Una perla rara: il Palazzo delle Muse di Viareggio

Ricordo che dalle ampie finestre del Centro Documentario Storico di Viareggio “Francesco Bergamini” si vedeva il mare. Venivo qui, a Palazzo delle Muse, con mio padre, Giovanni Levantini, ed era un’emozione incredibile frugare tra documenti antichi. Sentivo il brivido della scoperta e l’amore per la conoscenza. Mi insegnava con passione e questi sono alcuni dei più bei ricordi che conservo di lui.

A quel tempo, il Centro Documentario Storico si trovava al primo piano, mentre oggi è al piano terra, ed è diventato una sezione della Biblioteca Comunale “Guglielmo Marconi”. Nei suoi ex locali è oggi la GAMC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, uno dei più importanti musei toscani del settore, che vanta oltre 3000 opere di circa 750 artisti, nonché la più importante raccolta pubblica delle opere di Lorenzo Viani.

Questo è solo uno dei numerosi cambiamenti che hanno interessato la storia di questo secolare edificio.

Il 14 ottobre 1861, con una solenne cerimonia alla presenza dei principi Umberto e Amedeo di Savoia, fu posta la prima pietra di questo grande edificio. All’epoca fu destinato a ospitare il Regio Ospizio Marino Vittorio Emanuele II, voluto dal Comitato degli Ospizi Marini, istituzione caritatevole fiorentina creata dal medico Giuseppe Barellai, a cui la città di Viareggio ha oggi intitolato una strada, insieme ad altri illustri filantropi, tra i quali il Comm. Donato Samminiatelli e il Cav. Antonio Puccinelli, e sostenuto dalle donazioni di Enti e di privati benefattori.

Si trattava della seconda struttura del genere realizzata a Viareggio, dopo l’Ospizio Marino di Lucca, costruito solo pochi anni prima, nel 1842, su iniziativa dei medici Giuseppe Giannelli e Antonio Ghivizzani, e diretto dall’Ospedale di Lucca. Si trovava molto vicino a dove sorgerà poi il Palazzo delle Muse: qualche centinaio di metri più lontano dal mare, nell’edificio adiacente alla Chiesa di San Paolino che, fino alla fine degli anni ’90 ha ospitato l’Istituto Professionale Marconi, come ci racconta il libro “Il Marconi: una scuola alla ricerca di una sede. Annuario”, di Flavia Franceschini, Giovanni Levantini, Maria Gabriella Maestri, edito da Pezzini editore nel 1997. Oggi il complesso, ampliato nel 1872, è stato ristrutturato e stato trasformato in appartamenti e purtroppo non c’è neanche una targa a ricordare che fu la prima struttura sanitaria italiana specializzata nella cura delle malattie tubercolari.

Anche il nuovo Ospizio viareggino, questa volta diretto dai fiorentini, era destinato alla cura dei bambini poveri malati di scrofolosi, che venivano assistiti dalle Suore Domenicane e da due medici. Il Consiglio di Amministrazione era composto di 7 membri, 4 nominati dalla Provincia e 3 dalla Giunta Comunale di Firenze.

Lo stabile fu fin da subito chiamato con la denominazione di Palazzo delle Muse, come racconta lo stesso Barellai nel suo “Gli ospizi marini d’Italia proposti e promossi da Giuseppe Barellai”, del 1897: “Questa fabbrica si chiama scherzevolmente fra i confratelli il Palazzo delle Muse, perché il denaro che è stato speso per costruirla è stato specialmente ricavato dalla opera e dai doni dei coltivatori delle arti belle, come architetti, pittori, scultori, musicanti, poeti lirici, poeti drammatici, illustri prosatori… Rappresentazioni teatrali, accademie di musica, lotterie di quadri, di disegni, di gessi, di statue, vendite di libri di poeti e di poetesse, di prosatori e prosatrici sono state le industrie più proficue”.

L’architetto Giuseppe Poggi progettò lo stabile il cui cantiere venne realizzato gratuitamente dall’Imprenditore Giuseppe Gheri.

Sorgeva in quella che all’epoca era la prima periferia di Viareggio, in Piazza Principe Amedeo, oggi Piazza Mazzini, ampio spiazzo che si estendeva selvaggio fino al mare. Un decreto del Governo della Toscana impose che la spiaggia prospicente dovesse rimanere sempre libera e sgombra, a servizio dei pazienti dell’Ospizio. Fu poi realizzato uno stabilimento balneare per i piccoli pazienti.

L’edificio era composto da un corpo di fabbrica centrale dotato di due ali, sul retro si apriva un porticato scandito da pilastri in mattoni con capitelli in pietra chiara e volte a vela, sormontato da una terrazza, che affacciava su di un vasto giardino delimitato da una cinta muraria.

Nel 1893 fu ampliato di una nuova ala verso ponente, eseguita dal capomastro Raffaello Morescalchi su disegno dell’ingegner Eugenio Del Prete. Vennero inoltre edificati la lavanderia, l’abitazione del custode, la terrazza per le cure elioterapiche, e, successivamente, il blocco dell’isolamento per le malattie contagiose, costituito da quattro edifici a coppie simmetriche.

Nel 1912 fu aperta una nuova sezione, composta da 100 posti letto, per la cura permanente, avviando così cicli terapeutici invernali e diventando Colonia permanente.

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L’istituto ebbe un grande successo e crebbe anno dopo anno. Mentre tra il 1872 e il 1892 furono curati 792 bambini, cifra già ragguardevole, dal 1905 si raggiunsero i 1.000 ricoverati per singola stagione.

Per questo motivo, fu più volte visitato dalle massime autorità: nel 1900 dal Conte di Torino Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta, nel 1912 dal re Vittorio Emanuele III di Savoia e dalla regina Elena in persona e, nel 1915, dalla Duchessa Elena di Aosta, Elena d’Orléans.

Nonostante questo, il vorticoso sviluppo urbano incombeva e, con esso, altre necessità per la popolazione in rapida ascesa. Così, nel giugno del 1923 l’ingegner Alfredo Belluomini fu incaricato di studiare e progettare l’eventuale riconversione del complesso in edificio scolastico. Nel 1927 lo stabile fu oggetto di una ristrutturazione generale e infine, nel 1938, il Comune di Viareggio lo acquisì per adibirlo a scuola e alla Biblioteca pubblica. L’Ospizio Marino di Firenze fu trasferito in una nuova struttura a Cinquale.

Oggi al Palazzo delle Muse non ci sono più chiassose scolaresche, ma è invece diventato un vero e proprio “palazzo della cultura”, tanto più prezioso in quanto perla rara in una città giovane e un po’ smemorata come la nostra. Un polo di bellezza e sapere che rende orgoglioso ogni viareggino. E che suscita in me cari ricordi.

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Gabriele Levantini nasce a Viareggio il 10 aprile 1985. Chimico per lavoro e scrittore per passione, dal 2017 gestisce il sito Il Giardino Sulla Spiaggia. Seguimi sul mio blog: https://ilgiardinosullaspiaggia.wordpress.com