroncine.

La manifestazione e tutto il periodo carnevalesco erano un appuntamento molto atteso è sentito dalla comunità cittadina così come la sfilata di maschere libere che, con partenza da via dei Borghi, attraversava il centro di Lucca in mezzo ad ali di folla.

di Carlo Rossi – release de Il Lustro

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2 Comments

  1. Gabriele Levantini

    Molto interessante!

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