A Bagni

(poesiola de Il Lustro)

V’é oro, giuro!,
In sulla Lima
Et acque fresch’e calde
Iscoperte-pria de’ Romani.

Imponent’eterme
Torri, dalle fresch’emerse,
languide si miran
Nell’amor di Diana.

Furon dimora
Di baron’e ‘nglesi
Artisti e letterati

Ch’attinsero ricco
Dal bronzo de’ boschi
Di spirito etrusco e cura.


La #ValdiLima è un luogo realmente magico e affascinante.

Tutto il mondo antico è passato da qui e ogni angolo e paesino racconta una storia, una leggenda o una credenza popolare.

Qualcuno narra che nel fiume vi fosse addirittura l’oro, ma ciò non è documentato…

E’ certo, invece, che i primi insediamenti, nelle tante caverne calcaree, siano databili addirittura all’età della pietra.

Che poi tutte le colline fossero il luogo dei #celti-liguri e successivamente degli etruschi si può ben notare dai tanti reperti e da come varie tecniche e materiali costruttivi si siano stratificati e miscelati nelle murature e negli edifici dei paesini che dominano ogni colle.

Casoli ne è un esempio con il suo conciliabolo celtico orientato al sole e il bacino di quello che fu un lago glaciale da questi popoli riconosciuto come luogo energetico.

Il crinale che vide passare Annibale e l’esercito dei puni, era ricco di strade già da qualche secolo, quando gli #etruschi trasportavano i manufatti e i minerali della nostra Toscana nella vicina Emilia.

Possibile che questi popoli non avessero notato i “fumi” delle tante fonti calde presenti a #BagnidiLucca?

Le #terme vengono storicamente attribuite ai #romani, la civiltà che maggiormente ha influenzato l’intero mondo e quindi  la stessa Val di Lima.

Il sistema di grotte chiamato “Terme di Jean Varraud” fu attrezzato da questa gran civiltà, le tracce sono tuttora visibili, per sfruttare le tante proprietà curative di queste acque benefiche apprezzate poi, nei secoli successivi, dal gotha mondiale. Tra gli ospiti più ilLustri la Contessa Matilde, lo Zar di Russia, sovrani, papi, cardinali, poeti, artisti ma anche statisti come Metternich. Perfino la bellissima Paolina Bonaparte veniva a rendere splendente la sua pelle per mantenere il suo primato di nobildonna con più charme d’Europa.

In questa terra ricca di storia non mancano le leggende come quella che coinvolge, o meglio “avvolge”, la monolitica vasca di pietra visibile all’ingresso del paese di Benabbio; la “pila a canale”, perfettamente circolare e alimentata da una fonte situata poco più sopra, era utilizzata per affilare le “armi” sia dai famosi soldati di ventura sia dalle maestranze contadine del luogo che si spostavano per lavorare fino in Corsica. Nel pieno spirito mitologico legato alle divinità delle fonti e dei boschi si narra che la prima fanciulla, a fare il bagno nella vasca in una notte di luna piena, sarebbe divenuta la più bella.

L’attuale strada statale del Brennero non era altro che una via consolare romana collegante il porto di Pisa con l’omonimo passo alpino. I nomi dei paesi che vi si affacciano sono ancora gli stessi con cui i romani li hanno battezzati (Vico Pancellorum) mentre laddove le frazioni terminano con desinenza “-ena” si parla in genere di toponimi etruschi (#Corsena). Salendo questa strada si supera Astracaccio, pessimo “astraco” (cioè lastricato) poiché in salita, si discende per “Scesta” (discesa o scesa) e si arriva tra le strette di Cocciglia, un suggestivo canyon in cui la luna rallenta formando pozze e pozzi molto profondi (oggetto di studio subacqueo). Qui il ponte Nero, dall’abbreviazione di Minor, apre ad un sentiero che conduce a Casoli. E’ credenza antica che, durante le piene del fiume e le notti più tempestose, un #drago alato si elevi minaccioso per arrivare fino al colle di fronte. Più avanti il ponte Maggio, da Major,  si erge nuovamente sulle acque fresche e trasparenti della Lima creando alcune piccole spiagge.

Le acque della Lima sotto il ponte nero

Sono i luoghi dei poeti e degli artisti che, arrivati soprattutto nel periodo del romanticismo, hanno tratto ispirazione dagli elementi naturali e dallo spirito di questi posti.

E’ la Val di Lima che fu pagana, legata al culto dei romani e quindi di Diana, Dea che conserva un ponte, una chiesa e sicuramente qualche nostalgico ammiratore.

Qui ogni colle aveva un castello, una guarnigione ed una torre. Ogni torre era collegata visivamente con l’altra. Il punto massimo, poiché l’elevata bisettrice della gola, era il castello di Casoli, ancora se ne vedono le rovine.

Consiglio di salirvi e da lassù voltarsi ad occidente per ammirare l’occhio di Lucca, il Bargiglio di Borgo a #Mozzano.

Il Bargiglio visto da Casoli

de Il Lustro, fonti storiche Virgilio

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2 Comments

  1. barbara

    stupendo

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