Celle dei Puccini è il luogo natìo della famiglia. Diroccato su una collina, ospita il museo.
Si accede da un portone in legno sopra il quale è posta una targa commemorativa. La prima sala colleziona una ricca documentazione di lettere esposte in una vetrina sia al centro che sul lato sinistro della parete. In fondo, su di un tavolino, un ritratto di Michele Puccini e Albina Magi, i genitori di Giacomo. Due pianoforti: uno originale e l’altro di proprietà del museo usato durante i concerti. Sopra l’antico strumento è appesa una tavolozza raffigurante i cantanti della Madama Butterfly, mentre sotto di essa una statua che rievoca quella di Torre del Lago.

Secondo quanto riportato dalla custode del museo, il disco custodito nell’ala sinistra della sala, sarebbe una rarità. E vi spieghiamo il motivo: si tratta di un disco contenente musiche orientali sopravvissuto a un naufragio. Pare che il Puccini si sia ispirato da lì.

Si prosegue nella cucina.

Arredata così come era ai tempi dei Puccini, presenta innumerevoli oggetti con varie funzionalità. Tutto è curato nei minimi dettagli con particolare attenzione ai piatti riposti su di una mensola in legno accanto al caminetto. Il fiasco di vino e le tazzine di ceramica sul tavolo rievocano la vita della famiglia.

La visita prosegue ai piani superiori. Lì la documentazione si fa più densa e arricchita ulteriormente dal materiale.Un busto marmoreo di Michele Puccini e la culla del piccolo Giacomo sono elementi che catturano l’attenzione del visitatore così come il vestito del battesimo e le foto del Maestro con la sua auto.
“Si dice che abbia anticipato quello che sarebbe diventato il futuro fuoristrada” spiega la custode. E infatti Giacomo Puccini fu il primo a possedere una Fiat Lambda oltre a barche con cui andava a caccia a Torre del Lago. Ma un incidente impedì al Maestro di correre in auto. Da alcune immagini si può vedere il momento della disgrazia. Ciò che colpisce è l’ambulanza di quel tempo che era ben diversa da quella odierna.

Una serie di articoli scritti postumi mostrano alcuni momenti salienti della vita del Maestro. Innanzitutto vale la pena ricordare che esiste una registrazione della sua voce originale reperibile anche su Youtube. È quella del 1907, anno in cui si trova a New York con Elvira.
“Ringrazio il signor Diafora per le gentil parole pronunziate” esordisce il compositore.
E ancora: “America for ever”. Poi la parola passa alla moglie: “Evviva Puccini, evviva! Evviva!”

La macchina da cucire di Albina Magi è una dei tanti particolari che rendono la casa ancora più legata a quell’intimità familiare di fine Ottocento.

Non solo: i ritratti dei Puccini, gli autografi di Giacomo, e le foto d’epoca di Celle rendono l’ambiente ancora più intimo.
Poco prima di morire a Bruxelles Puccini torna nel paese per commemorare la targa in sua memoria. Chi visita il museo la vede all’entrata.

In una delle ultime immagini il Maestro, insieme agli abitanti del luogo, parla pubblicamente nella piazza sottostante alla casa.

La visita dura circa un’ora e al termine del tour è possibile acquistare gadget, libri e cartoline per portare avanti la memoria di Giacomo.

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