Orto botanico di Lucca

Nel 2020 l’Orto Botanico di Lucca compie 200 anni: nel 1820 Maria Luisa di Borbone, che governava la città, concesse al Real Liceo Universitario circa 2 ettari all’interno della cinta muraria rinascimentale per edificare un Orto Botanico legato alla Facoltà di Medicina.

L’area scelta fu la cosiddetta Piaggia Romana o ‘Campo Mondone’ ovvero un campo usato per seppellire eretici, suicidi, giustiziati e che da qualche secolo veniva usata come campo per il gioco del calcio tanto che strade vicine all’Orto Botanico portano ancora nomi che ricordano questo utilizzo: Via del Calcio e Via del Pallone. L’area includeva e include tuttora il Bastione di San Regolo costruito nel 1604 che costituisce un luogo straordinario per comprendere il funzionamento militare delle Mura.

Primo direttore fu Paolo Volpi, professore di botanica, che per supplire alla mancanza di fondi per la costruzione della struttura, convinse l’architetto reale Carlo Lazzarini, a farsi pagare a rate. Nel giro di un paio d’anni il Volpi creò una ‘scuola botanica’, costruì una vasca ottagonale per l’irrigazione, prelevò molti esemplari da Villa Reale (Elisa Baciocchi aveva grande passione per il verde) e dai vivai lucchesi ed effettuò scambi con altri Giardini italiani ed esteri. A completare queste attività, nel 1822 arrivò un magnifico esemplare di Cedro del Libano, una conifera che oggi è il simbolo dell’Orto Botanico e che arriva a 22 metri di altezza (quasi un palazzo di 7 piani), 6 metri di circonferenza con una chioma ampia 500mq.

L’Orto Botanico di Lucca diventa in pochi anni un luogo importante per il comparto scientifico tanto che nel 1843 ospiterà la terza riunione degli Scienziati Italiani.

(1904) Ai primi del ‘900 si aprirà una discussione sull’aprire o meno i cancelli al pubblico: da una parte c’è chi sostiene che il pubblico deve avere la possibilità di istruirsi e dilettarsi accedendo al Giardino e dall’altra chi teme che tale apertura possa portare a rovinare il patrimonio vegetale. Fortunatamente vincerà la parte progressista e addirittura nel 1923 verrà facilitato l’accesso dalla passeggiata delle Mura con un nuovo ingresso.

L’Orto Botanico è suddiviso in diverse aree, più o meno antiche, come per esempio: l’Hortus Sanitatis che raccoglie le piante medicinali maggiormente usate nel mondo; l’arboreto con alberi e arbusti; lo spazio per le erbacee e teacee in cui si trovano camelie e rododendri e che ci ricordano che nel Compitese, a pochi km da Lucca, c’è uno dei più estesi camelieti d’Italia con tantissime varietà; il Museo Botanico che conserva antichi erbari, collezioni e tavole acquerellate; la Banca del Germoplasma, tra le più importanti, raccoglie semi delle antiche cultivar orticole Toscane come le 17 varietà di fagioli esclusive della Lucchesi; la Biblioteca nelle serre dell’800; la montagnola con le varietà tipiche dell’area Lucchese. Il laghetto presenta una parte più ampia creata nel 1850 per la salvaguardia in situ di piante acquatiche Toscane ed è alimentato da una falda d’acqua molto calcarea ed una parte più piccola creata nel 1975 circa che utilizza acqua priva di calcio che arriva dalle fonti silicee del Monte Pisano e che favorisce la crescita delle erbacee e delle teacee. Il laghetto viene spesso citato come scena finale della leggenda di Lucida Mansi.

Da qualche anno esiste un percorso accessibile a ipovedenti e non vedenti e tutti possono toccare le formelle di terracotta che mostrano le dimensioni di alcuni alberi iconici del Giardino rispetto all’essere umano, con il nome della pianta in caratteri Braille. Inoltre, nella zona delle piante medicinali, è possibile seguire un corrimano lungo cui sono posizionate piante aromatiche da toccare e annusare per coglierne le particolari essenze e specificità. Considerando e rispettando i vincoli architettonici dell’Orto Botanico, è stato creato anche un percorso accessibile a persone che usano sedie a rotelle o deambulatori (non era presente pavimentazione, ma il classico ghiaino).

Tra le piante più importanti dell’Orto Botanico ricordiamo: le grandi sequoie, il bellissimo Gingo Biloba che fu colpito da un fulmine e che rinacque da tre polloni, il tasso detto albero della morte perchè quasi nella totalità è velenoso, il cipresso calvo americano nel centro del laghetto, la magnolia grandiflora e il fico dai fiori che profumano di banana matura.. ma in ogni angolo troverete qualche pianta interessante, strana, curiosa o semplicemente bella!

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Antonella Marcucci

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