Personaggi di Lucca - Mario "Son sodo"

Mario “Son sodo”

A quanti di voi è capitato di incontrare il sorridente Mario “Son sodo” in Piazza dell’Anfiteatro, o nelle strade del centro che canta accompagnato dalla radiolina, fornito di marsupio (nel caso in cui qualche buon’anima lasci qualche moneta)?

Mario è uno degli ultimi amati volti della città che ci ricordano personaggi di un tempo passato che rappresentavano la faccia, la voce e talvolta, anche il lato oscuro di Lucca.

Questi volti popolari, si aggiravano nella città in qualsiasi momento della giornata, alcuni innocui, altri altamente pericolosi; questo articolo vuole rendere omaggio alla loro memoria o celebrare chi ancora passeggia in città.

Mario "Son Sodo"
Mario “Son Sodo”

La foto di Mario in alto è certamente datata: oggi Mario è canuto, piegato dall’età e più magro ma sempre allegro e sempre ammaliato e molto sensibile alla bellezza femminile. Famosi sono i suoi appellativi coloriti alle belle donne di Lucca, talvolta ispirati dai prodotti agricoli, come quella volta che apostrofò una giovane carina elegantemente vestita che indossava calze chiare: “oh bimba, hai due gambe che sembrano due cardoni!”. Mario è recentemente stato vittima di persone poco oneste ed è finito in un servizio televisivo di importanza nazionale, diventando ancora più famoso e un VIP a tutti gli effetti: alcuni turisti italiani amano fare il “selfie” con il nostro ineguagliabile Mario.

La carrellata dei personaggi diventati mito per molti lucchesi è lunga e attraversa quasi cento anni.

“Soldino”

Tra quelli più popolari e decisamente pacifici, il mitico “Soldino” che si aggirava sempre tra Piazza Napoleone e Via S. Croce, personaggio innocuo e garbato che chiedeva a tutti i passeggiatori se per caso avessero un soldino da dargli. Con nostalgia ricordo faceva sorridere tutti noi studenti, noi che passeggiavamo in città nei pomeriggi spensierati dei giorni di scuola.

"Soldino"
“Soldino”

Ruffo “il parcheggiatore”

In piazza San Giovanni, che in tempi non recenti era una delle piazze utilizzate come parcheggio della città, si incontrava Ruffo il parcheggiatore: un piccolo ma potente uomo partenopeo che cercava di sbarcare il lunario con i pochi spiccioli di chi voleva trovare un posto per l’auto. Un pochino suscettibile, non amava i commenti sarcastici a cui rispondeva a tono. Lo vediamo con il suo immancabile copricapo e impermeabile mentre fa mostra del cartello.

Ruffo "il parcheggiatore"
Ruffo “il parcheggiatore”

La “Frusa”

Ed ecco la figura che spaventava di più tutti: la mitica Frusa. Questa senza tetto, con una vita molto sfortunata alle spalle, abbandonata dal padre alcolista e poco amorevole madre che l’aveva disconosciuta, si aggirava in città con borse enormi perché non aveva fissa dimora. Dormiva dove poteva: auto che rimanevano aperte, rifugi di fortuna e molto spesso sotto il ponte di Monte S. Quirico. La Frusa era molto possente, un donnone alto almeno un metro e 74, ben piantata e muscolosa, amava schizzare con stracci sudici di acqua di pozzanghera, auto, ciclisti e tutti i malaugurati passanti che incrociavano la strada con lei. Vestiva sempre gli stessi abiti sovrapposti a più strati anche in estate, con una strana fascia per i capelli tipo passamontagna, emanava un odore di selvatico e acro. Il suo divertimento era tendere piccoli agguati nascondendosi dietro gli angoli delle strade della città per poi colpire con la borsa i malcapitati che finivano sdraiati per terra. Notevole era la sua voce e la sua inossidabile voglia di vivere. Appena il suo vocione da baritono che diffondeva nell’aria numerosi” sagrati” in città c’era un fuggi fuggi generale. Molto spesso se la prendeva con il suo compagno detto “il pisano”.

La "Frusa"
La “Frusa”

“Coltello”

In piazza S. Michele, con il suo immancabile bastone con cui batteva forte sulle saracinesche dei negozi, il venditore di giornali “Coltello” svegliava i lucchesi a partire dalle 5.00 del mattino.

Quando i giornali si vendevano ancora con gli strilloni, il nostro benarmato e arzillo vecchietto proponeva la Nazione o il Telegrafo.

Sotto il fascio di giornali nascondeva un coltello da cui il suo soprannome, ma era ben armato con il bastone per difendersi dai malintenzionati.

"Coltello"
“Coltello”

“Quartuccio”

L’ultimo vetturino di Lucca era Quartuccio qui sotto immortalato con il suo immancabile e fedele cagnolino, stazionava nelle piazze come Piazza Napoleone, Piazza San Michele, Piazza Bernardini. Sembra che il cavallo si fermasse automaticamente a tutte le mescite di vino: ecco il perché del soprannome.

"Quartuccio"
“Quartuccio”

“Il predicatore”

Ci piace ricordare anche uno strano figuro di predicatore anti-litteram “il predicatore”. Sicuramente molti si ricorderanno che sapeva recitare a memoria tutti i passi della bibbia mentre camminava a passo lesto in Via Fillungo o zone limitrofe. Altamente pacifico, il predicatore era un uomo sulla quarantina, alto, magro, vestito con decoro e sempre sbarbato con capelli corti. Non avvicinava nessuno, semplicemente riportava ad alta voce tutti i versetti della bibbia senza sbagliare parola.

Di tutti questi personaggi che i lucchesi doc si ricorderanno certamente, solo Mario è sopravvissuto ed ancora passeggia per le nostre strade. Con nostalgia ci ricorderemo di tutti gli altri.

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Elena Benvenuti

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